ZonaFranco, Vincenzo Morabito: “Basta demagogia: i campionati si dovranno concludere regolarmente. Lo ha stabilito la UEFA. ” E sul mercato…

Nel corso del consueto appuntamento in diretta con ZonaFrancoLive, online sulla pagina Facebook ufficiale di NoiBiancocelesti, quest’oggi è intervenuto, ospite di Franco Capodaglio e Augusto Sciscione, il procuratore e agente FIFA, Vincenzo Morabito.

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“Come sto passando la quarantena? La sto trascorrendo in campagna, con i miei genitori. Lavoro in videoconference, leggo molto e cerco di passare il tempo. Parlando di calcio: questo mondo ha le stesse problematiche della vita di tutti giorni. Ci sono problemi economici, come per le grandi aziende in sofferenza. Bisogna però pensare anche a ripartire. Fermo restando che c’è stata una valutazione sbagliata del problema all’inizio. Non ci si aspettava questa mortalità. E ora c’è grande incertezza per il futuro.”

“La lettera dell’UEFA? E’ un documento che ho ricevuto alle due di notte, ed è un documento voluto fortemente da Infantino. La direzione è chiara: fermo restando che la priorità è la salute degli atleti e di tutti gli addetti ai lavori, è necessario terminare i campionati. Si dovrà terminare la stagione, anche in ritardo, e poi la stagione successiva si rideterminerà di conseguenza.”

“Personalmente sono in contatto con la Premier League; loro puntano a riprendere l’attività a fine maggio e giocare a giugno e luglio con eventuale proroga fino ad agosto. Per quanto riguarda l’aspetto contrattuale, per chi ha la scadenza il 30 giugno, sono stati rinnovati. Giroud, ad esempio, ha avuto un rinnovo di contratto annuale dal Chelsea. Questo non significa che resterà al Chelsea ma che le società si stanno tutelando in questo senso. In Italia, mi risulta, hanno dato disposizioni per la ripresa degli allenamenti dopo Pasqua. Il ritorno in campo dovrebbe essere per fine maggio con partite fino a luglio. Ma è tutto chiaramente legato a quella che sarà la situazione virus. Ribadisco che prima di tutto conta la salute dei cittadini.”

“Credo che il mercato della Lazio sia in buone mani. Tare ha acquisito molta esperienza anche in campo internazionale e sicuramente lavora con margini diversi rispetto a quelli del passato, anche sulla base degli obiettivi che si è posta la società che, rispetto a qualche anno fa erano impensabili. Sono arrivati giocatori come Leiva, Milinkovic-Savic, si è trattato Giroud a gennaio. Sono ottimista sulle possibilità della Lazio di allestire una rosa all’altezza della Champions League. La chiave di tutto resta Simone Inzaghi. La sua conferma è imprescindibile. Io credo che Simone il prossimo anno vorrà affrontare l’avventura della Champions sulla panchina biancoceleste anche se sono tanti i club a volerlo. È un grande professionista, è uno dei migliori a livello tecnico-tattico ma è soprattutto una persona meravigliosa dal punto di vista umano. In questi 4 anni ha fatto miracoli: ha ricompattato l’ambiente. Ha riportato i tifosi allo stadio, e vinto trofei. È il valore aggiunto di questa Lazio.”

“Il prossimo mercato sarà sicuramente un mercato di scambi. La perdita economica dettata dallo stop si farà sentire, soprattutto nelle serie minori. Molti club dovranno ridimensionarsi. Per quanto riguarda la Lazio, si è fatto il nome di Pedro: io punterei su questo giocatore. Potrebbe essere uno degli elementi che arriverà a Roma. Sicuramente vanno aggiunti 4/5 giocatori, fermo restando che devono essere confermati tutti: Milinkovic-Savic su tutti, dovrà giocarsi la Champions con questa maglia. La sua valutazione, prima del Coronavirus era intorno ai 100 milioni di euro, ora sicuramente sarà inferiore ma non credo che i top player si muoveranno in estate.”

“Romagnoli? Dipende tutto dal nuovo allenatore. Probabilmente potrebbe muoversi. Sta sicuramente soffrendo l’involuzione del Milan. Quest’anno non ha avuto il rendimento degli altri anni. Esterno sinistro? Dipende da quelle che saranno le disponibilità della Lazio. Ci sono dei giocatori in giro che possono fare al caso nostro. Su Muriqi dico che a me piace tantissimo, è un giocatore devastante. In Kosovo ci sono grandi talenti, ma c’è il problema del numero di extracomunitari. Dipendesse da me, lo prenderei domani.”

“Ci saranno delle ripercussioni, come in tutti i settori. Noi ci preoccupiamo del calcio ma ci sono molte aziende ed imprenditori in difficoltà. Bisogna essere più solidali tra popoli, per venir fuori da questa crisi. Se ne uscirà ridimensionati, ma non è detto che sia negativo. Al contrario, stavamo vivendo un calcio drogato, con giocatori pagati delle cifre enormi, dobbiamo tornare ad avere interesse nelle serie inferiori e nei nostri settori giovanili. Molto probabilmente, cambierà il modo di fare mercato.”