ESCLUSIVA – Manuel Belleri: “Il periodo alla Lazio è stato più bello della mia carriera. Se dovessi fare un pronostico, tra l’Atalanta e i biancocelesti preferirei vincessero quest’ultimi”

In vista del prossimo impegno della Lazio, alla ripresa del campionato, contro l’Atalanta, la Redazione di NoiBiancocelesti ha inteso contattare Manuel Belleri, ex di entrambe le squadre. Manuel, cresciuto nelle giovanili del Lumezzane, ha avuto una lunga carriera da calciatore in giro per l’Italia e, una volta appesi gli scarpini al chiodo, ha poi intrapreso quella di Direttore Tecnico, grazie alla quale è approdato in Giappone, e per la precisione a Tokyo, alla guida del settore giovanile del Milan nel Paese del Sol Levante.
Manuel tu sei originario della provincia di Brescia, uno degli epicentri del Covid19 in Italia. Come hai vissuto questo periodo lontano dal nostro paese? Come lo ha affrontato il Giappone?
“Vivevo con apprensione il peggioramento della situazione in Italia, i miei familiari mi aggiornavano, ci sono state molte vittime nella mia terra. E’ stata una situazione nuova per tutti: qui in Giappone il lockdown è stato più leggero che in Italia. Ci sono stati meno decessi, si è vissuta la drammaticità della situazione, ma non come nel nostro Paese.”
Siamo alla vigilia della ripresa del Calcio in Italia dopo il lungo stop: cosa ne pensi di questa ripartenza e delle regole che sono state imposte per portare a termine il campionato?
“Il calcio aveva bisogno di riprendere per una questione economica e sociale. Si stanno trovando delle regole meno stringenti per poter finire il campionato. L’epidemia si sta fortunatamente attenuando, si ha voglia di tornare alla normalità. Il presidente Lotito per primo si era schierato per questo epilogo positivo, quando nessuno ci credeva. Sta avendo ragione lui, è la soluzione migliore.”
Ti contattammo due anni fa proprio alla vigilia di un Atalanta-Lazio, da allora entrambe le squadre sono cresciute. Vorrei conoscere la tua opinione sul campionato di queste due compagini prima dello stop…
“Sono le due sorprese del campionato, l’Atalanta si sta ripetendo a grandissimi livelli, gioca un calcio stellare. Non solo in Italia, ma anche in Champions League dopo l’iniziale difficoltà, si è qualificata per i quarti e adesso continuerà a stupire. La Lazio invece ha dimostrato di essere una squadra fantastica, con automatismi perfetti. È piena di top player, giocatori che fanno la differenza in campo. Secondo me se il campionato, non si fosse fermato, avrebbe avuto molte chance di vincere lo scudetto.”
Te la senti di fare un pronostico?
“Ho giocato con entrambe le squadre, ma se devo fare un pronostico, preferisco che vinca la Lazio. L’Atalanta ha già vinto il suo campionato, andando oltre le attese. La Lazio era in piena forma, adesso bisognerà vedere i nuovi equilibri e la forma delle squadre dopo questo stop. Ma penso che la Lazio parta favorita.”
Quella che si sta avvicinando, sarà anche una sfida tra i due allenatori,Inzaghi e Gasperini. Come giudichi il loro lavoro alla guida delle rispettive squadre?
“Sono due allenatori diversi. Gasperini sa far giocare molto bene le sue squadre, dà loro un impronta ben precisa. Ha avuto la sua opportunità ad alti livelli, con l’Inter, e non l’ha saputa sfruttare. Simone Inzaghi sta dimostrando di essere tra i migliori allenatori in campo europeo. Ha ottime capacità di gestire il gruppo, ottiene il massimo da ognuno dei suoi atleti. La Lazio gioca a calcio come poche altre…”
Avresti immaginato Simone Inzaghi allenatore a questi livelli,quando eravate compagni di squadra?
“Si’ intravedevo in lui un futuro da allenatore, non a questo livello però. Nel mio periodo alla Lazio era spesso infortunato e studiava, conosceva tutti i giocatori, anche delle serie inferiori. Di solito i calciatori pensano solo a giocare… In lui intravedevo delle qualità.”
Come ricordi il tuo periodo trascorso alla Lazio?
“È  stato sicuramente il periodo più bello della mia carriera, nel primo anno con Delio Rossi ho giocato di più, alternandomi con Massimo Oddo. Sono state stagioni indimenticabili, ho giocato nelle coppe europee, ci siamo qualificati in Champions, vincendo a Bucarest lo spareggio contro la Dinamo. Ricordero’ sempre gli anni Laziali con affetto, i tifosi biancocelesti sono unici ed è stato un onore indossare quella maglia.”
Hai giocato anche con Paolo Di Canio in quegli anni alla Lazio…
“Si ho giocato con Paolo, fantastica persona. Mi ricordo che, prima del derby, non riusciva a mangiare nulla, a causa della tensione. La sera prima della stracittadina ha riunito tutti i nuovi acquisti a casa sua, per dimostrarci cosa voleva dire quella partita per un Laziale!”
Ti rivedi un po’ in Manuel Lazzari, tuo omonimo, il terzino che sta stregando il popolo Laziale?
“Siamo simili fisicamente, lui è molto più offensivo di me. Quando la squadra ha cominciato a macinare gioco e risultati, lui è esploso. Tornando ad essere quello visto a Ferrara.”
Come sta procedendo la tua esperienza in Giappone?
“Benissimo. Lavoro per il Milan, alleno la scuola calcio e una squadra giovanile. La squadra rossonera si vuole espandere qui in estremo oriente. Amo questo paese e la sua cultura, mi piacerebbe continuare questa esperienza che dura già da molti anni.”
Grazie per la tua disponibilità Manuel, 
“È sempre un piacere, un saluto alla gente Laziale.”