File: [19giu88a.jpg] | Fri, 19 Jun 2020 07:53:53 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

19 Giugno 1988: la Lazio torna in Serie A. Ecco il ricordo, in esclusiva, di alcuni dei protagonisti di quella stagione

Il 19 giugno del 1988 la Lazio vince, allo Stadio Olimpico, contro il Taranto e viene promossa in Serie A. Quella contro i pugliesi è l’ultima giornata di un campionato molto comabattuto che vedrà i biancocelesti di Eugenio Fascetti strappare l’ultimo posto disponibile per tornare nella massima serie, ai danni di un Catanzaro che non ha mai mollato, ma che termina la sua corsa ad un punto dalla formazione capitolina. Al termine di quella giornata, la classifica finale vedrà promosse il Bologna con 51 punti, il Lecce con 49 e l’Atalanta e la Lazio con 47.

Solo un anno prima la squadra biancoceleste, penalizzata di ben 9 punti, rischiava la retrocessione in Serie C. Dopo l’impresa compiuta l’anno precedente, ecco quindi che la banda Fascetti conclude la propria opera, ottenendo il tanto agognato ritorno in Serie A, vincendo per 3 a 1 davanti ai 42000 spettatori dello Stadio Olimpico, che avevano riempito all’inverosimile l’impianto sportivo della Capitale.

Al 9′ segna Marino. Poi, nel secondo tempo, al 47′ e al 53′, Monelli, con una doppietta, porta a tre il bottino dei gol per la Lazio, e rende del tutto inutile il gol della bandiera del Taranto siglato da De Vitis al 79′. La Lazio vince per 3 a 1 ed è festa grande. Un’impresa importantissima compiuta da una squadra, e dal suo allenatore, che entrerà di diritto nella storia della società biancoceleste.

Per l’occasione, abbiamo inteso contattare alcuni dei protagonisti di quella stagione, per un breve ricordo in merito.

Come quella ad esempio del capitano di quella Lazio, Mimmo Caso, che ci racconta: “Fu un’annata molto particolare, soprattutto visto che la squadra che era stata allestita era stata fatta per vincere quel campionato e partiva con i favori del pronostico. Però non riuscimmo a trovare velocemente quell’amalgama necessario per vincere o dominare un campionato, nonostante la struttura tecnica molto elevata. Infatti nella prima metà del campionato facemmo addirittura fatica a stare tra le prime tre o quattro in classifica. Poi invece l’allenatore, Fascetti, riuscì a trovare un assetto migliore e la squadra riuscì a centrare questo obiettivo fondamentale per riportare una pizza così importante in Serie A. Fu però un’annata molto altalenante, molto difficile, ma alla fine centrammo l’obiettivo e fu un grosso riconoscimento per quella squadra che aveva già fatto un miracolo l’anno precedente, con la stagione del meno 9. Una squadra che era stata rinforzata con giocatori come Galderisi, Muro e Martina e, che chiaramente, pensava di fare un sol boccone di quel campionato. E invece, come spesso succede nel calcio, anche le squadre più forti hanno delle difficoltà. I tifosi si aspettavano moltissimo, e invece noi purtroppo facemmo tanta fatica. Alla fine arrivammo terzi, a pari merito con l’Atalanta, e con il Catanzaro di Guerini, se non sbaglio, che fino alla fine ingaggiò una lotta serrata per aggiudicarsi il quarto posto ed ultimo posto disponibile per la promozione in Serie A.”

C’è poi Giancarlo Camolese, che ai nostri microfoni ha raccontato: “Ho un bellissimo ricordo di quell’annata e di quella promozione. Un risultato bellissimo che arrivava subito dopo quello ottenuto l’anno precedente con la salvezza dei meno 9. Tutto sommato, tra l’altro, per chi di noi aveva vissuto anche quell’esperienza, la promozione in Serie A è stata più semplice. Ovviamente abbiamo dovuto lottare fino all’ultimo, ma la squadra era forte e per tutto il campionato avevamo mantenuto le posizioni alte in classifica. A quei tempi c’erano ancora le quattro promozioni in Serie A. Poi, ovviamente, ogni volta che si raggiunge un obiettivo del genere c’è sempre grande soddisfazione, ma nel mio ricordo la promozione è stata sicuramente più semplice da raggiungere rispetto alla salvezza ottenuta l’anno prima. Poi è chiaro, ovviamente, che i risultati del genere sono sempre bellissimi ed importanti. Ma quello era un risultato frutto anche di ciò che avevamo compiuto l’anno prima: la squadra era forte, era compatta, era naturale che dovesse finire così.” 

Anche Raimondo Marino, tra l’altro autore della prima marcatura biancoceleste di quella giornata, ha  poi voluto ricordare così quella vittoria: “E’ stata una stagione difficilissima perché nessuno ci ha regalato niente. Anche le squadre che non avevano più nulla da chiedere, hanno sempre cercato di vincere contro la Lazio. E’ stata una doppia vittoria. In quei due anni è stato bravo Fascetti, così come sono stati meravigliosi i tifosi che ci hanno sempre sostenuto: sia in occasione degli spareggi di Napoli e sia l’anno successivo quando abbiamo lottato e conquistato la promozione in Serie A. Se dovessi raccontare un aneddoto particolare legato a quella stagione, ti dico solo che un giovedì ho chiesto a Fascetti se poteva farmi riposare perché ero stanco. La domenica poi vincemmo e da quella volta, visto che il mister era molto superstizioso, ogni giovedì, durante l’allenamento, mi ha fatto sedere vicino a lui e non mi ha fatto allenare con i miei compagni. Che tra l’altro mi prendevano in giro per questo motivo. E questa cosa è andata avanti per più di un mese. In tutti i casi, è stata una stagione molto sofferta con una lotta serrata contro il Catanzaro. Contro di loro, in Calabria, feci segnare io il gol del pareggio a Monelli al 95′. Se il Catanzaro avesse vinto quel giorno, ci avrebbe superato e avrebbe ottenuto la promozione al posto nostro. Invece pareggiammo, poi andammo a Parma e chiudemmo con la vittoria contro il Taranto allo Stadio Olimpico.”

Infine, anche l’estremo difensore di quella Lazio, Silvano Martina, ha inteso lasciarci un breve ricordo di quel periodo: “Che dire, avevo smesso di giocare. Il grande Fascetti, insieme a Regalia e Calleri – non erano tanto normali – mi hanno offerto la possibilità di giocare in un grande club come la Lazio. E’ stato un grande onore aver indossato una maglia così prestigiosa. Come dimenticare il giorno della promozione: un ricordo bellissimo.” 

Per poi inviarci, subito dopo, tramite messaggio, il seguente video:

 

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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