Calcio e ripercussioni economiche: il Coronavirus presenterà un conto salatissimo. Tra diritti TV, stipendi e perdite varie, alcune società rischiano addirittura il fallimento

Il Coronavirus presenterà un conto salatissimo al calcio italiano. E’ inutile far finta di nulla ma dietro ad undici giocatori che rincorrono un pallone ci sono vere e proprie industrie che hanno un ruolo importante e che fanno parte del sistema calcio.

Le emittenti televisive sono un elemento fondamentale del circuito perché permettono la visione dei match ad un pubblico molto più ampio rispetto a quello che va allo stadio e gli investimenti che fanno sono enormi. Basti pensare che per i diritti televisivi, Sky ha investito quasi 800 milioni di euro, mentre Perform Group, che controlla Dazn, ha impegnato poco meno di 200 milioni di euro. La notizia dell’ultim’ora è che le due società sarebbero pronte a chiedere il differimento del pagamento dell’ultima tranche per i diritti acquistati visto che le gare trasmesse fino ad oggi sono il 67,4% del totale acquisito.

Negli ultimi giorni si è scatenato un dibattito sulla ripresa del campionato dove ognuno ha espresso la sua opinione, influenzata talvolta dai propri interessi economici.
Ma abbiamo un idea di quanto saranno le effettive perdite? Nel caso di una mancata ripartenza si stima un default di oltre 400 milioni di diritti tv pari al 30% del fatturato della Lega di Serie A. A questa perdita si aggiungono svariati milioni per il mancato incasso dei biglietti per assistere alle gare. La perdita di tali introiti è, tra l’altro, ormai certa: nel caso di una ripresa, infatti, le gare si svolgeranno sicuramente a porte chiuse.

Analizzando la media spettatori dei club e le partite rimanenti tra le mura amiche si evince che la società più colpita è ovviamente la Juventus, con un mancato flusso in entrata di 25 milioni, seguita dalle milanesi, con 9 milioni andati in fumo per l’Inter e addirittura 10 per il Milan. Più contenute, si fa per dire, le perdite delle romane con un saldo negativo che si attesta a 6 milioni per la Roma e a 3 per la Lazio, favorita in questo caso dal dover disputare una gara in meno in casa rispetto alle altre società. Oltre al danno anche la beffa, poi, per chi doveva affrontare incontri casalinghi validi per la coppa Italia.

Questo disavanzo economico, inoltre, subirà un impennata con il pagamento degli stipendi che molte società dovranno predisporre ai giocatori e con l’eventuale rimborso da effettuare ai tifosi per la mancata fruizione degli abbonamenti sottoscritti l’estate scorsa per assistere alle gare di tutto il campionato.

Quali sono le misure adottate dai club per mitigare le ormai inevitabili perdite economiche? Citiamo solo alcuni interventi. Il Parma ha raggiunto un accordo con i giocatori per la riduzione degli stipendi di una mensilità. La stessa strada è percorsa dalla Juve che oltre ad accordarsi con la prima squadra dovrà trovare un’intesa anche con l’under 23. La Roma, che ha visto sfumare la cessione societaria a favore di Dan Friedkin, è costretta a chiedere la cassa integrazione per i suoi dipendenti e spera di recuperare 13 milioni dai tagli degli stipendi dei giocatori. Il presidente Pallotta ha inoltre annunciato una ricapitalizzazione di 132 milioni in quattro mesi necessaria per immettere liquidità nelle casse giallorosse. Il Cagliari ha avvisato tramite una nota che è necessario trovare strategie e intese con abbonati e sponsor per non depauperare il patrimonio societario. La Lazio per ora non ha adottato contromisure, Lotito ha manifestato l’intenzione di non tagliare gli stipendi dei calciatori, probabilmente si attenderà l’evoluzione della situazione.

Nelle serie minori gli effetti del corona virus sono ancora più devastanti e le misure per fronteggiare l’aumento delle perdite sono ancora più drastiche. L’Ascoli ha ufficializzato, ieri, l’esonero del suo allenatore Stellone insieme al suo staff, La società ha citato “le straordinarie e non prevedibili vicende del virus Covid-19” e ha aggiunto che ”tale condizione ha spinto la dirigenza ad adottare dei provvedimenti in ambito dei rapporti contrattuali in essere con i vari atleti e staff, al fine di salvaguardare anche la continuità aziendale rispetto alla situazione contingente che stiamo vivendo”.
Situazione ancora più drammatica a Livorno dove il presidente Spinelli dichiara “non ci sono più i presupposti per proseguire, per me il campionato finisce qui, cedo il Livorno gratis” mentre Il medio-orientale Yousif aspetta alla finestra pronto ad acquisire la società toscana per una cifra simbolica.

Molte società sono a rischio estinzione, purtroppo. E non è più un luogo comune.

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