Lazio, fedeltà alla maglia e appartenenza: dei colori biancocelesti ci si innamora inguaribilmente. Lo dicono le statistiche…

L’appartenenza ad una società di calcio è un valore che con il tempo, purtroppo, è andato perso. Nella nostra Serie A, ed in tutti gli altri campionati europei, hanno la massima priorità gli accordi televisivi, gli sponsor, le partnership commerciali e le clausole rescissorie dei contratti. La Lazio, dal canto suo, ha improntato, da sempre, la sua filosofia sul senso di appartenenza: giocare in questa società deve essere un privilegio e indossare la maglia biancoceleste un motivo di grande orgoglio.

Questi valori sono stati tramandati nel tempo, sin da quel lontano 1927, anno in cui la politica, attraverso Italo Foschi segretario dell’Associazione Nazionalista Italiana, tentò di cancellare la Lazio fondendola in un’unica società con le altre realtà sportive esistenti nella capitale. Il generale Giorgio Vaccaro, che in quel periodo rivestiva la carica di vicepresidente della società biancoceleste, si oppose categoricamente alla proposta, dimostrando quale importanza rivestiva l’entità Lazio e rafforzando il legame, ormai diventato indissolubile, che si era venuto a creare con la gente che girava intorno a questa squadra.

Una statistica recente dimostra che la Lazio si trova al secondo posto di una speciale classifica che indica i giocatori più fedeli alle società che partecipano alla nostra Serie A. I valori espressi in questa graduatoria fanno riferimento alla media di permanenza in giorni di tutti i giocatori presenti in rosa. Quella laziale segna 1.044 giorni, media calcolata sui 31 componenti della squadra attuale, tra i quali spiccano, ovviamente, i 4.285 giorni di Stefan Radu (con ben 300 presenze in campionato). Senza dimenticare il capitano, Senad Lulic (con 266 presenze in Serie A), che contribuisce fortemente anche lui all’ottima performance, visto che l’aquila è cucita sul petto del bosniaco dal lontano 2011. Ed entrambi, al momento, risultano i primi due calciatori in attività con più presenze in una singola squadra. Quella stessa squadra, la Lazio, che, come dicevamo, è seconda solo alla Juventus (prima con 1.141) nella speciale graduatoria complessiva dei giocatori più fedeli. Chiude il podio, ma ben più staccato, il Napoli (con 928 giorni).

Questo speciale risultato è sicuramente frutto della filosofia societaria portata avanti nel corso degli anni, ma la verità è che la Lazio lascia il segno a tutti. Qualche esempio? Mister Simone Inzaghi ha collezionato 10 anni da giocatore e altrettanti da allenatore della Lazio partendo dalle giovanili; Felipe Anderson, dopo 5 anni passati in biancoceleste e dopo il suo trasferimento oltre Manica, continua a mandare messaggi d’amore via social ai laziali; oppure Paul “Gazza” Gascoigne, al quale sono bastate appena 47 presenze con l’aquila sul petto per innamorarsi della Lazio e della Curva Nord.

Se si viene a contatto con la Lazialità, inevitabilmente non si ha più scampo. L’emblema di questa stagione è l’esultanza di Immobile e compagni, alla fine della gara contro il Napoli, con i giocatori e i dirigenti che si abbracciano dentro al rettangolo di gioco con gli occhi gonfi di lacrime.

Da noi questa è la normalità, altrove è l’eccezione.
Ed è proprio vero: di Lazio ci s’innamora inguaribilmente.