TATTICAMENTE PARLANDO – Atalanta-Lazio: l’analisi tecnico-tattica dei bergamaschi

Riparte il Campionato di Serie A anche per la Lazio e i biancocelesti si troveranno di fronte i nerazzurri dell’Atalanta, già vittoriosi contro il Sassuolo nel recupero della 25esima giornata giocato la scorsa domenica.

Nella nostra rubrica riguardo lo studio degli avversari solitamente si prendevano in considerazione le ultime 3-4 gare. In questo caso, dopo il lungo stop, gli avversari vengono presentati per le caratteristiche e le costanti che hanno evidenziato nel periodo precedente lo stop e nell’ultima partita giocata.

L’Atalanta probabilmente scenderà in campo con il 3-4-1-2.
Così come quello della Lazio anche il sistema di gioco dell’Atalanta risulta dinamico e si notano alcune temporanee modifiche legate alla situazione di gioco.
Nella fattispecie:
– in presenza di un giocatore avversario in zona di rifinitura, è un difensore nerazzurro che si porta in avanti in pressione sulla figura. Alle sue spalle si ricompone una linea a 4;
– in costruzione un centrocampista centrale sale in zona di rifinitura (si comporta da invasore) lasciando solo un riferimento sulla linea mediana

Inoltre un altro movimento che si ripete costantemente in fase di possesso, ma non modifica il sistema di gioco, è l’interscambio tra il trequartista e Gomez. Il trequartista si muove in avanti mentre il numero 10 nerazzurro si smarca in zona di rifinitura
Questa è una delle situazioni in cui l’Atalanta riesce maggiormente a mettere in difficoltà le squadre avversarie, poiché esalta l’imprevedibilità e la tecnica del duo Gomez – Pasalic unite alla forza fisica di Zapata.
I flussi di gioco della squadra bergamasca solitamente sono rivolti in zona esterna. Costruisce fuori per chiudere dentro. Con la palla in zona esterna, infatti, sono 5 i giocatori che attaccano spazio e porta.

In fase di non possesso, l’Atalanta, come è ben noto dall’inizio del Campionato, agisce sulla figura. C’è una marcatura a uomo su tutto il campo. La squadra è sempre corta e si muove sui 35 metri. La pressione sulla figura è decisa e nella maggior parte dei casi porta alla riconquista del pallone.

Per quanto detto sopra è il duello 1 c 1 che può dare risultati e mettere in difficoltà gli avversari.
Lo spazio in cui la squadra nerazzurra soffre maggiormente è la zona di rifinitura, protetta da un solo giocatore o eventualmente anche dalla risalita di un difensore centrale.

Claudio Mele

Allenatore Uefa A (Coverciano 2017) e Video Analista (Coverciano 2013) Classe 1984, nato a Taranto - Laureato in Infermieristica. Dal 2001 nella figura di Istruttore ed allenatore in tutte le categorie provinciali, regionali e nazionali. Responsabile Tecnico del Settore Giovanile della Viterbese (2014/2015 - 2015/2016) Collaboratore tecnico nello Staff di Mr. Cornacchini, Mr. Pagliari, Mr. Nofri, Mr. Puccica, Mr. Sottili Vice Allenatore in Serie C di Mister Nofri (Viterbese 2017/2018) 3 Panchine in Serie C (Viterbese – Lupa Roma 1 a 0, Piacenza – Viterbese 0 a 1, Viterbese – Siena 1 a 3)

Claudio Mele ha 21 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Claudio Mele

Claudio Mele