“L’effetto simpatia non è per tutti”


Al di là dei meriti sportivi, delle partite vinte o perse, del gioco, dello spettacolo, vorrei mettere in evidenza una riflessione sulla simpatia delle squadre di calcio e in particolare quelle che si contrappongono e vincono scudetti o cercano di farlo fino alla fine, battendo rivali più quotate, più ricche e, perché no, probabilmente più forti.
E’ accaduto per il Cagliari di Scopigno, il Verona di Bagnoli, il Leicester di Ranieri. Tutte squadre che hanno riscosso le simpatie di tutti e non soltanto del mondo sportivo. I media, la politica, lo spettacolo hanno esaltato le gesta e la contrapposizione forte con altre squadre, in particolare, quelle abituate a vincere sempre.
Gli esempi in questo senso sarebbero tantissimi.
Questo fenomeno comprensibile e accettabile ci fa schierare dalla parte del più debole, di colui che non vince sempre ma qualche volta o quasi mai, e ci rende “simpatica” quella squadra di calcio che improvvisamente spezza gli equilibri, a volte sottili a volte enormi, che vanno a colmare un divario principalmente economico.
Ed è un po’ quello che accade nella vita, anche nella vita di tutti i giorni. Ci schieriamo dalla parte di chi risulta il più debole e per una volta potrebbe capovolgere le sorti, se non del mondo, almeno di un piccolo spazio.
Questo discorso sull’empatia succede sempre e con tutti.
Con tutti, meno che con la Lazio.
La Lazio di Maestrelli e Chinaglia non risultava simpatica anzi, a causa di un complotto interno alla spogliatoio della squadra azzurra che diventò la causa della ribellione del centravanti laziale proprio ai mondiali del 74, verrà fischiata per anni su tutti i campi d’Italia.
La Lazio di Sergio Cragnotti veniva vista come una novità da soffrire e che incuteva timore e paura alle squadre abituate da sempre a vincere. Lo stesso Berlusconi dichiarò che lo scudetto del 2000 fu “attribuito per ordine pubblico”. E, proprio questo, la dice lunga sull’astio e il rancore immotivato verso una squadra e, soprattutto, una società innovativa.
La Lazio di Simone Inzaghi dovrebbe incutere quella “simpatia” che viene riservata, come si diceva in precedenza, a coloro che interrompono la monotonia di una sola squadra che da sette anni vince ininterrottamente lo scudetto. Ma, invece, no. No. No.
Attaccati da tutti, in ogni modo. Un attacco che va da quello più infimo e sottile a quello eclatante e più scorretto. La comunicazione, in generale, ci riserva un trattamento che definire particolare è un eufemismo. Ogni giorno c’è un tentativo che viene messo in atto per destabilizzare un ambiente grazie a fatti inventati, toni amplificati, notizie false e tendenziose. Addirittura ad immaginare aiuti arbitrali che andrebbero a sfavorire la Juventus… e mi fermo qui.
A tal punto che la squadra che risulta più “simpatica” è la Juve. Siamo al ridicolo.
Concludo affermando che Noi Laziali usiamo dire: “molti nemici, molto onore” oppure “meglio invidiati che compatiti” e, sebbene tutto ciò sia vero,
non è possibile far finta di nulla.
Andrà come deve andare. Noi il nostro sogno l’abbiamo già vissuto.
Avanti Lazio! Avanti Laziali!

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

Pierpaolo Gentili ha 17 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Pierpaolo Gentili

Pierpaolo Gentili