Lazio: serve unione fino a fine stagione

La sconfitta con il Sassuolo ha scatenato il malcontento dei tifosi biancocelesti per questo finale di stagione tanto amaro quanto inaspettato. Questo però non deve e non può cancellare quanto di stupendo fatto dai ragazzi di Inzaghi negli ultimi 14 mesi. La vittoria in Coppa Italia contro l’Atalanta, il trionfo di Riyad contro la Juventus ed una stagione che prima della pandemia vedeva la Lazio al secondo posto ad una sola lunghezza dalla Juventus, non possono passare inosservati al cospetto di tre sconfitte contro Milan, Lecce e Sassuolo.

La straordinarietà del lavoro di questa squadra deve essere valutata proprio in questa ottica. Nonostante quattro sconfitte su sei gare da quando è ripreso il campionato la Lazio è ancora seconda nonostante ci siano squadre che sono salite alla ribalta della cronaca per le nove vittorie consecutive e per un gioco scintillante. La delusione emersa può spiegarsi solo grazie alle grandi aspettative che l’ambiente aveva, che si erano create solo grazie alle prestazioni della squadra del capocannoniere Immobile, degli assist del Mago Luis Alberto, dei gol pesanti di Milinkovic e dei miracoli di Strakosha. La Lazio di Inzaghi, costruita per arrivare in Champions League, ha ottenuto, presumibilmente, questo risultato già a marzo con la vittoria sul campo del Genoa. Immaginate i caroselli in strada che avremmo fatto se la Lazio fosse arrivata quarta all’ultima giornata, come sarebbe potuto accadere due anni fa se non avessimo perso contro l’Inter. Presumibilmente quest’anno arriveremo all’obiettivo con la pipa in bocca e con diverse giornate dal termine. Perchè allora ci deve essere meno entusiasmo?

Quanto visto dopo Lazio-Sassuolo non è altro che la delusione mista a rabbia, sfogata dai tifosi sui social come accade nel 21esimo secolo. La facilità con cui si è passati dal corteo pre Lazio-Milan alle aspre critiche nei confronti di Immobile & C. deve però essere metabolizzata al più presto da tutto l’ambiente per ottimizzare le poche forze fisiche e mentali che la squadra sembra avere. Sarebbe un peccato dissipare il patrimonio tecnico e di entusiasmo costruito in questa stagione. I rimpianti di una stagione maledetta, condizionata da un virus infame, devono fare spazio all’orgoglio laziale, che da sempre a contraddistinto i tifosi e la società in tutti i momenti storici avversi. La critica, seppur condivisibile in un momento così difficile, non può tracimare in un’ingiusta perdita di coscienza dalla realtà. E’ inutile chiedere la testa dei presunti colpevoli, anche perché dei risultati del genere non sono giustificabili da una sola causa o da un solo capro espiatorio. In questo clima disfattista non meraviglia che alcune testate di portata nazionale enfatizzino notizie su una presunta polveriera nello spogliatoio. Un confronto, magari anche aspro, diventa una quasi rissa e tutto quanto può farsi per destabilizzare squadra e tifosi diviene notizia da dare in pasto alle folle impaurite che in questo momento tirano un sospiro di sollievo per il pericolo scampato.

Non cadiamo in questo tranello ed in momenti come questi mi viene in mente la frase che John Fitzgerald Kennedy pronunciò il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 1961: Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese“.

Basta fare inutili analisi su questo pseudo finale di stagione, stiamo vicini a questi ragazzi, facciamogli sentire il calore e la gratitudine per quanto fatto finora e chiediamo loro di onorare al meglio questo finale di stagione. Tutto il resto lasciamolo dopo la gara contro il Napoli che chiuderà questa stagione e cerchiamo di analizzare a mente fredda dove e come migliorare la società, lo staff tecnico e la rosa.

Forza Lazio…. Avanti Laziali!!!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 86 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione

Augusto Sciscione