“Il sogno diventato rimpianto”

Io credo che, a prescindere da come finirà questa stagione, si debba ringraziare tutta la squadra, l’allenatore, lo staff tecnico. Non è il momento di tirare le somme di un campionato che ha il visto protagonista un virus maledetto che sta colpendo l’intera umanità. Nel nostro piccolo, piccolissimo e, del tutto marginale, mondo del calcio abbiamo coltivato un sogno. Personalmente ho davvero creduto che “l’impossibile” potesse davvero concretizzarsi. C’erano tutte le possibilità, le diverse alchimie che noi Laziali conosciamo bene, composte da numeri, somiglianze, particolarità che ci spingevano a credere che quel traguardo potesse essere raggiunto.
Tanto che, proprio tutti, l’abbiamo definito sogno evitando di pronunciare quella parola magica solo per il timore di poter infrangere un tabù.
Alla ripresa del campionato la mia paura più grande era quella di assistere ad un altro campionato, un campionato diverso che somigliasse più ad un torneo ad eliminazione. Tutto ciò si è puntualmente verificato e la Lazio non è stata più la Lazio.
E, clamorosamente, il sogno si è trasformato in rimpianto. Si, proprio rimpianto. Basterebbe andare a vedere la classifica per rendersi conto che se avessimo vinto a Lecce e pareggiato con il Sassuolo, i punti di distacco con la Juventus più brutta da dieci anni a questa parte, sarebbero stati dimezzati. E con lo scontro diretto a Torino ancora da giocare.
Quattro punti e, pur giocando male, non ricordando minimamente la bella squadra del pre covid, saremmo stati lì facendo solo il nostro. Ma non è andata così.
Ma tutto ciò fa parte di Noi, fa parte di incroci con il destino che solo chi davvero conosce la storia della Lazio è in grado di percepire.
Sorvolo volutamente su ciò che leggo sui media: non si può essere Laziali ad intermittenza. Non esiste il tasto della Lazialità.
Come, doveroso puntualizzarlo, è consentita una critica attenta e costruttiva per la quale ci sarà il giusto tempo.
Io ci credevo. Davvero. Non mi nascondo.
Il sogno è diventato un rimpianto.
Ma adesso. Forza Lazio!

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

Pierpaolo Gentili ha 19 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Pierpaolo Gentili

Pierpaolo Gentili