fbpx

“Correva l’anno 1973-1974”, un romanzo sulla Lazio scritto da Pierpaolo Gentili. Intervistiamo l’autore

Una domenica inusuale, senza calcio (o quasi), diventa praticamente perfetta per dare il giusto spazio ad un tifoso laziale d’eccellenza, affermato scrittore, e alla sua opera più recente, pubblicata proprio nei giorni scorsi.
Parliamo di Pierpaolo Gentili e del suo ultimo libro, intitolato “correva l’anno 1973-1974”. Ultimo di una lunga serie tra l’altro, visto che Pierpaolo ha già pubblicato in passato “La luna, inevitabilmente, e la vita”,  “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco…Mat”, “L’amore rende belli” con Fabiola Cimminella  e “Calcio d’inizio”, venendo inoltre segnalato in occasione del prestigioso “Premio Internazionale Eugenio Montale”, e vincendo il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone” ed il “Premio Mondadori”, nel 2018.
Recentemente, tra l’altro, si è cimentato anche come regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi, ed ha avuto anche un passato da conduttore radiofonico ed opinionista presso diverse emittenti locali, oltre ad essere stato chiamato a far parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”. Ha inoltre fondato la rivista “Diffidare dalle imitazioni” e ha ricoperto numerosi incarichi in passato, tra i quali quello di Responsabile dell’Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti” e “Versicolori” e Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” unitamente al sottoscritto.
E proprio per il breve, ma comunque intenso, percorso professionale trascorso insieme nel corso di quella bellissima esperienza, Pierpaolo Gentili, oltre ad essere uno stimato scrittore, è per me anche un grande amico. Ed è dunque per me un immenso piacere poterlo intervistare a nome di “NoiBiancocelesti“. Un’intervista che si è tramutata, inevitabilmente, in una sorta di “chiacchierata tra vecchi amici“, per l’appunto. E che ho il piacere di proporvi di seguito.

E’ uscito il libro “correva l’anno 1973-1974” edito da PAV Edizioni. Un romanzo il cui riferimento alla Lazio, sia per il titolo e sia per alcune immagini in copertina, sembra piuttosto chiaro. Ma di cosa parla questa tua nuova opera, Pierpaolo?

“Daniele, prima di tutto vorrei ringraziare te, Franco Capodaglio  e NoiBiancocelesti per l’opportunità che mi date di poter parlare del libro. Fino a qualche anno fa, mi capitava spesso di incontrare tifosi della Lazio che, conoscendo la mia attività di scrittore, mi chiedevano “perché non scrivi un libro sulla Lazio?”. Ma, come ben tu sai, l’ispirazione è un momento particolare e che non ha una sua identità precisa, non c’è “l’interruttore” dell’ispirazione. Così, quando ho sentito più forte una motivazione ed una spinta verso la scrittura inerente l’argomento, ho pensato che, prima di scrivere un libro sulla Lazio, avrei dovuto immaginare il periodo da prendere come riferimento ed ho subito pensato di raccontare la storia del primo scudetto. Appunto quello del campionato 1973-1974 e che ho avuto la fortuna di vivere. Nel libro ritroviamo le partite più importanti di quella favolosa stagione ma non solo. Il modo di tifare, andare allo stadio cinque, sei ore prima, attendere che i calciatori uscissero dagli spogliatoi. Le sedute sugli spalti che erano come le panchine dei giardinetti. Verdi, di legno. Il profumo dei panini, del vino, le carte da gioco per far passare il tempo. Ecco tutto ciò è “correva l’anno 1973 – 1974”. Ma non solo. In fase di costruzione di questo progetto, ci sono tre piani di scrittura diversi che fanno, di questo libro, un vero e proprio romanzo.
A. il protagonista trascorre insonne una tempestosa nottata romana avvolta dal ricordo, dalle emozioni, dalle forti sensazioni e con un finale a sorpresa. In appendice potete trovare gli episodi di cronaca che si sono verificati qualche giorno prima o dopo le partite della Lazio trasformando il libro in uno spaccato degli anni 70.
Antonio Buccioni, Presidente della Polisportiva, che ha redatto la prefazione al testo e che ringrazio di cuore, sostiene che un vero e proprio romanzo sulla Lazio non era mai stato scritto. E, per me, è fonte di orgoglio e soddisfazione.
Le presentazioni del libro verranno anticipate dalla proiezione di un corto dal titolo omonimo scritto e diretto da me.”

Al di là dell’amore e della passione per i colori biancocelesti, di cui avremo modo di parlare più avanti, cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo? E cosa ti piacerebbe venisse trasmesso al lettore?

“Dunque, Daniele, i miei libri sono sempre autobiografici. Mi attrae molto il tema del ricordo, della memoria evidenziando la differenza sostanziale  che esiste tra queste due situazioni. Per rispondere alla tua domanda relativamente alla spinta, direi il forte desiderio di scrivere qualcosa sulla Lazio. Ma cercando, sperando di esserci riuscito, di non risultare banale o, come dire, scrivere qualcosa di “già sentito”.
Mi piacerebbe che i lettori, specialmente i più giovani, coloro che, comunque, non hanno vissuto de visu quel campionato straordinario possano rivivere quei momenti ed essere travolti dalle emozioni. Sarei felice se ciò accadesse.”

A questo tuo nuovo lavoro è legata, tra l’altro, un’iniziativa di solidarietà davvero lodevole e che merita di essere evidenziata. Vuoi parlarcene più nello specifico, cortesemente?

“Daniele, certo. Mentre stavo scrivendo il libro pensavo che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa per i bambini in difficoltà. Proprio durante quei giorni mi apparivano su Facebook le notizie dell’attività svolta da un carissimo amico, Riccardo Paciaroni, presidente di Leucevia. Ci siamo sentiti ed è nata questa iniziativa. In pratica, i miei compensi, nella loro interezza, andranno all’Associazione LeuceVia di Riccardo Paciaroni, una Società No-Profit che investirà tali fondi in “Play Hospital” (https://www.leucevia.it/play-hospital) il Progetto ormai collaudato che prevede, ogni giorno, la donazione di giocattoli della catena di negozi “Tiger” ai circa 120 bambini che quotidianamente affollano il Day Hospital Onco-Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Leucevia. E, così, abbiamo unito la solidarietà alla Lazio e questo mi rende davvero felice. Un buon motivo in più per acquistare il libro in vendita sul sito della Pav Edizioni che ringrazio in modo sentito.”

Un’iniziativa meravigliosa, che rende questo tuo lavoro ancora più speciale. Come detto precedentemente, però, vorrei soffermarmi anche sulla tua indiscussa Lazialità: mi piacerebbe quindi che ci raccontassi come e quando nasce la tua passione per la prima squadra della Capitale?

“Noi, in famiglia, siamo Laziali sin dalle origini, proprio dalla nascita.  Mio nonno, mio padre, io, i miei figli. Tutti! Diciamo che abbiamo lavorato bene al fine di trasmettere la Lazialità. Come dire, per me è naturale essere della Lazio e non riesco a distinguere cosa, quale momento mi abbia spinto  verso questi colori. Per me non ce ne sono altri. Possediamo un dna biancazzurro…. o, meglio, biancoceleste…”

E allora, inevitabilmente, ci tocca parlare del presente e del campionato attuale. Una stagione calcistica, quella che stiamo vivendo, davvero entusiasmante. Un giudizio su questa Lazio? E chi pensi sia l’autore (giusto per rimanere in tema) principale di questa annata a tinte biancocelesti?

“La classica domanda che mette in difficoltà… al primo posto, almeno secondo me, metterei Simone Inzaghi. Penso che senza di lui non staremmo qui a vivere questo sogno meraviglioso. Le analogie con Tommaso Maestrelli sono talmente tante ed evidenti che davvero Simone rappresenta quella figura che attendevamo da tempo. I giocatori che non intendo menzionare per evitare di fare classifiche all’interno di questa incredibile “famiglia” stanno dando tutto ciò che è nelle loro possibilità  contribuendo a qualcosa di unico. Ma, se mi consenti, una parola la spenderei per i tifosi.  Non voglio tornare sulle problematiche  che, negli ultimi anni, hanno visto la suddivisione del tifo biancoceleste ma dobbiamo riconoscere che quest’anno la gente laziale sta veramente trasportando la squadra, la sta prendendo per mano ogni gara, in casa come fuori conducendola vicino alla vetta della classifica. Concludo sottolineando come, proprio in appendice di “correva l’anno 1973 – 1974”, troverete pagine dedicate a questo situazione.”

Ottimo. Tornando a te, infine: ti abbiamo conosciuto e apprezzato come scrittore di libri e romanzi, come giornalista e opinionista e addirittura, recentemente, come regista. Ulteriori progetti per il futuro?

“Caro Daniele, in cantiere ci sono alcune iniziative interessanti come l’uscita di un nuovo romanzo. In verità, uno di questi progetti in particolare sarebbe davvero  fantastico riuscire a realizzarlo, ma siamo sulla strada giusta.  Posso soltanto dirti che non si tratterebbe di un libro… ma sarai il primo a saperlo appena c’è l’ok per la realizzazione…”

Siamo in conclusione. Vuoi aggiungere qualcosa?

“Daniele ti ringrazio perché mi dai l’opportunità di fare un’ultima riflessione. Di solito, quando si parla dei due scudetti vinti dalla Lazio si usano frasi di questo tipo. Per il primo scudetto: “la Lazio di Maestrelli”, “la Lazio di Chinaglia” mentre per il secondo scudetto “la Lazio di Cragnotti”. Ecco. Pur essendo concettualmente delle frasi vere, manca secondo me una frase che darebbe il senso della verità storica di questo nostro club. All’appello manca, per il primo scudetto, la frase “la Lazio di Lenzini”.  Questo per sottolineare quanto la figura di Umberto Lenzini sia stata davvero significativa per la vittoria del  1974. Infine, nel libro “correva l’anno 1973 – 1974” si può trovare il senso di questo concetto nelle pagine conclusive.”

Grazie di cuore, Pierpaolo. Non vedo l’ora di leggere il tuo libro. Sono certo che anche in questa occasione non deluderai assolutamente le aspettative.

Daniele, augurandoti buon lavoro, ti ringrazio per l’intervista e mando un abbraccio forte a Franco ed a tutta la redazione di NoiBiancocelsti!”

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

Daniele Caroleo ha 978 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daniele Caroleo

Avatar