Il protocollo della FIGC: ecco il documento completo per la ripartenza della Serie A

La FIGC ha redatto il documento ‘Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità “a porte chiuse”, finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologia da COVID-19’.

Il documento ha principalmente l’obiettivo di definire Linee Guida organiche ed omogenee che consentano la pianificazione, organizzazione e gestione della disputa di gare dei campionati professionistici in modalità a porte chiuse per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19; individuare azioni di mitigazione dei rischi per la sicurezza dei calciatori, degli staff, degli arbitri e degli addetti ai lavori; indicare le categorie dei soggetti ammessi all’organizzazione di gare in modalità a porte chiuse; strutturare una configurazione omogenea degli Stadi e dei percorsi di accesso alle zone di attività; organizzare ed ottimizzare le procedure di allestimento e gestione della produzione televisiva delle gare; favorire il coordinamento delle attività per le strutture incaricate dell’organizzazione e gestione della sicurezza.

Di seguito, alcune delle indicazioni inserite all’interno dello stesso protocollo. Il documento completo potrà essere scaricato in fondo a questo articolo.

STADIO – Una certezza: si giocherà senza pubblico, almeno per ora. Il numero massimo di persone ammesso allo stadio è di 300. Il gruppo squadra ospite sarà di non più di 60 persone. Ogni stadio verrà suddiviso in tre zone, ognuna delle quali potrà contenere massimo 130 persone (il totale non potrà comunque superare quota 300).

(foto figc.it)

ZONA 1: La zona 1 è composta dall’Interno dello stadio, sarà la zona tecnico/sportiva.

ZONA 2: La zona 2 è composta dalle tribune e da tutta l’area riservata agli addetti media e alla stampa.

ZONA 3: La zona 3 prende in esame l’esterno dello stadio, con i tv compound e i parcheggi.

 

PERSONE AMMESSE – Il protocollo seleziona e prevede il numero esatto di persone che potranno accedere allo stadio nel giorno della partita: dagli steward a giornalisti (massimo 10 a partita, così come i fotografi), membri dello staff e raccattapalle. 

ARRIVO ALLO STADIO – Le squadre arriveranno all’impianto in orari diversi. Consigliati, come mezzi per muoversi, i pullman, due per club. All’arrivo sarà misurata la temperatura a chi non fa parte del gruppo squadra.

SPOGLIATOI – Il protocollo impone spogliatoi differenti per titolari e riserve, con uso temporale differenziato delle aree e nessun contatto con maniglie o porte. Consigliato l’uso di docce singole, seppur resta preferibile farle a casa o in hotel. Nessuna ripresa televisiva verrà effettuata all’interno degli spogliatoi.

INGRESSO IN CAMPO – Gli ingressi in campo saranno separati, senza strette di mano. Non sono più previste mascotte, foto di squadra, cerimonie pre-gara e l’accompagnamento da parte dei bambini.

PANCHINE – Anche le panchine dovranno essere ben distanziate, seppur non necessariamente situate in tribuna. Si alterneranno un posto occupato con uno vuoto. Per bere, ammesse solo bottiglie personalizzate.

INTERVISTE – Mixed zone e sala stampa resteranno chiuse. Le interviste a fine primo tempo e al termine della gara dovranno rispettare la distanza di 2 metri tra intervistatore e intervistato. Conferenze stampa in stile Formula 1: raccolta delle domande con Whatsapp-Skype, risposte in videoconferenza.

RAPPORTO CON GLI ARBITRI – I calciatori non potranno avvicinarsi agli arbitri per protestare. Dialogo ammesso a distanza di almeno 1,5 metri. Da evitare conversazioni private e assolutamente non necessarie.

COSA SUCCEDE SE UN GIOCATORE RISULTA POSITIVO AL CORONAVIRUS? – La regola nel caso in cui un giocatore o un componente del gruppo squadra contragga il coronavirus resta quella prevista anche per gli allenamenti: isolamento di 14 giorni per tutto il gruppo, senza contatti con il mondo esterno. Il presidente della Figc Gravina, su questo punto, ha però esplicitato la speranza di rivedere questa procedura, con disposizioni meno stringenti, qualora la curva dei contagi e i dati epidemiologici dovessero migliorare.

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