Ridateci il calcio!

La questione della ripresa, o meno, del regolare svolgimento del campionato di calcio di Serie A ha visto interessati molti personaggi, più o meno illustri, in questi giorni. Esponenti politici del Governo, addetti ai lavori del mondo del calcio, opinione pubblica e anche i tifosi.

Ora, la questione in un momento delicato come questo, può suscitare reazione differenti ed offrire, ovviamente, opinioni e pareri discordanti. Premesso, come è giusto che sia, il rispetto per le vittime derivanti dal virus Covid-19, una decisione deve essere necessariamente presa. In un senso o nell’altro.

L’imparzialità dovrà essere il fattore preponderante e determinante. Quindi poniamo un freno ai chiacchiericci da bar, o peggio ancora, all’espressioni di vari incompetenti, sovente estranei al mondo dello sport. Il mero opporsi alla ripresa, in quanto si parla del “mostro” calcio, non fa di loro degli anticonformisti. Così come neanche il conseguente schierarsi contro i “mostri” che guadagnano milioni di euro “per dare due calci ad un pallone…”.

E’ vero, in un momento delicato e difficile per il paese come questo, il calcio non è una delle priorità assolute, né riveste carattere vitale. Di contro, è altrettanto vero che, attorno all’orbita dello sport in generale, ruotano centinaia, se non migliaia di attività economiche, con annessi lavoratori di vario genere. Giornalisti, emittenti televisive, bar, ristoranti, negozi di abbigliamento sportivo, sale scommesse e chi più ne ha più ne metta.

Considerando non solo l’aspetto economico, il fattore più rilevante per molti altri potrebbe essere la “pura” ed incondizionata passione. Il semplice “impegno” della domenica, o meglio dell’intero weekend, dal venerdì fino addirittura al lunedì, rappresentava per tutti gli amanti di questo sport, l’appuntamento desiderato tutta la settimana. Da casa sul divano, dagli spalti degli stadi, dai pub, dai bar, da casa di amici: tutti schierati per fare il tifo per la propria squadra del cuore. Ci sarà sicuramente la limitazione delle “porte chiuse”, ma riteniamo che, con le dovute accortezze sanitarie del caso, non ci dovrebbero essere particolari condizioni ostative. Basti pensare alla Germania, dove la Merkel ha dichiarato al Bild: “La Bundesliga potrà ripartire dalla seconda metà di maggio, ovviamente seguendo le adeguate norme igieniche”. I teutonici sono il primo grande Paese Europeo ad annunciare la ripresa, presentando i protocolli medici da adottare.

Prendiamo esempio dai tedeschi e ridiamo, seppur in piccola parte, “vita” a quella passione che accompagna milioni di tifosi. Sempre nel dovuto rispetto delle vittime e senza che ci si faccia influenzare da opinioni basate sui biechi interessi di retrobottega e situazioni economiche intrinseche.

Tornate a farci vivere di quella sana passione che solo questo sport è stato in grado di donarci.

In poche parole: ridateci il Calcio!