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Felipe Caicedo esulta dopo il gol 28-09-2017 Roma Incontro di Europa League SS Lazio Vs Zulte Waregen allo stadio Gelredome di Arnhem in Olanda. @ Marco Rosi / Fotonotizia

“Amami, o faccio un Caicedo”: il Panterone raggiunge le 100 presenze con la Lazio

Felipe Caicedo sembrava essere sul piede di partenza all’inizio di questa stagione. Poi è arrivata la notizia del rinnovo, anche grazie alla volontà di Simone Inzaghi, che ha lavorato tanto affinché la sua permenenza in biancoceleste venisse confermata. L’ecuadoregno è dunque rimasto a Roma, legandosi al club biancoceleste con un contratto fino al 2022.

Inseritosi in un gruppo già rodato e coeso, ora intravede, insieme ai suoi compagni, e anche grazie al suo apporto, un traguardo quasi impensabile ad inizio stagione. Sebbene per qualcuno, ancora oggi, rimanga solo il ricordo della brutta prestazione di Crotone di due anni fa, già l’anno scorso il Panterone aveva saputo far ricredere chi lo accusava di non essere una riserva all’altezza. Una ”riserva” che, invece, non ha mai pronunciato una parola fuori posto, dimostrando di essere un ragazzo disponibilissimo, oltre che un’atleta esemplare.

Questo, poi, è stato l’anno del definitivo riscatto. Nel corso di questa stagione, infatti, è risultato fondamentale e decisivo nelle trasferte di Sassuolo, Parma e Cagliari. Non solo perché ha regalato i 3 punti con i suoi gol, ma anche perché ha contribuito ad allungare la striscia di vittorie consecutive della squadra.

Come si dice, ”vincere aiuta a vincere”. Ed infatti, grazie anche alle sue prestazioni, la Lazio è riuscita ad inanellare ben 11 vittorie di fila, tra le quali quella con la Juventus, conquistata anche con la marcatura dello stesso Caicedo, quella de definitivo 3-1, che chiuse di fatto la partita, dopo il rigore fallito da Immobile.

Caicedo si è sempre fatto trovare pronto e, come precedentemente detto, ha saputo regalare punti preziosi per la squadra. Senza dimenticare che, troppo spesso, si è parlato di lui definendolo, erroneamente, “non all’altezza” di Immobile e Correa. Magari anche ipotizzando, in maniera del tutto ingiustificata, delle carenze tecniche dello stesso calciatore. Invece, al di là del rendimento nella prima stagione biancoceleste, chiunque mastichi un po’ di calcio non può negare il suo indiscutibile valore tecnico e tattico, unito ad una forza fisica imponente.

Nonostante sia additato come riserva, il suo impegno rimane costante ed encomiabile. Sempre a disposizione del mister e della squadra. Simone Inzaghi lo ha più volte definito “il dodicesimo titolare“, mentre lo stesso Correa, con il quale spesso si giocano la maglia da titolare al fianco di Ciro, dopo aver segnato il gol del raddoppio contro il Bologna, è corso ad abbracciarlo, in panchina, dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la forza e l’unione di questo gruppo.

E lui, proprio con la partita di sabato scorso contro i felsinei, ha anche raggiunto il traguardo delle 100 presenze con la maglia della prima squadra della Capitale. Entrando, quindi, di diritto, anche per lo spirito di sacrificio e l’abnegazione, nella storia di questo club e nel cuore dei tifosi biancocelesti.

Ora, sugli spalti dello Stadio Olimpico ed in trasferta, si intona anche a gran voce il coro ”Amami o faccio un Caicedoooo”,  sulle celebri note di “Amami o faccio un casino” di Coez.
Ad averne di “riserve” come lui, anche in altri ruoli.
Ad victoriam Felipe!