ESCLUSIVA – Stefano Fiore: “Contro la Juve sfida molto difficile. La Lazio ha rappresentato una parentesi bellissima della mia carriera”

Uno come lui sarebbe servito, eccome. Quante volte ha fatto male alla Vecchia Signora, come quella volta (stagione 2003 – 2004) che regalò alla Lazio la quarta Coppa Italia con ben tre gol, spalmati tra andata e ritorno. Stefano Fiore quando vedeva bianconero si esaltava. Un colore evidentemente nel destino del forte ed estroso centrocampista calabrese (nella sua Cosenza, nel lontano 1993, i primi passi da calciatore prima della definitiva gloria), messosi in luce ad Udine insieme all’amico Giannichedda con il quale approdò a Roma, sponda biancoceleste, nell’estate 2001. Fiore ha fatto le fortune della Lazio targata Roberto Mancini che, smaltita la sbornia cragnottiana, avrebbe poi conosciuto gravi problemi finanziari. Con lui, gentilmente concessosi ai nostri microfoni, proviamo a giocare la sfida di lunedì sera tra Juve e Lazio, posticipo della giornata numero 34. Una sfida che ha perso fatalmente fascino e interesse alla luce degli ultimi risultati collezionati dalla squadra di Inzaghi che a Torino sarà privo di diversi interpreti.

Fiore, lunedì sera la Lazio sarà di scena sul campo della Juve: che partita si aspetta?

“Una sfida sicuramente difficile nonostante la Juve non stia attraversando un momento di forma esaltante, come confermano le ultime esibizioni di Ronaldo e soci. Peccato, perchè i biancocelesti avevano tutte le carte in regola per giocarsi lo scudetto fino alla fine, purtroppo l’inizio del nuovo torneo, dopo il lungo periodo di inattività, non ha sorriso alla Lazio, sconfitta come sappiamo a Bergamo”.

Dalla ripresa del torneo Lazio ha collezionato numeri impietosi: che è successo secondo lei?

“La mia sensazione è che non è un problema solo fisico ma anche mentale, sono nel frattempo insorte situazioni che hanno finito per minare le certezze della squadra. La ripresa del campionato rappresentava un punto interrogativo per tutti, purtroppo la Lazio ha pagato dazio perdendo fatalmente terreno. La Lazio si era avvicinata tantissimo alla Juve fino a contedergli lo scudetto. La squadra è invece implosa, la sconfitta di Bergamo ha fatalmente complicato i piani fino a far perdere ai ragazzi quella consapevolezza che li aveva accompagnati prima della pandemia”. 

La Lazio è scivolata a meno 8 dalla Juve scavalcata da Atalanta e Inter: come vede la volata scudetto?

“L’Inter, più della straordinaria Atalanta di quest’ultimo scorcio di stagione, potrebbe dare fastidio ai bianconeri comunque favoriti complice anche un calendario non trascendentale. Molto dirà in chiave scudetto la prossima sfida, se la Lazio dovesse fare il colpaccio a Torino e l’Inter espugnare l’Olimpico, i nerazzurri si porterebbero a meno tre e la lotta si farebbe molto avvincente: mancano ancora diverse sfide alla fine, ma francamente non credo che la Juve si lasci sfuggire l’ennesimo scudetto”.

La Juve le evoca bei ricordi…

“Vero, ai bianconeri ho fatto spesso male, ricordo benissimo la doppia sfida della primavera del 2004 quando fui protagonista con tre gol pesanti. Giocare davanti a 80 mila spettatori fu un’emozione indescrivibile, mi viene ancora la pella d’oca a distanza di anni, la Lazio ha rappresentato del resto una parentesi bellissima della mia lunga carriera, sono rimasto molto legato ai colori biancocelesti “.

C’è un giocatore nel quale si rivede oggi?

“In realtà sono due: il nostro Luis Alberto e Pellegrini della Roma”.

Libero Marino

Esperienze lavorative: Provincia, Ciociaria Oggi, CittaCeleste e LazioPolis

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