Società Sportiva Lazio al Salone d’onore del Coni

Giovedì 9 al Salone d’onore del CONI al Foro Italico, in occasione dei 120 anni della Società Sportiva Lazio, si è tenuta una cerimonia in cui è stato consegnato il Premio Bigiarelli 2020 e un riconoscimento speciale ad ogni Sezione per un suo “Atleta della Storia”. Sono stati premiati con la statuetta che ritrae il fondatore del sodalizio biancoceleste:

Franco Chimenti (Vice Presidente Vicario del CONI e Presidente della Federgolf)

Prof. Emmanuele Emanuele (Presidente Onorario della Società Sportiva Lazio)

Claudio Lotito (Presidente della Lazio Calcio)

Igli Tare (Direttore Sportivo della Lazio Calcio)

Marco Parolo (Giocatore della Lazio Calcio)

Paolo Barelli (Presidente della Federnuoto – Ex nuotatore biancoceleste)

Gianluca Pollini (Presidente della Lazio Atletica Leggera – Vice Presidente della S.S. Lazio)

Felice Virno (Campione d’Italia con la Lazio Pallauoto nel 1956 – Presidente Onorario della Lazio Nuoto)

Diego Latini (Ex fedelissimo pallanuotista biancoceleste)

 

Prof. Emmanuele Emanuele (Presidente Onorario della Società Sportiva Lazio)

 

I festeggiamenti sono proseguiti in Piazza della Libertà dove nel villaggio biancoceleste allestito dalla Sezione Motociclismo – con Lazio100 e Lazio Fan Shop, il sostegno della Regione Lazio ed il patrocinio della Società Sportiva Lazio e del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento – sono stati svelati i nuovi legii voluti e curati dalla Sezione Atletica Leggera.

La giornata si è conclusa al Convento dei Cappuccini in Via Veneto, sede storica della S.S. Lazio dal Maggio 1915 al Novembre 1924, dove sono stati presentati i libri “La storia” (curato da Fabio Argentin), Casacche e divise – Gli atleti della Lazio nella II Guerra Mondiale” (opera di LazioWiki) e “Società Podistica Lazio, 1920-1926 ideali sportivi olimpici, unitari, romani e biancocelesti” (scritto da Marco Impiglia).

 

Queste le parole del Presidente Generale Antonio Buccioni per il compleanno del sodalizio:

“La Società Sportiva Lazio celebra il 120emo anniversario della propria costituzione e la lieta ricorrenza ci consente di raggiungere il popolo delle atlete e degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti dell’universo biancoceleste augurando a tutti loro le migliori fortune nell’anno che nasce e, nel contempo, suggellare il consolidamento della propria personale religione biancoceleste.

La circostanza consente altresì di riaffermare i principi e i valori nei quali affondano le radici ideali, morali, culturali e sportive della Lazio.

La Lazio è nata per la volontà della gioventù romana – all’alba del XX secolo – di rendere lo sport, fino ad allora prerogativa di pochissimi, un fenomeno moderno e popolare.

La quindicina di iniziatori di allora è divenuta – lungo gli svariati decenni – una comunità di diecimila atleti, sostenuti da altrettante famiglie e con una popolazione di tifosi, sicuramente innamorati del calcio ma comunque emotivamente coinvolti dalle fortune di tutte le attività praticate, come la sesta tifoseria italiana: forse la famiglia sociale più importante di Roma e della Regione.

La Lazio si mantiene, si rinnova e prospera perché, nei diversi lustri, ha saputo tempestivamente adeguarsi alle novità ed è riuscita, unica, nell’intento di mantenere e consolidare il sistema strutturale contemperando interessi divenuti, nel tempo, eterogenei: non è un caso che, all’esordio del 121emo anno di attività sociale del Sodalizio, possano coesistere, nel proprio alveo, una società quotata in Borsa, come la Lazio Calcio, e un consesso di attività sportiva primordiale e a vocazione non agonistica come la Lazio Escursionismo.

La Lazio non ha portato il calcio a Roma: ha insegnato lo sport all’Italia.

Il calcio costituisce per me, come per quasi tutti i Laziali, quel gioco fatale che, da aspirante e vanesio Campione, ti fa sognare e, da tifoso, palpitare lungo una vita intera. Ma chiunque ritenesse di cogliere l’essenza della Lazio nella sola espressione calcistica non avrebbe compreso nulla, davvero nulla, della storia, dell’epopea, del DNA, oggi si direbbe, del Sodalizio.

Generazioni su generazioni di atlete ed atleti si sono resi artefici e protagonisti della nascita, della crescita, dello sviluppo e del consolidamento dell’ideale biancoceleste, servendolo con lealtà e coraggio, sui terreni di gioco come nelle piscine, nei palazzetti come sui “diamanti”, in aria come negli abissi.

In una Italia dove, ogni ora che trascorre, si allarga desolatamente, almeno da un punto di vista socio-culturale, la forbice tra il mondo del calcio, detto post-professionistico, e il resto del movimento, il Sistema-Lazio, oggi più che mai, risulta essere un’oasi di equilibrata considerazione e di pari dignità.

Del resto, forse, il panegirico più esaltante mai percepito nei quaranta anni di milizia al servizio dell’ideale, scaturita nel contesto irripetibile di una edizione di “Di Padre in Figlio”, è stata la considerazione “di queste cose, nel panorama Sportivo internazionale, sono capaci, in via esclusiva, il CIO, nelle manifestazioni di apertura delle diverse edizioni dei Giochi Olimpici e la Società Sportiva Lazio di Roma”.

Ben consapevoli degli ostacoli e delle difficoltà che accompagnano da sempre il nostro cammino continuiamo allora a nutrirci di Lazio, ovvero della favola più bella, misteriosa ed esaltante, tragica ed epica che è stata scritta nella città di Roma dal nove gennaio 1900 ad oggi.”

Tutte le info e le attività del sodalizio nel sito www.sslazio.org

Giovanni Lando Fioroni

Laziale dalla nascita, dal 2011 dirigente della S.S. Lazio Motociclismo, narratore delle attività della Società Sportiva Lazio "la Polisportiva più grande ed antica d'Europa"... una vita in Biancoceleste!

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