Il Pagellone della settimana: tra sogni di classifica e obiettivi di mercato. Tornano gufi e contestatori…

Il campionato è ripartito. Stadi vuoti, sagome sugli spalti, partite che ricordano più degli allenamenti ma che valgono sempre tre punti. Come quelli portati a casa dalla Lazio in queste prime due giornate post quarantena. Una sconfitta subita in rimonta contro l’Atalanta; una vittoria, sempre in rimonta, con la Fiorentina. Juventus distante 4 punti, obiettivo Champions che segna un +17 dal quinto posto, occupato dai dirimpettai giallorossi che mai come oggi devono cominciare a guardarsi dietro piuttosto che puntare chi è davanti.

Ecco il punto della situazione analizzato dal consueto “Pagellone” di NoiBiancocelesti.

VOTO 6+ alla LAZIO
Dieci minuti a Bergamo, parziale di 0-2. De Roon la butta nella propria porta, Milinkovic pesca il jolly e porta i biancocelesti in paradiso. Tutto in discesa? Neanche per sogno. Gosens, Malinovskyi e Palomino ribaltano il risultato, la casella punti indica 0. Dopo tre giorni arriva all’Olimpico la Fiorentina. Ribery fa tutto da solo e mette paura ai padroni di casa; Immobile e Luis Alberto capovolgono la gara nel secondo tempo e regalano i tre punti a Inzaghi. La media tra le due gare ci fa propendere per la sufficienza, quel “+” è di incoraggiamento per questo finale di campionato. Con l’obiettivo Champions ormai ad un passo e quel sogno impronunciabile che non bisogna assolutamente mollare.

VOTO 4 alle CONTESTAZIONI ARBITRALI
20′ del secondo tempo: Caicedo a tu per tu con Dragowski viene atterrato in area. Fabbri non ha dubbi, è calcio di rigore. Se è vero che l’attaccante biancoceleste accompagna la gamba a terra, è altrettanto vero che il portiere viola va diretto sul giocatore. Per tanti non ci sono dubbi, per altri si è iniziato a parlare di scandalo. Non solo da parte della Fiorentina, ma anche da giornalisti e opinionisti di chiara fede bianconera e giallorossa. Ci si dimentica però, senza andare indietro nel tempo, che nella stessa partita in almeno altre tre occasioni la Lazio avrebbe potuto lamentarsi per situazioni molto discutibili in area avversaria. Ma abituiamoci a questo leitmotiv anche per il resto del campionato: la Lazio fa paura e si cercherà in ogni modo di gettarle fango addosso.

VOTO 4 agli INFORTUNI
“La Lazio è fortunata, per tutto l’anno non ha mai avuto infortuni seri”. Occhio, malocchio… i gufi sono stati accontentati. Prima Lulic (che rivedremo nella prossima stagione), poi l’operazione di Lucas Leiva durante la quartantena. Fino ad arrivare a Marusic, Radu, Correa, Luiz Felipe e Cataldi. Inzaghi in questi giorni deve fare i conti con un’infermeria piena che sta causando non pochi problemi. Giocando ogni tre giorni sarà fondamentale il recupero di ogni calciatore. Sperando che la dose di sfortuna abbia soddisfatto gli abitanti dei trespoli…

VOTO 8,5 all’OPERAZIONE KUMBULLA
Manca ancora l’ufficialità, ma la Lazio avrebbe messo le mani su Marash Kumbulla, difensore albanese del Verona seguito da diversi top-club europei. Un’operazione da quasi 30 milioni che dovrebbe portare in biancoceleste uno dei migliori prospetti difensivi della serie A. Battuta la concorrenza di Inter e Juventus, complici anche gli ottimi rapporti fra Lotito e Setti oltre che al gran lavoro messo in atto da Tare, la Lazio potrebbe aver messo a segno un colpo da grande squadra, un tassello fondamentale per la prossima stagione che rivedrà – con tutti gli scongiuri del caso – i biancocelesti giocare in Champions League.

VOTO 7,5 al TRIO MILINKOVIC-LUIS ALBERTO-IMMOBILE
Loro hanno fatto gran parte delle fortune della Lazio prima che il campionato venisse sospeso e sempre loro hanno ricominciato a far girare la squadra al riavvio della stagione. Un gran gol del serbo aveva illuso contro l’Atalanta, la freddezza di Immobile e la classe del Mago hanno dato vita alla rimonta contro la Fiorentina. In attesa di recuperare altri giocatori importanti, tutto l’ambiente si affida ai tre tenori biancocelesti. Personaggi dal grandissimo talento ma determinanti – come dimostrato spesso tramite i social – anche all’interno dello spogliatoio.

Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. Di lì a poco tempo diventerà tifosissimo della Lazio, la squadra nel DNA di tutta la famiglia. Il suo bisnonno, Silvio Blasetti, giocò nella prima squadra della Capitale nei primi decenni del '900 e da quel momento tutta la famiglia iniziò ad appassionarsi ai colori biancocelesti. Al calcio affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.

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