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“La stagione delle scelte”

Non intendo affrontare il problema del coronavirus sotto l’aspetto politico, cioè delle scelte effettuate, dei controlli, degli atteggiamenti, delle decisioni che riguardano esclusivamente le responsabilità oggettive della classe politica.
Nemmeno, almeno per adesso, mettere qualcuno sul banco degli imputati. Questo è esercizio difficile e prematuro.
Nemmeno analizzare il comportamento della comunicazione nelle sue linee generali, le opinioni, i punti di vista, le scelte programmate negli interventi sui media, social media, negli spazi dedicati a questo enorme problema.
Il mondo dello sport ha reagito, e questo è del tutto evidente, mostrando un disinteresse completo sulle problematiche legate al contagio, allo spostamento di persone, alla volontà vera di essere collaborativi. Possedere quello spirito di collaborazione che avrebbe consentito quella chiarezza da tutti richiesta e, purtroppo, non intercettata.
In particolare il mondo del calcio perde, di fatto, l’ennesima occasione per mostrarsi compatto, unito, attento nel cercare di trovare soluzioni che risultino mediate e concordate con obiettività.
Troppi gli interessi in gioco, troppe le parole forti, troppi gli atteggiamenti aggressivi. Troppo il potere ed il peso specifico delle società.

Ma seppur volessimo, in qualche timido modo, trovare giustificazioni o accettare supinamente le scelte effettuate dal governo del calcio non potremo interrogarci su un fatto accaduto ieri.
Un evento che non soltanto pone forti dubbi sull’operato della lega calcio, ma getta interrogativi seri a conferma di ciò che intendevamo in precedenza.
Gli interessi al di sopra di tutto.
Ebbene, qualcuno ci spieghi come mai si è giocata una giornata del Campionato di Serie B che ha visto coinvolto l’intero paese sotto l’aspetto geografico a dispetto di un Campionato di Serie A che sembrerebbe bloccato dagli stessi organi.
Vorremmo, almeno in queste circostanze particolari, un’uniformità di giudizio e di scelte che dimostrerebbe unità di intenti al fine di risolvere situazioni difficili.
La Serie A e la Serie B.
Un po’ come la vita.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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