La Lazio, la profezia e le coincidenze: epidemie, liti e scudetti, tra passato e presente

Il nostro paese sta attraversando un periodo piuttosto complesso, siamo in piena emergenza sanitaria e parlare di calcio risulta davvero difficile, quasi inopportuno. L’epidemia di Coronavirus che ha colpito l’intero pianeta e che ha bloccato tutte le competizioni sportive, oltre che la nostra Serie A, ci riporta a circa un secolo fa quando, nel 1915, il campionato di calcio venne sospeso a causa della prima guerra mondiale, iniziata poco prima delle partite conclusive e che vide protagonista anche l’Italia.

Come finì il campionato in quella situazione? Si doveva disputare la finalissima tra la vincitrice del girone centrale, la nostra Lazio, per l’appunto, ed il Genoa, in procinto di vincere il girone settentrionale. La partita non si disputò mai e lo scudetto venne assegnato al Genoa dall’organismo federale, tra le recriminazioni biancocelesti e con una delibera mai ritrovata. Il criterio per l’assegnazione del titolo fu quanto meno discutibile: si diede per scontato, in pratica, che il Grifone avrebbe vinto la finalissima contro qualsiasi avversario. Fu l’unico precedente in cui il massimo campionato di calcio italiano fu definitivamente sospeso.

Alcuni decenni dopo, precisamente nel 1973 si andò, poi, vicino alla sospensione, a causa del diffondersi del colera, un’epidemia che colpì soprattutto il sud Italia, ma che non arrestò la competizione calcistica. Al termine di quella stagione, la Lazio vinse il suo primo scudetto, mentre Giorgio Chinaglia si “prese” la classifica dei cannonieri (24 reti) e concluse l’anno con la lite furibonda scoppiata con il tecnico della nazionale Valcareggi dopo la sostituzione in occasione della partita d’esordio ai mondiali tedeschi in cui l’Italia affrontò Haiti. Sandro Mazzola rivisse così quel momento: “Ricordo che eravamo in albergo, un grande albergo immerso in un grande parco. Era sera, io leggevo in camera quando bussò Valcareggi per chiedermi se avessi visto Chinaglia. Girammo tutte le stanze, niente. In un attimo ci trovammo con i compagni in giardino per cercarlo: Giorgio si era addormentato sotto un albero”.

E nel 2020? La Lazio è ad un punto dalla vetta ed il suo bomber, Ciro Immobile, è il capocannoniere indiscusso con 27 reti. Se aggiungiamo che anche Ciro, nel corso dell’anno, è stato protagonista di un diverbio con mister Inzaghi (subito rientrato, per altro) dopo la sostituzione in Lazio-Parma, le similitudini risultano davvero tantissime.

Ed è sostanzialmente incredibile, se non addirittura paradossale, distinguere come negli episodi appena descritti esista, di fatto, una sorta minimo comune denominatore, ovviamente del tutto casuale: nel 1915, nel 1973 e nel 2020, infatti, a lottare per il titolo c’è sempre stata la Lazio. E più di qualcuno, prima che la situazione degenerasse in tutto il paese, aveva fatto anche della facile ironia su queste coincidenze.

Per altro, c’è anche da dire che, ben 8 anni fa, Sylvia Browne, nel suo libro intitolato “Che cosa ci riserva il futuro”, aveva scritto, in maniera del tutto profetica: “Entro il 2020 gireremo con mascherine e guanti per via di un’epidemia di polmonite”.

La Lazio, in pratica, era già stata avvertita.