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“RESPECT”

Esistono gli errori. Si possono commettere sbagli. Si può essere fuori luogo. Addirittura fuori contesto.
Ma cosa possa spingere una persona che occupa un ruolo importante, se non di prestigio, a fare una battuta sorridendo dopo appena aver letto un bollettino di guerra rimane cosa difficile, ardua da commentare.
Io credo che nemmeno a un bambino delle scuole elementari verrebbe in mente di affermare “da romanista… dovrei dire tutto a monte…” ridendo compiaciuto.
Qui non si fa la caccia alle streghe, non si vuole gettare la croce addosso a nessuno. Verrebbe troppo facile ed a noi le cose facili non interessano.
Interessa, al contrario, il rispetto, cercare di andare oltre, tentare di proporsi alle persone con la giusta attenzione, con quella sensibilità che tutti meritiamo in un momento tanto difficile per il nostro paese.
Il dottor Giovanni Rezza, chiamarlo signore mi resta difficile, avrebbe potuto e, secondo me, dovuto rispondere in tanti modi. Ma lui sceglie quello più stupido, quello più “leggero” e meno consono alla situazione. Sembrava non aspettasse altro.
“da romanista… dovrei dire… tutto a monte” è una frase di per se ininfluente, quasi innocente. Ma il contesto e l’opportunità di cui scrivevamo prima la bocciano a livello di stupidità cronica.
A dirla tutta, quello che più infastidisce e rende insopportabile l’intervento è il sorrisino compiaciuto. La battuta ad effetto che vuole essere goliardica ma che, invece, è soltanto stupida, inetta, cancellabile, deprimente.
E se a questo aggiungiamo che arriva dopo il bollettino giornaliero in cui, tra l’altro, vengono menzionati i decessi che questa subdola malattia sta provocando nel nostro paese, si configura il peso specifico della persona, del dottor Rezza.
Cosa sarebbe accaduto se un tifoso Laziale avesse detto: “ sono Laziale… spero che il campionato riprenda al più presto…” lo sappiamo tutti molto bene.
Come sappiamo bene che nessun Laziale potrebbe mai partorire un intervento del genere.
Ma il mondo va così.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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