ESCLUSIVA – Luigi Corino: “26 anni fa la mia ultima partita con la Lazio. Sarei rimasto a Roma fino a fine carriera. Luiz Felipe mi assomiglia molto”.

Nella stagione 1991-92 approda alla Lazio un giovane difensore proveniente dalla Triestina: Luigi Corino. Campano, di Benevento, ha iniziato la sua carriera di calciatore proprio nella formazione giallorossa, all’epoca in Serie C1. Successivamente, ha vestito anche la maglia del Genoa e del Catanzaro, per poi giungere nella squadra capitolina, con la quale esordirà in Serie A.
Corino resterà a Roma per ben 3 stagioni, e la sua ultima, indimenticabile, partita con l’aquila sul petto la giocherà proprio il 24 aprile di 26 anni fa. Per questo motivo, la redazione di NoiBiancocelesti, ha inteso contattarlo quest’oggi, per una breve e simpatica chiacchierata, rievocando quel giorno e i numerosi ricordi legati alla sua esperienza alla Lazio.
Il 24 aprile del 1994 giochi la tua ultima partita con la maglia della Lazio, contro il Lecce. Sono  presenti 50000 spettatori e tu fai il tuo ingresso in campo a 20 minuti dalla fine, con lo stadio intero che esplode nel coro a te dedicato: “mi diverto solo se, solo se gioca Corino“. Quali sono state le sensazioni e le emozioni di quel giorno?
“Rimarrà un ricordo indelebile nella mia vita. Rientravo da un infortunio al crociato anteriore, che avevo subito in un amichevole. Dopo 9 mesi tornavo a giocare davanti ai miei tifosi e ai miei parenti in tribuna. Ricordo l’ovazione dello stadio, che aveva chiesto il mio ingresso in campo. Ricordo le gambe che mi tremavano”.
Quella giornata fu anche l’ultima di Dino Zoff sulla panchina della Lazio (prima dell’altra parentesi con la formazione post scudetto dopo l’esonero di Erikson). Che rapporto avevi con il mister e quel è stato il motivo della tua separazione dalla squadra biancoceleste?
“Con il mister avevo un ottimo rapporto ,anche se non lo sento più da tempo. Gli piaceva il modo in cui interpretavo il ruolo, se fosse stato confermato forse sarei rimasto a Roma per altri anni. O forse fino a fine carriera. La Lazio di Cragnotti stava per comprare Ciro Ferrara, ci avrei potuto giocare insieme.”
E invece cosa è successo?
“Invece Cragnotti affidò la squadra a Zdenek Zeman. E lui non mi voleva assolutamente, perchè non ero il suo ideale di difensore. Fui costretto a lasciare la Lazio, mentre Ferrara andò alla Juve. Alla Lazio, il boemo, portò Chamot”
Paul Gascoigne ti applaudiva dalla panchina quel giorno. Hai qualche aneddoto di Gazza a lui legato da raccontarci?
“Gascoigne era un fenomeno e, fin dal suo primo giorno a Roma, mi prese in simpatia. Apprezzava il mio modo di giocare in stile “British”, visto che entravo duro anche in allenamento. Mi voleva sempre nella sua squadra.”
Senti ancora Gazza o qualcuno dei tuoi compagni nella tua avventura a Roma?
“Ho sempre avuto buoni rapporti con i miei compagni, tranne rare eccezioni. Ho un buonissimo rapporto con Beppe Signori, ci ho condiviso la stanza nel suo primo anno di Lazio.”
Cosa fa oggi Gigi Corino?
“Alleno la Nazionale under 17 di Serie C. Stavo facendo un bel lavoro, peccato che con questa epidemia si e fermato tutto lo sport ed il calcio in particolare. Non sappiamo, a questo punto, se a livello giovanile il calcio ripartirà quest’anno.”
A proposito del Covid19: che impressioni ti sei fatto sulla pandemia che ha fermato il nostro paese e che momento storico è quello attuale per l’Italia?
“E’ un virus che ci ha spiazzato. Lo abbiamo sottovalutato all’inizio. E’ un Virus cattivo. Fa impressione vedere le strade e le piazze vuote, senza le voci dei bambini. Ma l’Italia è un grande paese e gli Italiani un grande popolo: ci rialzeremo come abbiamo già fatto in passato…”
Tornando al campionato italiano: come pensi sia giusto far concludere l’attuale stagione, con la Lazio che sta contenendo lo scudetto alla Juventus?
“Il campionato ormai deve finire. A porte chiuse, ma le ultime dodici giornate me le voglio godere fino in fondo. La mia Lazio se la può giocare, lo ha ampiamente dimostrato: ha il centrocampo più forte della Serie A. Luis Alberto e Milinkovic-Savic sono due fenomeni. E poi ci sono Acerbi e il grande Ciro Immobile. Perché non crederci?”
Cosa ne pensi di Mister Inzaghi?
“Simone Inzaghi è diventato un Laziale purosangue. Lo vedi esultare come un tifoso. Ma, allo stesso tempo, è un allenatore capace, sicuramente tra i migliori in circolazione.”
In chi ti rivedi tra gli attuali difensori della Lazio?
“Sicuramente in Luiz Felipe, per come interpreta la partita e per il tipo di gioco che fa. Anche se mi piace tanto Acerbi, come difensore puro. C’e un giocatore, però, per cui impazzisco: ed è Lazzari. E’ un furetto imprendibile. Ha faticato nelle prime sei giornate, ma adesso sembra volare, sembra essere sul motorino mentre gli altri vanno a piedi.”
Siamo alle battute finale. Vuoi dire qualcosa in conclusione di questa intervista?
“Vorrei fare un saluto a tutti i tifosi biancocelesti: a distanza di anni continuano a riempirmi di affetto. Sono diventato un Ultras, la società mi mette a disposizione l’abbonamento alla Tribuna Montemario. E’ una cosa bella. Sai che ti dico? Se morissi domani, vorrei morire con la maglia della Lazio addosso.”
Brividi…