Il Coronavirus e i campionati che non si fermano in alcune parti del mondo

Gli appassionati allo sport e del calcio in particolare, in questo periodo di quarantena forzata nelle proprie abitazioni, per combattere “l’astinenza da pallone”, hanno due possibilità :cercare nei canali dedicati vecchie partite o speciali, per risvegliare quell’angolo del cuore dedicato alle emozioni, oppure sfruttare le proprie conoscenze appassionandosi ai pochi campionati che nel mondo sono ancora in corso.
Si avete capito bene: nonostante la pandemia, durante la quale, ogni giorno, sembra di assistere a dei bollettini di guerra, in alcuni campionati si gioca ancora e, nel caso della Bielorussia, c’e anche il pubblico, al quale viene misurata la temperatura corporea all’entrata dello stadio.
Il campionato bielorusso è giunto alla terza giornata: al comando, a punteggio pieno, c’è l’Energetik-Bcu, mentre il più blasonato Bate Borisov è fermo a 3 punti, invischiato nella zona più bassa della classifica.
Ben più alte, invece, sono le temperature, così come sono esotici i nomi delle squadre del campionato del Burundi, Africa centrale, dove si gioca la Primus League e dove si affrontano squadre come il Bujumbura, Inter Star, l’Atletico Olympic e addirittura quella dell’Aigle Noir, che a molti laziali piacerà particolarmente, visto che la traduzione letterale del nome del club è “Aquile Nere”.
Si continua a giocare, inoltre, nei quattro angoli del globo, anche in Tagikistan, in Asia centrale, ed in Nicaragua, nell’America centrale, mentre nei paesi scandinavi ci si prepara ai campionati nazionali, con le squadre di club che si stanno già affrontando tra di loro in occasione di alcune amichevoli a porte chiuse.
Si sfida il virus, esorcizzando la paura, o si eseguono gli ordini di governi semi dittatoriali, come in Bielorussia ed in Nicaragua, in attesa di tornare ad una sorta di normalità, nella vita di tutti i giorni così come nel calcio.
Intanto, in attesa di una decisione condivisa tra la Uefa e le federazioni dei massimi campionati europei, sulle modalità per concludere i campionati, in Germania la maggior parte delle squadre è tornata ad allenarsi. Mentre invece in Italia, proprio in questi giorni, con le squadre colpite direttamente dal Covid-19 che stanno, di fatto, terminando il proprio periodo di quarantena, Juventus e Inter hanno pensato bene di far tornare i propri calciatori stranieri nei rispettivi paesi, forse convinti che la ripresa del campionato non avverrà mai.
La Lazio, unita e compatta, è rimasta a Roma: i calciatori, italiani e stranieri, si allenano nelle proprie case, uniti via social da uno spirito ad dir poco cameratesco, tipico dello spogliatoio biancoceleste. Tutti pronti a riaccendere i motori per riprendere la corsa verso quel sogno comune, sopito, almeno temporaneamente, da una cenere chiamata Coronavirus, ma che non aspetta altro che un segnale, un cenno, una data, per essere nuovamente liberato…