Le sorti della Serie A sono appese ad un filo, tra chi vuole lo stop definitivo e chi auspica la ripresa del campionato

Sono giorni decisivi per il destino del campionato. L’assemblea della Lega Serie A tenutasi ieri ha dato i suoi primi responsi. I club stimano, in caso il campionato dovesse terminare qui, un danno di oltre 700 milioni, considerando diritti tv, merchandising e biglietto d’accesso allo stadio. Le proposte per ammortare queste perdite sono state più d’una, tra cui una diversa organizzazione per la vendita dei diritti e il taglio di parte degli ingaggi dei calciatori (si parla di una percentuale che oscilla fra il 20 e il 30%). Contratti televisivi e sponsor rappresentano d’altronde la maggior parte degli introiti delle società e rinunciare a questi significherebbe mettere in serio pericolo il sistema. 

Non c’è nulla di ufficiale, si attende lo sviluppo dell’emergenza Coronavirus ipotizzando una ripresa degli allenamenti a metà aprile e la ripartenza a porte chiuse per metà maggio. L’obiettivo è salvare il salvabile, far scalare per quanto possibile gli eventi nella speranza di riuscire a far quadrare tutti i conti. Sembra invece definitivamente naufragata l’idea playoff proposta dal presidente della Federcalcio Gravina, che a suo dire non ha riscosso successo. Non sarebbe stata in effetti così rispettata a pieno la meritocrazia per quanto fatto nelle prime 26 giornate. Quindi le soluzioni rimangono due: o si riprende o ci si ferma.  

Si respira però un certo pessimismo sulla possibilità di ripartire. Fermarsi vorrebbe dire iniziare subito a definire i danni economici e porre fine alla situazione di stallo che crea sempre più incertezze. Difficile comunque stabilire chi vuole lo stop del campionato. Non hanno sicuramente nessuna fretta il presidente del Torino Cairo né quello del Brescia Cellino, che nei giorni precedenti hanno attaccato Lotito sulla questione della ripresa degli allenamenti; quest’ultimo definendo il campionato praticamente finito. Sulla stessa linea anche il patron della Samp Massimo Ferrero che vorrebbe chiuderla qui. 

Tra le fila di chi vuole ripartire, oltre al Napoli di De Laurentiis, c’è ovviamente la Lazio. Lotito sostiene che la sospensione definitiva del torneo metterebbe a rischio l’equilibrio economico di gran parte delle società che hanno già investito i soldi garantiti per i diritti televisivi e che difficilmente riuscirebbero a cavarsela con dei tagli. Anche il caporedattore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni ha spezzato una lancia a favore del patron biancoceleste definendolo un “irrefrenabile dispensatore di certezze” e uno che ha certamente a cuore le sorti della Serie A.