“Pensando a Lei”

Sembrano lontani quei giorni che parlavamo e scrivevamo di Lazio con quella magica atmosfera, quel disincantato desiderio di convincerci che probabilmente questo era l’anno giusto. Ed, invece, sono trascorse soltanto due settimane. Eppure sembra un secolo. Un ricordo sbiadito nella nostra memoria.
Abbiamo, di fatto, azzerato il rapporto spazio e tempo. Siamo stati catapultati in una dimensione transitoria dove galleggiamo noi con i nostri pensieri.
Scrivere di calcio oggi è sempre più difficile perché tutti noi siamo presi da problematiche diverse ma che, comunque, ci riconducono alla minaccia di questo virus infame che ci ha fatto prigionieri.
Però penso che possiamo dirlo.
La Lazio ci manca.
Ci manca quel profumo che ti entra dentro appena ti avvicini alla stadio, ci manca quell’odore intenso degli spalti gremiti. Ci manca, infine, il profumo dell’erba, di un campo sempre verde.
E, poi, quei colori del cielo, quel volo di un’aquila reale, regale.
I cori che partono ed invadono spazi irraggiungibili, passano dentro una curva, salgono lungo i distinti e coinvolgono la tribuna. Ed, allora, senti l’impatto deciso, le braccia si alzano, le mani che sbattono all’unisono creando un ritmo tante volte provato.
I battiti del cuore che aumentano insieme alla convinzione di potercela fare, che quella sarà la volta buona.
Vedi intorno a te volti nuovi e volti diversi. Ma sai bene che ti unisce a loro un percorso nato centoventi anni fa. Ti senti parte integrante di un ideale trasmesso dai padri, trasmesso dai nonni.
E, così, vedi le sciarpe che si aprono, tese, distese. Sembrano un mare, uno sconfinato andirivieni di onde che nessuno scoglio può fermare.
Ma, ormai, ci sei dentro. Impossibile tornare indietro e che vada come deve andare.
La Lazio sta entrando in campo.
Mi desta un suono di un cellulare. Lontano.
E rivedo il computer e queste povere righe.
Torneremo proprio lì. Sicuramente. Più forti e più convinti di prima.
A combattere per quei colori, per quel simbolo, per la Storia.
Avanti Lazio, avanti Laziali!

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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