Torino-Lazio, Inzaghi in conferenza: “Il nostro obiettivo è arrivare in Champions, poi vedremo. Ci serviranno testa, gambe e gran cuore!”

La Lazio è già pronta a scendere di nuovo in campo e nella consueta conferenza stampa di presentazione del match, il tecnico dei biancocelesti Simone Inzaghi, ha così illustrato la gara che i suoi andranno a disputare a Torino contro i granata, domani alle ore 19:30.

In queste prime due partite, molto buono l’inizio a Bergamo poi però la squadra è calata, mentre contro la Fiorentina molto bene il secondo tempo. Qual è la sua Lazio ideale? Che conferme si aspetta e dove deve cresce la sua squadra?
“Contro la Fiorentina giocavamo contro un’ottima squadra alla quale di sicuro manca qualche punto in classifica. Non era semplice dopo aver preso il primo gol, ma i ragazzi sono stati bravissimi. Dobbiamo migliorare la condizione e lo faremo giocando, dobbiamo recuperare uomini importantissimi per noi”.

Com’è la situazione legata all’infermeria?
“La situazione è la stessa di prima della Fiorentina. Cataldi verrà con noi perché ci vuole essere ma non è pronto per giocare, magari speriamo nel finale qualche minuto. Marusic non è ancora pronto per partire dall’inizio e poi valuteremo Correa che si è mosso meglio. Infine valuteremo Immobile e Caicedo come stanno”.

Ha già sentito suo fratello per quello che sta facendo con il Benevento?
“Voglio fargli i complimenti, lui ed il suo staff hanno messo in piedi un’ottima squadra e credo stasera potranno festeggiare in casa la promozione. Non hanno i propri tifosi con loro ma va fatto a tutti loro un grande plauso”.

La Lazio ancora non ha le gambe ma ha tanta grinta e cuore, può bastare questo per rincorrere la Juventus?
“Penso che i ragazzi hanno dimostrato di avere tanto cuore e voglia di rimanere li. La vittoria di sabato ci avvicina molto al nostro grandissimo obiettivo che è la Champions”.

Andrè Anderson, come faceva a Salerno può essere impiegato come alternativa a Correa?
“Io penso di si, è un giocatore giovane che sta migliorando e deve continuare a farlo. All’occorrenza può fare mezzala e seconda punta. Ora che ci mancano anche Adekanye e Moro, dovrà darci una mano”.

Quanto manca alla squadra per essere vicina alla condizione ottimale e quante cose ci sono oggi in comune con l’inizio della stagione?
“Io penso che giocando miglioreremo. La speranza è di riuscire a recuperare energie fisiche e mentali. Il calendario in queste prime tre giornate è stato maligno però lo sapevamo. Bisogna essere bravi a recuperare. I ragazzi hanno dimostrato con la Fiorentina grandissimo spirito di sacrificio e la speranza è che con il passare dei giorni possiamo recuperare qualche giocatore che sarebbe fondamentale per le rotazioni”.

In questo nuovo mini campionato conteranno più la testa o le gambe?
“Io penso tutte e due, se non hai la testa le gambe non girano. Dobbiamo essere lucidi e sempre in partita, ed oltre al cuore contro la Fiorentina lo abbiamo dimostrato, siamo andati sotto ma rimanendo lucidi abbiamo fatto scelte che ci hanno permesso di vincere la partita”.

Cosa può spingere di più la Lazio tra l’ambizione di vincere lo Scudetto e la serenità di aver quasi raggiunto un posto in Champions?
“Io credo che sono due grandissimi obbiettivi. Conosciamo tutto il nostro percorso iniziato 4 anni fa, ci siamo migliorati e abbiamo vinto trofei in questo periodo. Ora il nostro obbiettivo è arrivare in Champions, che manca da tantissimo tempo, poi di partita in partita ragioneremo anche per il resto”.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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