“RESPECT”

Esistono gli errori. Si possono commettere sbagli. Si può essere fuori luogo. Addirittura fuori contesto.
Ma cosa possa spingere una persona che occupa un ruolo importante, se non di prestigio, a fare una battuta sorridendo dopo appena aver letto un bollettino di guerra rimane cosa difficile, ardua da commentare.
Io credo che nemmeno a un bambino delle scuole elementari verrebbe in mente di affermare “da romanista… dovrei dire tutto a monte…” ridendo compiaciuto.
Qui non si fa la caccia alle streghe, non si vuole gettare la croce addosso a nessuno. Verrebbe troppo facile ed a noi le cose facili non interessano.
Interessa, al contrario, il rispetto, cercare di andare oltre, tentare di proporsi alle persone con la giusta attenzione, con quella sensibilità che tutti meritiamo in un momento tanto difficile per il nostro paese.
Il dottor Giovanni Rezza, chiamarlo signore mi resta difficile, avrebbe potuto e, secondo me, dovuto rispondere in tanti modi. Ma lui sceglie quello più stupido, quello più “leggero” e meno consono alla situazione. Sembrava non aspettasse altro.
“da romanista… dovrei dire… tutto a monte” è una frase di per se ininfluente, quasi innocente. Ma il contesto e l’opportunità di cui scrivevamo prima la bocciano a livello di stupidità cronica.
A dirla tutta, quello che più infastidisce e rende insopportabile l’intervento è il sorrisino compiaciuto. La battuta ad effetto che vuole essere goliardica ma che, invece, è soltanto stupida, inetta, cancellabile, deprimente.
E se a questo aggiungiamo che arriva dopo il bollettino giornaliero in cui, tra l’altro, vengono menzionati i decessi che questa subdola malattia sta provocando nel nostro paese, si configura il peso specifico della persona, del dottor Rezza.
Cosa sarebbe accaduto se un tifoso Laziale avesse detto: “ sono Laziale… spero che il campionato riprenda al più presto…” lo sappiamo tutti molto bene.
Come sappiamo bene che nessun Laziale potrebbe mai partorire un intervento del genere.
Ma il mondo va così.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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