Lazio-Sassuolo, Inzaghi: “Risultati figli delle assenze e di tutte le problematiche che abbiamo. Chi sta giocando sta dando il massimo. Ora dobbiamo fare i punti che ci restano per andare in Champions che è il nostro scudetto”.

Anche il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ai microfoni di Sky Sport ha fatto il punto sulla partita:

“I ragazzi hanno messo in campo tutto quello che avevano ma ora non basta. In questo momento dovremmo fare tutti di più. In questi giorni siamo stati insieme, abbiamo parlato tanto ma è un momento particolare.

Non dobbiamo disunirci, dobbiamo fare tutti quanti di più, dispiace aver perso 3 partite consecutive. Ho i soliti 9/10 che vanno in campo tra cui quelli che hanno problematiche importanti.

In questo momento i ragazzi stanno cercando di darmi tutto, non basta perché le partite le perdiamo, ma dobbiamo fare ancora punti importanti pur non avendo un calendario semplice. Non ci sono in lista rientri dagli infortunati.

Con il Sassuolo abbiamo fatto il copia ed incolla di Lecce. Non dobbiamo mollare cercando di ricompattarci e cercando di recuperare.

Non c’era mai stato un caso del genere prima (stop per pandemia), quindi non era semplice. Nel lockdown i ragazzi si sono mossi, hanno partecipato alle sedute collettive skype, poi ci sono stati dei programmi individuali, poi prima della ripartenza ci sono state delle problematiche come per Leiva, Cataldi, Marusic, Ramos, Adekanye, Correa, sono giocatori importantissimi che mi avrebbero portato rotazioni.

Con partite ravvicinate bisogna essere lucidi ma ora non lo siamo, basti vedere i gol presi oggi, tre mesi fa non li avremmo presi. Dobbiamo migliorare e non mollare. Mancano 6 partite alla fine e dobbiamo fare ancora qualche punto perché il nostro scudetto è la Champions.

Prima dello stop ho detto che ci avremmo creduto fino alla fine ma in questo momento parlare di scudetto è azzardato, dobbiamo guardare in faccia la realtà.

Non credo allo stress psicologico. La squadra ha fatto finali e giocato in stadi importanti, il problema sono state le problematiche, che siano dovute al lockdown o agli infortuni. Lo dissi che lasciare 3 mesi un giocatore sul divano era pericoloso. Lascio stare lo stress, secondo me si poteva fare meglio.

La rosa prima dello stop andava bene, eravamo primi. Non abbiamo rinunciato volutamente all’Europa League. Al momento tutte le assenze influiscono troppo e non posso far rifiatare chi gioca sempre. Ho ragazzi della primavera ma per questi livelli ancora non sono pronti”.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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