ESCLUSIVA – Mimmo Caso: “Inzaghi, Tare e Lotito stanno facendo un lavoro straordinario. La Lazio, domani, ha i favori del pronostico, ma la Fiorentina…”

Alla vigilia della partita di Serie A tra la Lazio e la Fiorentina, la Redazione di NoiBiancocelesti ha inteso contattare Domenico Caso, detto “Mimmo”, in veste di doppio ex, per una breve intervista in cui sono stati affrontati temi di attualità e ricordi storici che lo legano alle due compagini.

Mimmo Caso, infatti, ha vestito la maglia viola della Fiorentina all’inizio della sua carriera calcistica totalizzando 133 presenze e 23 goal con i gigliati. Con la Lazio, invece, ha giocato per 3 stagioni, per un totale di 97 presenze e 7 goal, negli anni difficili della serie B, giocando anche i leggendari spareggi di Napoli per evitare la retrocessione in serie C.
Il mister campano ha allenato in seguito le squadre primavera delle due compagini, arrivando con la Lazio a vincere lo scudetto nel 1995, ed  è stato alla guida della prima squadra biancoceleste nel 2004.

Mister buongiorno siamo alla vigilia della partita Lazio-Fiorentina due squadre che hanno un posto speciale nel suo cuore…

“Certamente! Firenze e Roma sono città e squadre che sono state tappe fondamentali della mia carriera calcistica, ma anche della vita. A Firenze sono arrivato a 14 anni dal mio paese, Eboli, dopo essere stato scoperto da un grande osservatore, oltre che grande persona, come Egisto Pandolfini, morto purtroppo qualche tempo fa. Lui è stato per me come un padre: mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno, cioè quello di fare il calciatore in piazze importanti a grandi livelli. Nella città Toscana ho conosciuto mia moglie e sono nati i miei figli, ho giocato per otto anni e ho esordito in serie A e in nazionale. Ho un legame speciale con questa città. Di Roma e dell’esperienza con la Lazio non posso che dire cose fantastiche. Anche se la mia storia con la Lazio è coincisa con il suo momento più drammatico: la Serie B e la paura di sparire dal calcio che conta. Alla squadra biancoceleste mi lega un affetto immenso, nato nella sofferenza e che, in fasi diverse della mia vita, hanno significato momenti di difficoltà anche di estrema gioia.”

Come si avvicinano le squadre al match di domani? Se la sente di fare un pronostico?

“Il periodo che stiamo vivendo è particolare. Si è ricominciato a giocare e come ci si attendeva, ci sono state delle sorprese. La Lazio ha i favori del pronostico, sulla carta, per i valori tecnici superiori a quelli della Fiorentina, ma deve fare attenzione. In queste partite stanno prevalendo l’aspetto mentale e quello fisico. La Lazio ha dominato nel primo tempo contro l’Atalanta, poi sono subentrate paura e stanchezza e hanno inciso sui valori in campo e sul risultato finale. La Fiorentina verrà a Roma a fare la sua partita giocando di rimessa. Mancherà Chiesa, e anche questo è un aspetto da valutare. La Lazio deve riprendere il suo cammino.”

Cammino, per il momento, interrotto a Bergamo. Lazio e Atalanta sono le sorprese di questo campionato?

“Le due squadre, mercoledì, hanno fatto pubblicità al calcio Italiano, sfidandosi senza paura. Come conseguenza abbiamo assistito ad una partita spettacolare tra due compagini che, grazie ad una programmazione mirata, sia a livello tecnico che economico, sono diventate un modello da imitare in Italia ed in Europa.”

La Lazio ha la possibilità di contendere alla Juventus questo campionato?

“La squadra di Inzaghi deve continuare a crederci, nonostante i punti di distanza siano diventati quattro. Anche la Juventus è una squadra che non sta brillando. Come dicevo prima, in questo momento particolare, più della tecnica, contano la testa e le motivazioni, e la Lazio deve riprendere subito a vincere. Conterà sicuramente anche non subire infortuni gravi e mantenere uno standard alto di forma, ma la Lazio sta crescendo e si può confermare a certi livelli. Anche il prossimo anno sarà li a giocare per il titolo.”

La Lazio è attiva a questo proposito anche nel calciomercato: è di queste ore la notizia del possibile acquisto di Kumbulla, giovane difensore del Verona per una valutazione che si avvicina ai 30 milioni. Conosce bene questo ragazzo?

“È un giovane di valore, mi ha impressionato quando l’ho visto giocare dal vivo. Quando ci sarà l’ufficialità, sarò curioso di verificare il suo ambientamento in una grande città e in una grande squadra, lontano da Verona dove non vive con pressioni importanti. Mi sembra però un ragazzo con la testa sulle spalle. A mio parere si potrà adattare alla perfezione alla difesa a tre di mister Inzaghi e crescere grazie ai consigli di Radu e dei senatori, per poter affrontare il palcoscenico della Champions League.”

Questo club è cresciuto dal lontano 2004, quando fu chiamato da Lotito alla guida della prima squadra…

“Il presidente Lotito, dopo aver salvato la Lazio e la sua gloriosa storia dal fallimento, si trovò ad affrontare una nuova avventura, una squadra di Serie A da costruire da zero. Dopo aver fatto la preparazione in Giappone e perso contro il Milan la finale di Supercoppa Italiana, cominciammo il campionato, subito dopo i famosi nove acquisti nell’ultimo giorno di calciomercato. Nelle prime tre partite facemmo 7 punti: il presidente Lotito mi voleva subito adeguare il contratto, venivo dal settore giovanile, insieme ai miei collaboratori, rinunciamo a dei soldi per allenare la mia Lazio in serie A. Rinunciai a quel denaro in più perché volevo prima ottenere dei risultati. Non ho mai dato troppa importanza ai soldi nella mia carriera, preferendo sempre i rapporti umani e cercando di guadagnarmi le cose sul campo con il sudore. Il rapporto con il presidente Lotito è fatto di stima reciproca: è una persona che vale e se ne stanno rendendo conto anche i tifosi Laziali dopo le forti contestazioni che ha subito.

Quella stagione terminò per la Lazio con una faticosa salvezza e lei è stato esonerato, sostituito da Papadopulo. Cosa è cambiato durante quella stagione?

“Da principio non dovevo essere io il tecnico della prima squadra, ma il rapporto che si creò con i ragazzi divenne unico. Chiesero a Lotito di nominarmi il loro mister e così avvenne. Cominciammo bene, poi le prime difficoltà, alcune divergenze di vedute nello spogliatoio dove convivevano personalità importanti. Quando mi sono accorto che i ragazzi non mi seguivano più, ho chiesto al presidente di intervenire per il bene della Lazio, facendomi da parte.”

In quella squadra c’era Simone Inzaghi, che adesso è tra gli allenatori Top in Europa. Cosa pensa di lui?

“Simone sta facendo un lavoro straordinario, ha portato la squadra a livelli impensabili ad inizio campionato. La Lazio, insieme all’Atalanta, gioca il calcio migliore della Serie A. E Inzaghi, insieme al presidente Lotito e a Igli Tare, hanno costruito un giocattolo perfetto. Indubbiamente è anche merito del Direttore Sportivo biancoceleste, che considero tra i migliori del nostro campionato insieme a Sartori dell’Atalanta e a Sabatini se la Lazio è a questi livelli. Si cerca di aggiungere qualità ed esperienza ogni anno, imparando dagli errori fatti in passato. Il presidente si è convinto, sempre facendo attenzione al bilancio, ad alzare la famosa “asticella”, per costruire una squadra pronta per affrontare la Champions League. Servirà ancora uno sforzo, ma non credo si tirerà indietro proprio adesso.”

In conclusione, le propongo un gioco: mi dica un nome della Lazio dei meno 9 che, per doti tecniche, farebbe giocare adesso con la squadra biancoceleste, ed un calciatore attuale che avrebbe invece fatto giocare volentieri in quella Lazio piena di cuore e grinta..

“Faccio il nome di Ciro Immobile per farlo giocare nella Lazio di Fascetti, per la sua generosità e per l’attaccamento alla maglia. In questa squadra, invece, porterei Giuliano Fiorini, non per la tecnica, ma per il suo cuore: la sua qualità migliore. Giuliano sarebbe l’attaccante ideale per ogni formazione della Lazio, con il suo cuore enorme ha salvato la sua storia…”