Foto di Claudio Pasquazi

“Al prossimo anno”

Prima di tutto alziamoci in piedi ed applaudiamo una grande squadra ed un grande allenatore. I risultati ottenuti, le vittorie conquistate, i trofei alzati nell’anno solare non sono frutto di combinazione, di incroci stellari favorevoli. Sono le conquiste della passione, della tenacia, del desiderio di primeggiare che ha costantemente accompagnato il gruppo di Simone Inzaghi. E della forza, della bravura di una squadra che ha trovato nel collettivo la sua espressione più forte.
Grazie a tutti e grazie di tutto.
E’ stata un’annata che rimarrà nella storia dell’umanità e, senz’altro, nella storia del calcio. Abbiamo assistito a due campionati tanto diversi e, senza ombra di dubbio, siamo stati i più penalizzati dalla sosta forzata.
Penso di poter sostenere che, se questa terribile malattia non ci fosse stata, avremmo senz’altro lottato testa a testa fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato. E, secondo me, l’avremmo vinto.
Tanta, troppa la differenza del gioco visto in campo tra la Lazio e la juve, sconfitta in due occasioni a distanza di dieci giorni. Tutto ciò, inversamente proporzionale agli organici delle due squadre e, sicuramente, nella differenza evidente delle due panchine.
Immobile miglior realizzatore, Luis Alberto miglior uomo assist, seconda difesa del campionato,centrocampo con Leiva a livelli stellari prima della sosta obbligata, Milinkovic Savic uno dei migliori centrocampisti al mondo.
Eppure tutto ciò non è bastato a sconfiggere, forse, la peggior juve degli ultimi dieci anni.
Questa è la riflessione da fare con la determinazione necessaria se si vuole davvero tentare la scalata al titolo l’anno prossimo. E, in più, ci sarà la Champions che toglierà energie mentali e fisiche se non si infoltisce una rosa con acquisti mirati e di qualità. Passando, ovviamente, dalla conferma di tutta la squadra titolare.
Del resto, è nel destino della Lazio, conquistare uno scudetto mancato di poco l’anno prima. E’ accaduto nel 1972 -1973 come nel 1998 -1999.
Prima di augurarvi buone vacanze vorrei spendere una parola sull’ultima giornata di campionato.
Premetto che non voglio regali da nessuno. Bene ha fatto il Napoli a dare il centodieci per cento fino all’ultimo secondo, giocando come fosse una finale ma vorrei che ciò accadesse su tutti i campi. Un esempio su tutti: la formazione della Juve.
Tra gi altri: Rugani, Frabotta; Muratore; Olivieri, Vrioni, Zanimacchia, Pinsoglio, Coccolo, Peeters.
Ci siamo capiti. Basta avere buona memoria.
Vorrei ringraziare e salutare, infine, tutti voi che ci seguite augurandovi delle buone vacanze, mandare un forte abbraccio a Franco Capodaglio, Daniele Caroleo e tutta la redazione di Noi Biancocelesti.
Forza Lazio e al prossimo anno… sperando che sia quello buono!

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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