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“Sarà meglio di prima”

Parlare di calcio risulta impresa ardua e complessa.
Vorrei soltanto fermarmi a riflettere qualche minuto sulla discussione che sta attraversando il mondo dello sport per questa pandemia subdola e maligna.
In particolare, quando pensiamo ad un mondo come quello del calcio lo immaginiamo lontano, isolato da tutto e tutti. Lo viviamo come un sogno, a volte inavvicinabile. Come una campana di vetro o una bolla di sapone. Un concetto astratto che si concretizza soltanto la domenica con le partite. Il gioco.
Ma ci siamo, ci stiamo rendendo conto che esistono situazioni, fattori che vanno al di là della garanzia di intoccabilità.
Svaniscono nel nulla i privilegi, le certezze.
Tutti restiamo in balia di un destino che non risparmia nessuno e non seleziona in base alla dichiarazione dei redditi.
Sarà difficile poter riprendere e tornare a giocare per salvare una stagione, anche e non solo, perché il tempo è ristretto e gli impegni sono tantissimi.
Gli Europei, le Coppe, i Campionati. Esiste il rischio concreto che, pur avendo posticipato di un anno il Campionato Europeo, questo non possa bastare per concludere le altre manifestazioni calcistiche.
Nell’ultimo consiglio di lega, la Lazio sembra isolata da tutte le altre società con eccezione del Milan. Vorrebbe concludere questo campionato ma molto dipenderà dal corso di questa terribile malattia.
Inizio a pensare che, qualora si riuscisse a giocare portando avanti questo campionato, non sarà come prima. Si tratterebbe di un campionato nuovo, più corto ma sicuramente diverso.
Con la speranza di poter tornare a parlare di calcio con serenità ed una lucidità più forte, restiamo in attesa che la politica del calcio prenda le sue decisioni e che vadano, comunque, relegate al rispetto, alla sensibilità, alla tutela delle società, dei giocatori, dei tifosi.
“Nulla sarà come prima” è una frase che oggi viene usata in molte situazioni, in molte interviste. Per altro, a volte abusata.
Devo dire che io, personalmente, la gradisco poco.
“Sarà meglio di prima”.
Io ci credo.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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