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Luis Ruzzi e Filippo Roma, sicuro che sia tutto a posto?

Nella serata di ieri, nel corso del programma televisivo “Le Iene“, trasmesso sulle reti Mediaset, è andato in onda il servizio realizzato da Filippo Roma sul “caso Zarate” secondo il quale la Lazio dovrebbe ancora 3,5 milioni di euro al calciatore. Tale servizio, come ha avuto di spiegare nei giorni scorsi l’autore, è nato dalla volontà dell’allora agente del calciatore argentino, Luis Ruzzi, che, a suo dire, aspetta di ricevere ancora dal presidente biancoceleste quanto gli spetta.

Il procuratore Luis Ruzzi, tra le altre cose, non è nuovo ad uscite simili. Nel 2009, infatti, nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Radio, ebbe modo di affermare: Sono un tifoso giallorosso ed ho chiamato Pradè per convincerlo a prendere Zarate. Non ho ricevuto risposta per 22 giorni, poi l’ho incontrato e mi ha detto che a suo avviso non fosse un giocatore da Roma. Prima di andare a negoziare il passaggio alla Lazio ho pregato Pradè in ginocchio pur di non farlo passare al “nemico”. Nulla da fare. Se mi avessero chiamato, lo avrei portato da loro. Ho sempre sognato di veder giocare Totti e Zàrate insieme“. Tali dichiarazioni, però, non piacquero all’allora dirigente della Roma, Pradè, che arrivò addirittura a querelare l’agente.

Ieri sera poi, nel corso dell’ormai famoso servizio de Le Iene, Ruzzi è tornato alla carica, questa volta nei confronti del presidente Lotito. Accusandolo di aver avuto una proposta di un contratto da 20 milioni di euro in 5 anni per portare Zarate alla Lazio, per poi vedere cambiare l’accordo all’atto della firma, sostenendo che lo stesso patron biancoceleste gli avrebbe detto: “Non vi do tutti soldi, ma solo 7 milioni. Gli altri 13 ve li gira un mio amico attraverso un’altra società’, la Pluriel Limited di Riccardo Petrucchi, che poi mandava i soldi ad un’altra società, quella del fratello di Zarate, Sergio, aperta in Uruguay, la Moisen. Per Lotito è una questione normale. Il perché? Semplice, sul resto dei soldi non paghi le tasse, è un’evasione importante.” 

Accuse forti, che, per altro, sarebbero già decadute nei confronti del presidente della Lazio. Senza dimenticare che facendo queste genere dichiarazioni, lo stesso procuratore, forse dimentica che anche lui, unitamente a Zarate, starebbero confessando di aver commesso un illecito, visto che, di fatto, avrebbero accettato la procedura da loro descritta. Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai Luis Ruzzi si è deciso a parlare solo ora? Ed è lui stesso che prova a spiegarlo, nel corso del video trasmesso ieri sera: “Finora non ho detto nulla perché temevo di pregiudicare il giocatore. Lotito è un prepotente, non basta avere ragione, devi trovare chi te la dà. Si sente proprietario in Federazione. Ha avuto tanti problemi: è finito in mezzo a Calciopoli, nella vicenda del calcioscommesse gli hanno arrestato il capitano (Stefano Mauri, ndr) e lui lo ha ripreso facendogli un altro anno di contratto. Sono 17 anni che vive con la scorta della Polizia che lo protegge non si sa da chi e la paghiamo noi contribuenti“.

Un’ulteriore sequela di accuse, quindi, con le quali viene colpito anche l’ex capitano biancoceleste, Stefano Mauri, che, lo ricordiamo a scanso di equivoci, è stato scagionato dal procedimento penale nei suoi confronti, ma che viene comunque tirato in ballo dalle dichiarazioni di Ruzzi. Ed anche in questo caso lo stesso Ruzzi potrebbe addirittura essere passibile di querela da parte dell’ex calciatore biancoceleste, se Mauri decidesse di tutelarsi per vie legali dopo quanto affermato ieri sera.

E su alcune di queste dichiarazioni, anche lo stesso Filippo Roma, autore del servizio de Le Iene, ha inteso fare alcune precisazioni, nel corso di un’intervista rilasciata quest’oggi a Radio Radio: “Ruzzi non può dare lezioni di morale, è venuto fuori solo quando ha capito che non avrebbe avuto i soldi che reclama. Per quanto riguarda la scorta di Lotito, direi che è sicuramente legittima, altrimenti non ce l’avrebbe. E’ una cosa che dice Ruzzi, ma non posso metterla in discussione. Perché Ruzzi non ha parlato prima, visto che la vicenda è vecchia? Secondo quello che dice lui, sperava che Lotito intervenisse per pagare i 3 milioni e mezzo, perché era il garante dell’operazione. E poi, essendo a conoscenza della causa civile della Pluriel alla Lazio, aspettava perché sperava di prendere i soldi dagli inglesi. Solo che Petrucchi ha risposto picche… E poi Ruzzi aspettava che la carriera di Zarate si stabilizzasse, temeva ne risentisse dal punto di vista psicologico”.

Ma oltre a questo, Filippo Roma ha inteso fare anche ulteriori precisazioni in merito alla sua risaputa fede giallorossa, che lo porrebbero in una sorta di conflitto di interessi in questa questione, sollevata ben 11 anni dopo: Capisco che dia fastidio a qualcuno, perché sono notoriamente tifoso della Roma. Ma io prima di essere un tifoso sono un giornalista: se ho la notizia, la racconto. Se avesse riguardato la Roma, l’avrei fatto lo stesso. Altrimenti dovrei cambiare mestiere. Faccio il mio mestiere, cerco di farlo al meglio.”

I dubbi però rimangono, tanto più visto il periodo particolare e l’attacco mediatico che in queste ultime settimane la Lazio sta subendo costantemente da più parti. Ed in questo contesto, la conclusione più ovvia di questo breve riassunto della situazione sopradescritta, non può che essere la stessa domanda con la quale l’autore del servizio ha concluso il proprio monologo ieri sera: “Luis Ruzzi e Filippo Roma, sicuro che sia tutto a posto?”

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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