ESCLUSIVA – Giorgio Venturin: “Nessuno avrebbe scommesso sul campionato della Lazio. Anche se dovesse finire così sarebbe una stagione molto positiva” E su Cataldi…

La redazione di Noibiancocelesti ha inteso contattare Giorgio Venturin, per una breve intervista alla vigilia della partita tra Lazio e Torino, squadre in cui lo stesso giocatore ha militato..
Venturin, nato a Bollate (Mi) nel 1968, comincia la sua carriera proprio nelle giovanili della squadra granata. Dopo aver esordito in serie A, continuerà ad indossare quella maglia per diverso tempo, inframezzato solo dalle due stagioni in prestito al Cosenza e al Napoli. Alla Lazio arriva nella stagione 1994, totalizzando 80 presenze e 2 goal e conquistando una Coppa Italia, nel 1999.
Giorgio siamo alla vigilia del match Torino-Lazio, le squadre che hanno caratterizzato la tua carriera: che ricordi hai delle rispettive esperienze?
“Nel Torino ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile, sono cresciuto con lo spirito “Toro”, che ti viene trasmesso quando indossi quella maglia. Ho giocato nel Torino guidato negli anni da Radice ,Fascetti e Mondonico. Proprio con Mondonico ho giocato la finale di Coppa Uefa contro l’Ajax, persa dopo due pareggi. Allora non c’era la finale unica. Con la Lazio ho vissuto tutta l’epoca di Sergio Cragnotti, gli anni più belli della storia Laziale, giocando accanto a grandi campioni. Direi che ho giocato in entrambe le squadre quando stavano vivendo un periodo stupendo della propria storia.”
Come si avvicinano le due compagini alla partita di domani sera?
“La Lazio, dopo aver vinto in rimonta con la Fiorentina, non vuole perdere altro terreno dalla Juventus capolista. La formazione di Mister Inzaghi sta facendo un campionato fantastico. Nessuno ci avrebbe scommesso a inizio stagione. Stare a quattro punti dalla Juventus a questo punto del campionato non può essere che positivo, anche se dovesse finire così. Riguardo al Torino, penso invece che nessuno dei suoi tifosi si aspettasse un campionato così deludente ed anonimo. Il presidente Cairo aveva investito per allestire una squadra in grado di raggiungere la zona europea e avvicinarsi alla parte alta della classifica. Si trova invischiato, invece, nella lotta per non retrocedere, a cui non è più abituato da molti anni.”
Nella gloriosa storia di Lazio e Torino, c’e anche un filo drammatico che accomuna le due società…
“Si è vero, ci sono stati eventi drammatici che hanno segnato la storia di queste società storiche per il calcio italiano. I campioni che hanno indossato le maglie di Lazio e Torino hanno scritto pagine di successi in campo nazionale ed estero, ma hanno dovuto affrontare tragedie enormi, come la strage di Superga e le morti premature di Re Cecconi, Luigi Meroni e Maestrelli.”
Anche le due tifoserie sono molto simili..
“Entrambe le tifoserie sono cresciute nei momenti difficili, passati nella loro storia, e sono simili per la passione che riescono a trasmettere ai giocatori in campo”
Che tipo di campionato è quello che è ricominciato dopo la pausa, dovuta alla pandemia di Covid-19?
“Tra tutte le squadre, quelle che si sono ripresentate meglio, in questo mini torneo, sono l’Atalanta ed il Napoli. La lotta per lo scudetto è ancora aperta, mentre le posizioni per la zona Champions sembrano decise, con le prime quattro ormai quasi sicure di un posto nella massima competizione europea. Il campionato resta incerto per la zona Europa League e per la lotta salvezza. Anche il Torino e la Sampdoria rischiano di restare impantanati nella zona a rischio, mentre con un paio di vittorie anche le squadre più in difficoltà possono risalire. Ci sono ancora 30 punti in palio.”
Come giudichi Danilo Cataldi, che gioca nel tuo ruolo di interdizione davanti alla difesa…
“Cataldi si sta ritagliando il suo spazio. Deve sostituire l’infortunato Lucas Leiva. Nelle occasioni che ha avuto, non ha deluso Inzaghi: ci mette quel pizzico di cattiveria in più, quel senso di appartenenza dovuto alla sua fede Laziale. Le società devono continuare ad investire nel settore giovanile. Quelli di Lazio e Torino hanno sempre prodotto giocatori di buona qualità.”
Passando al mercato come rafforzeresti il centrocampo biancoceleste in vista della prossima impegnativa stagione?
“Ti faccio un nome: Tonali. Se la Lazio riuscisse a strappare questo giocatore alle altre grandi squadre farebbe un salto di qualità enorme in mezzo al campo.”
Tornando alla tua esperienza nella capitale, hai rimpianti per non aver fatto parte della stagione 1999/00 che ha portato al secondo scudetto della Lazio?
“Col senno di poi posso dire che ho sbagliato: non dovevo andare via, stavo benissimo a Roma. Non avrei giocato tantissimo in quel centrocampo stellare, che avrebbe conquistato il tricolore nel 2000. Ma anche il mio, con Jugovic e Nedved ed il sottoscritto non scherzava come qualità.”
Grazie per la disponibilità Giorgio…
“Grazie a voi ed un saluto alla gente Laziale che mi ha sempre voluto bene.”