Anche Il Principe tifava Lazio: 26 anni fa scompariva il grande Mario Brega

Questa è una storia di passione genuina e lazialità, tramandata di padre in figlio. Nei primi del ‘900, infatti, il podista della S.S.Lazio Primo Brega, nato nel 1892 a Tivoli, divenne celebre per aver partecipato ai campionati italiani organizzati dalla FISA allo stadio dei Parioli e al Marcantonio Bentegodi di Verona. Ma lo sportivo è celebre soprattutto per essere padre di Mario, pseudonimo di spettacolo di Florestano Brega. Non atleta come il padre, ma attore neorealista molto amato da chi la romanità ce l’ha nel sangue e non solo. Tifoso laziale dal temperamento sanguigno e spontaneo, nasce a Roma il 5 marzo del 1923. Brega esordisce da adulto (a 35 anni) sul grande schermo, ma l’affermazione decisiva arriva più tardi, grazie ad un altro tifoso biancoceleste, Sergio Leone. Il regista Western più famoso al mondo consacrerà Florestano, che però solo negli anni ’70 troverà fama e successo con un altro regista esordiente.

L’incontro con Verdone

A segnare la carriera di Brega è senza dubbio l’incontro con Carlo Verdone, col quale apparirà in tantissime pellicole. La prima, “Un sacco bello” (interpreterà il celebre padre di Ruggiero), poi in “Bianco, rosso e Verdone”, in cui è protagonista di uno sketch n compagnia di Elena Fabrizi, sotto le mentite spoglie di camionista.  “Er Principe”, come si definisce, dopo aver fatto con delicatezza una puntura, pronuncia la celebre frase: “A giovanò sta mano pò esse fero e pò esse piuma, oggi è stata na piuma”. Infine diventa suocero di Verdone in “Borotalco” (1982), protagonista di un dialogo esilarante: A Se’ assaggia sto prosciutto è ‘n zucchero” e poi gli racconta la pittoresca passeggiata con la figlia a Via Veneto, finita in rissa: “…J’HO DETTO ARZATE, ARZATE A CORNUTO…ARZATE!”. Chiude l’esperienza con Carlo nazionale, in “Troppo forte”. Collaborerà in seguito ancora con Leone per il capolavoro “C’era una volta in America”, per poi girare l’ultimo film, Crack, nel 1991, pochi anni prima della morte avvenuta per infarto.  

Brega esaltazione del romano popolare

Chi ha vissuto il personaggio scomparso prematuramente non ha dubbi: Brega è un attore che è riuscito a rappresentare in maniera più naturale possibile la figura del popolano, così vicino alla gente di borgata, così vero. Come se la linea di demarcazione tra il reale e la finzione non fosse mai davvero esistita. Un’abilità che hanno avuto in pochi. Forse è proprio questo che fa di Mario una persona, più che un personaggio, tanto amato e ricordato anche a distanza di anni. Passionario, come i protagonisti interpretati nei suoi film, tifoso dei colori biancocelesti come il suo alter ego femminile, l’attrice Elena Fabrizi. Anche perchè, come diceva la stessa Sora Lella, quando erano piccoli loro a Roma c’era solo la Lazio…

Michela Santoboni

Classe ‘90, nasco in Sabina ma oggi vivo al mare. Divento giornalista nel 2017 collaborando con un sito a cui devo molto, Lazionews.eu. Dopo tante trasferte, anche all'estero (ultima quella di Riad, a dicembre 2019), approdo a Noibiancocelesti.com nel luglio 2020.

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