(Photo by Andrea Staccioli/LightRocket via Getty Images)

Sospensione della Serie A: quali sono i possibili scenari, in base ai regolamenti vigenti?

In questi giorni di grande incertezza in merito alla prosecuzione o meno della Serie A, le domande più frequenti riguardano soprattutto cosa potrebbe accadere in caso di sospensione definitiva del campionato. Sono quindi circolate, freneticamente e convulsamente, diverse ipotesi: dalla validità della classifica alla fine del girone di andata fino al congelamento della stessa all’ultima giornata effettivamente completata.

In tal senso, nelle scorse ore, ci è venuto in soccorso Luca Marelli, ex arbitro di Serie A e B e attualmente consulente aziendale e opinionista sportivo, che in un interessantissimo approfondimento pubblicato sul proprio blog personale, ha smentito (e smontato) tutte le ipotesi fino ad ora avanzate, evidenziando come all’interno dei due statuti da prendere obbligatoriamente in considerazione (quello della FIGC e quello della Lega Serie A) non è previsto alcunché “in merito all’ipotesi di campionato definitivamente sospeso.” Sottolineando inoltre che l’ipotesi sospensione non viene presa in considerazione in generale, e non solo per questioni di calamità naturale.

Non c’è dunque alcun tipo di riferimento normativo che potrebbe giustificare le ipotesi, fantasiose, fino ad ora trapelate. Cosa potrebbe accadere, allora?

A rispondere ci pensa sempre lo stesso Marelli, proponendo alcune alternative sicuramente molto più logiche, assegnando ad ognuna di esse una percentuale di probabilità. Alternative che vi proponiamo, integralmente, di seguito:

1 – situazione emergenziale, soluzione emergenziale: playoff per decidere lo scudetto, l’accesso alla Champions’ League ed all’Europa League della prossima stagione, la zona retrocessione.
Ipotesi che io stesso riferisco come “campata un po’ per aria” per diversi motivi:
– in dodici giornate sono disponibili 36 punti potenziali. Come decidere chi partecipa a cosa?
– per poter ottenere il via libera ad una tale soluzione c’è bisogno dell’unanimità (o quasi) dei voti in assemblea di Lega. Impossibile da raggiungere per il motivo di cui sopra: chi accetterebbe di giocarsi solo l’Europa League con tutti quei punti a disposizione? E per quale motivo l’Atalanta (per esempio) dovrebbe accettare di giocarsi il quarto posto col Napoli che potrebbe essere a 12 punti di distacco?
Possibilità: 1%

2 – Annullamento del Campionato di Serie A e della Coppa Italia che rimarrebbero non assegnati per la stagione 2019/2020.
Per quanto concerne la qualificazione alle Coppe Europee, potrebbe valere legittimamente il concetto di classifica cristallizzata all’ultimo turno completato.
Anche in questo caso si aprirebbero infinite polemiche dato che sappiamo bene quanta differenza ci sia tra Champions’ League ed Europa League (Atalante e Roma), oppure tra Europa League e niente (Napoli, Milan, Verona, Parma, Bologna). Ancor più complessa la vicenda relativa alla zona retrocessione: la differenza tra diritti televisivi di Serie A e Serie B è abissale, impossibile pensare a promozioni e retrocessioni basate su un campionato largamente incompleto.
Si potrebbe pensare ad un congelamento dei partecipanti: ma poi chi lo dice al Benevento che ha praticamente vinto il campionato da dicembre? Allarghiamo la Serie A a 22 o 23 squadre?
Assurdo anche solo pensarlo.
Al di là del fatto che la strada è di ridurre la serie A a 18 squadre, difficile ipotizzare che le 20 di Serie A possano mai accettare di dividere i diritti televisivi con 2 o 3 squadre in più.
Perché 2 o 3, poi?
Perché le promozioni dirette dalla Serie B sono solo due, la terza è la vincente dei playoff tra le squadre classificatesi tra il terzo e l’ottavo posto.
E chi ci assicura che proprio queste sei società, escluse a tavolino dal finale di stagione, non pretendano di partecipare alla Serie A, legittimamente sostenendo che avrebbero vinto sicuramente i playoff?
Chiaro che, in questo scenario, anche la Supercoppa 2020/2021 verrebbe annullata, sempre che non venga sostituita con una formula allargata a più squadre (un po’ come la gemella spagnola).
Possibilità: 14%

3 – Rinvio dell’Europeo all’estate 2021, conclusione dei campionati tra giugno e luglio.
E’ l’ipotesi più probabile, al momento.
Infantino più chiaramente, Ceferin in modo più sibillino (come al suo solito…) hanno ventilato l’ipotesi che l’Europeo possa slittare di qualche settimana o all’anno prossimo. Onestamente dubito che l’Italia sia il crogiuolo dell’epidemia.
Dubito seriamente che in Germania il virus sia selettivo, colpendo solo persone di età inferiore ai 50 anni che, grazie ad anticorpi supereroi, non permettono la morte di un singolo tedesco.
Dubito che i contagiati francesi, spagnoli, inglesi e di tutta Europa rimangano casi isolati.
Trovo semplicemente folle pensare che, nell’epoca della globalizzazione e dei viaggi a Londra, Madrid o Parigi con cento euro di aereo si possa pensare che non ci saranno conseguenze gravi anche altrove. Se l’Italia arriverà alla sospensione del campionato (eventualità che ritengo solo questione di tempo: se non sarà dalla prossima settimana, sarà quella dopo), stessa conseguenza ci sarà anche altrove, a meno che
non si voglia continuare a giocare davanti a 65000 spettatori come a Monaco di Baviera con oltre 800 contagi accertati e con il Ministro della Salute che, alle 15.16 (proprio nel corso di Bayern-Augsburg), ha sollecitato un provvedimento per impedire lo svolgimento di qualsiasi competizione che coinvolga più di mille persone:
In Italia abbiamo cominciato a rinviare Inter-Sampdoria con meno di 80 contagiati, in Germania tutto sembra normale con oltre 800 casi accertati: oggettivamente non ha senso.
Sono pronto a scommettere che, tra due settimane, all’estero si renderanno conto di quanto abbiano sottovalutato un’emergenza di cui si conosceva la gravità in Cina da gennaio ed oggi in Italia.
Possibilità: 85%

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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