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“Playoff?… no, grazie”

In un momento tanto difficile per il nostro Paese riuscire a scrivere di calcio non è cosa semplice. Comunque, proviamo ad analizzare brevemente come possa concludersi questo campionato di serie A.
Immaginando, prima di tutto, che il campionato si possa continuare, l’ipotesi di concluderlo con i playoff ritengo sia una trovata surreale. Personalmente l’idea di giocarsi qualcosa con questo sistema del mini torneo, che si tratti di uno scudetto, una retrocessione, una promozione in una serie superiore, non mi ha mai convinto del tutto. Troppe le insidie, troppe le casualità che potrebbero spingere alla vittoria una squadra che si trova magari a venti punti dalla prima in classifica. Ed è anche normale che a spingere per una risoluzione del genere possa essere chi si trova nelle posizioni più arretrate.
Assegnare uno scudetto con questo sistema vorrebbe davvero significare la fine di una manifestata volontà sportiva che dovrebbe, al contrario, primeggiare.
Credo che nessun tifoso della Lazio possa immaginare di veder concluso un campionato che ci ha visto costantemente al vertice della classifica con un mini torneo. No, assolutamente no.
Ad esempio, penso sia corretto ritenere la Coppa Italia secondaria come importanza al campionato ed allora, nonostante le difficoltà tempistiche, è ragionevole immaginare che, al contrario, si possa “penalizzare” proprio Coppa Italia magari posticipando gli incontri delle semifinali e finali a giugno anche se si dovessero accavallare con i recuperi delle altre partite del campionato. Sempre che questo possa essere continuato.
Concludo con la speranza che non debbano essere necessarie regole nuove ed improvvisate per dichiarare una squadra la più forte annullando, di fatto, i valori emersi dopo tante giornate e che, al di là di nuove complicazioni per il nostro Paese, ci sia consentito di giocarsi questo campionato in modo corretto e senza dare adito a perplessità e dubbi troppo forti.
E che questo nostro “strano” Paese possa vincere la battaglia più importante!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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