ESCLUSIVA – Dino Zoff: “Contro l’Inter non mi accontenterei del pareggio. La Lazio ha il diritto di lottare per lo scudetto”

La sfida con l’Inter incombe. La Lazio ospita i nerazzurri nella notte dell’Olimpico, pronto a indossare l’abito più congeniale alle grandi occasioni. La squadra di Inzaghi, reduce dal blitz di Parma, sogna il sorpasso ai danni degli uomini di Conte, sorpresi in settimana dal Napoli nel primo round di semifinale di Coppa Italia. Novanta minuti intensi, vibranti, attendono di nuovo i biancocelesti, chiamati a non sbagliare per proseguire una marcia avvincente, a tratti straripante, condita da diciotto risultati utili di fila. Alla vigilia della sfida che può valere una stagione abbiamo raccolto le impressioni di Dino Zoff. Emblema del calcio italiano, classe ’42, il friulano (l’unico calciatore italiano capace di vincere un europeo e un mondiale) analizza con il consueto aplomb il posticipo della ventiquattresima giornata. La Lazio è stata un crocevia importante della sua carriera, della prima società romana si è innamorato fino a diventarne anche presidente durante l’era cragnottiana. L’eloquio è infarcito di lunghe pause, ritmato dal quel caratteristico intercalare che fa da prologo allo “Zoff pensiero”. Risposte brevi e mai banali, coerenti con il suo stile elegante e sobrio insieme, lo stesso che esibiva tra i pali al cospetto di grandi campioni.

Salve Zoff, la Lazio ospita l’Inter nella sfida più intrigante del turno numero 24: quali sono le sue sensazioni?

“Sarà una sfida importante ma non decisiva, a mio avviso, che vedrà protagoniste due squadre in ottima forma, capaci di tenere il passo della Juventus. La squadra biancoceleste non dovrà far calcoli di sorta cercando di ottenere il massimo: se fossi Inzaghi non mi accontenterei del pari…”

Si aspettava, ai nastri di partenza, una Lazio così forte, capace addirittura di lottare per lo scudetto?

“All’inizio ero molto fiducioso e convinto della bontà dell’organico a disposizione dell’allenatore, ma non pensavo francamente che a questo punto della stagione la Lazio avrebbe stazionato ai vertici della graduatoria; l’obiettivo dichiarato era la tanto agognata Champions e invece Immobile e compagni stanno stupendo tutti a suon di vittorie…”

Tra i tanti segreti di questa straordinaria Lazio c’è anche e soprattutto uno Strakosha sugli scudi: che cosa pensa delle crescita esponenziale del portiere albanese?

“Non sono meravigliato più di tanto, conoscevo il valore del ragazzo, protagonista fin qui di un’ottima stagione. Se Strakosha sta facendo cose egregie tra i pali subendo pochi gol, il merito va anche a tutta la squadra, in particolare al pacchetto arretrato che annovera un certo Acerbi, difensore molto intelligente che stimo molto”.

Due battute su un ragazzo che conosce molto bene avendolo anche allenato: Simone Inzaghi…

“Simone sta facendo cose straordinarie, a dispetto dell’età ha dimostrato di meritare ampiamente di sedere su una panchina importante come quella biancoceleste. Già quando l’allenavo era un ragazzo molto serio e ligio al dovere, qualità che sta dimostrando nelle rinnovate vesti di allenatore. Intanto ha già vinto alcuni trofei che, oltre a rimpinguare la bacheca, rappresentano un incentivo a fare sempre meglio. Inzaghi è un tecnico moderno, bravo perchè non si fossilizza su un solo modulo, poi ha il vantaggio non trascurabile di conoscere bene l’ambiente”.

Crede veramente nel sogno scudetto?

“A questo punto della stagione tutto può accadere, è chiaro che non è facile perchè è una corsa a tre, specie quando gli avversari si chiamano Juve e Inter; intanto la Lazio si trova lassù e ha il diritto di provarci fino alla fine, fermo restando che, a mio giudizio, i bianconeri hanno qualcosa in più delle altre”.

Una Juve però in flessione, troppo dipendente da Ronaldo, non crede?

Sto sentendo critiche un po’ troppo ingenerose nei confronti dei bianconeri e del suo allenatore. Sarri è alla prima esperienza sulla panchina dei campioni d’Italia ed è in corsa su tre fronti; la stagione sta entrando nel vivo, tra poco riprenderà la Champions e la squadra sarà chiamata agli straordinari: l’attualità, intanto, dice che Ronaldo e soci sono primi in classifica in campionato e credo che il primato non sia figlio della casualità.”

Tra qualche mese prenderà il via l’Europeo e l’unica vittoria azzurra, nel lontano ’68, la vide protagonista tra i pali: crede sia l’anno giusto?

“Abbiamo una Nazionale molto forte, Mancini sta facendo un lavoro importante, il nostro girone non è poi così trascendentale: credo ci siano tutte le premesse per un grande torneo, poi con un Immobile così…”

Prima di congedarla, un pronostico sulla sfida di domenica sera…

Non sono solito azzardare previsioni, è indubbiamente una sfida affascinante, aperta a ogni risultato. La Lazio sta giocando un ottimo calcio e godrà anche dell’appoggio di un Olimpico strapieno. Il cuore direbbe Lazio, ma attenzione ai nerazzurri che davanti possono fare davvero male. Mi auguro che sia una grande serata di calcio, poi vinca il migliore…”.

Parola di Zoff.

Libero Marino

Esperienze lavorative: Provincia, Ciociaria Oggi, CittaCeleste e LazioPolis

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