Photo Alfredo Falcone - LaPresse 26/05/2013 Roma (Italy)

“Non fu un derby”

Sette anni fa e sembra ieri. Sette lunghi anni sono passati ma è rimasta inalterata l’emozione.
Non provate a scambiarlo per un derby perché non fu così. Non fu così che andarono le cose, gli avvenimenti, le emozioni. Non fu un derby.
Non fu nemmeno una partita di calcio. Non c’era in ballo una sconfitta o una vittoria.
E non crediate nemmeno a ciò che vi racconta qualcuno.
Non c’era in ballo nemmeno il primato cittadino.
Se vi raccontassero o vi racconteranno che almeno una di queste condizioni è stata rappresentativa della verità, sappiate che stanno mentendo. E, probabilmente, lo stanno facendo apposta.
Vincemmo perché era scritto. Vincemmo perché il destino, il fato scelse noi. Perché doveva andare così.
Non è possibile ingannare la Storia quando questa spinge le sorti di un Popolo.
Vincemmo perché un’Aquila volò più in alto di un lupo ma non perché è normale che sia così. Ma perché volò davvero più in alto raggiungendo le vette impossibili di una montagna nascosta nel cielo. Un simbolo imperiale raccolto dalle civiltà antiche ma nostre, l’emblema di un potere che incute timore e rispetto.
Vincemmo perché una data di nascita troppo chiara, indimenticabile, dall’estetica perfetta. La rotondità di un anno 1900 dove il cerchio indica la rotondità della vita. La circolarità dell’esistenza.
Vincemmo perché i colori del cielo confusero gli orizzonti. Li avvolsero in un manto impenetrabile trasportandolI lontano.
Vincemmo per noi, vincemmo per chi non c’era più. Vincemmo per il futuro che “ci appartiene”, quello stesso futuro che le generazioni ricorderanno a lungo riprendendo le gesta del passato in una trasmissione dove il ricordo trasforma l’apoteosi in delirio.
Vincemmo perché percorremmo quella strada sulla quale trovammo le impronte dei più Grandi e, guardando indietro, vedemmo le nostre.
Non vincemmo un derby.
No, assolutamente.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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