Arbitri: Fabbri rischia lo stop fino alla fine della stagione. E’ lui il colpevole?

La bufera che si sta scatenando sulla classe arbitrale ha scelto il suo agnellino da sacrificare. Sarà Michael Fabbri a pagare il conto più salato alla luce del macroscopico errore effettuato nella gara tra Roma e Parma. L’evidente fallo di mano di Mancini, trasformato in un tocco di spalla, sta spingendo i massimi vertici dell’AIA a valutare un lungo stop per il direttore di gara ravennate. Un finale di stagione dove tutto può ancora succedere ed un calendario congestionato non permettono più errori di questo tipo. Ma alla luce delle ultime vicissitudini basterà allontanare Fabbri per sollevare ogni dubbio sulla trasparenza delle prossime direzioni gara.

In questo caso sarebbe opportuno un intervento chiarificatore dei massimi esponenti degli arbitri italiani per spiegare e definire una volta per tutte i criteri di applicazione del protocollo Var e quelli d’interpretazione dei falli di mano. Queste valutazioni stanno diventando sempre più oggetto degli umori dei singoli fischietti creando disparità di valutazione. In questi termini sarebbe opportuno che i direttori di gara si attenessero il più possibile a quanto stabilito dalle regole e lasciassero a casa la loro personale rappresentazione, che sembra sempre di più influenzata dagli umori delle piazze.

L’imminente punizione di Fabbri, pertanto, non servirà a mitigare quei malumori che nelle ultime giornate hanno fatto infuriare anche delle società che apparentemente navigano in acque tranquille come Bologna e Parma. Ci auguriamo, quindi, che da qui alla fine del campionato ci sia massima trasparenza ed uniformità di giudizio per non doverci trovare nuovamente a commentare la sospensione di singoli fischietti che, in fin dei conti, non risolvono un problema che secondo noi sta alla base della struttura arbitrale.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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