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Sebastiano Siviglia a ‘Noi Biancocelesti’: “La Lazio può dare fastidio a Juve e Inter. Supercoppa sfida da tripla”

Ormai il conto alla rovescia per la Supercoppa sta per terminare. Lazio e Juventus sono pronte a sfidarsi in quel di Riyad in un match che metterà in palio il trofeo. Per analizzare la sfida di domenica, ma anche per parlare del momento magico che stanno vivendo i biancocelesti, la nostra redazione ha contattato Sebastiano Siviglia, ex difensore della squadra capitolina.

Qual ‘è il tuo pensiero su questo grande momento che sta vivendo la Lazio?

Finalmente sono venute fuori la maturità e le qualità di questa squadra. In questo periodo la Lazio sta mettendo in mostra tutta la sua forza. Anche in passato si parlava di queste potenzialità e oggi i biancocelesti le stanno dimostrando“.

Il fatto che la Lazio abbia vinto così tante partite all’ultimo è un segnale di quella maturità di cui hai parlato?

Senza alcun dubbio è un segnale di maturità e di forza. Testimonia quella convinzione di essere superiori ai propri avversari e quel riuscire poi a dimostrarlo. Forse prima lo si pensava, ma si faceva fatica a dimostrarlo. Gli ultimi risultati sono la prova del fatto che questa squadra può mettere in difficoltà e vincere contro chiunque“.

Queste partite hanno in messo in mostra anche il valore è l’utilità di alcuni giocatori subentrati, come Caicedo,  Cataldi e Jony. Forse il giudizio negativo sulla panchina della Lazio è stato troppo frettoloso?

Per me Caicedo è sempre stata una costante. Lui sa proiettarsi nei minuti finali con la giusta convinzione. È stato spesso determinante, come lo è stato anche Cataldi. La Lazio ha ritrovato continuità e armonia all’interno del gruppo ed effettivamente la panchina sta dando un contributo importante. Io penso che la squadra è competitiva e lo è stata anche quando non girava nella maniera giusta“.

In casa Lazio non si vuole pronunciare una determinata parola. Pur senza pronunciarla, secondo te questa Lazio può dare fastidio fino alla fine a Juventus e Inter?

A dirlo sono i numeri. In questo momento la Lazio è potenzialmente a -3 dalla vetta. Sono i fatti che dicono che si potrebbe raggiungere un traguardo così importante. Non penso che sia un’ipotesi fantasiosa, ma realistica. Squadre come l’Inter e la Juve hanno anche partite di Coppa, che possono sottrarre risorse ed energie. Invece la Lazio può dedicarsi completamente, eccetto la Coppa Italia, al campionato“.

Riallacciandosi a questa tua ultima affermazione, l’eliminazione dall’Europa League, che è stata comunque una delusione, potrebbe alla lunga rivelarsi un vantaggio?

Penso di sì. Ovviamente non fa piacere essere eliminati, ma questa potrebbe rivelarsi un’opportunità. Si avranno maggiori energie da dedicare al campionato“.

Passando al match di domenica, secondo te i biancocelesti si troveranno di fronte una Juventus arrabbiata e desiderosa di vendicare la sconfitta in campionato?

Questo senza dubbio. Ci sarà in palio un trofeo. Sarà una Juve che avrà voglia di fare una partita importante e di vincere. Ci sarà quel senso di rivalsa. Di fronte ci sarà però una Lazio che vorrà continuare a stupire. Gli uomini di Inzaghi hanno inanellato una serie di vittorie consecutive importanti e vogliono continuare questa striscia, facendolo in un contesto importante e contro un avversario di livello. I capitolini hanno già dimostrato di saper sovvertire i pronostici“.

In queste ultime partite la Juventus ha giocato con il tridente. Questo potrebbe rivelarsi, dal punto di vista tattico, un vantaggio per la Lazio?

Il discorso è legato agli equilibri. Dybala, Ronaldo e Higuain sono formidabili dal punto di vista realizzativo, ma potrebbero lasciare qualcosina dal punto di vista difensivo. Ed è qui che si potrebbe infilare la capacità della Lazio di ribaltare le situazioni di gioco e di sfruttare le ripartenze. Sicuramente sarà una partita spettacolare. Sarà importante l’atteggiamento di entrambe le squadre. Sarà una sfida da tripla, a viso aperto e senza particolari tatticismi“.

La vittoria di campionato può essere un rischio? Simone Inzaghi dovrà far capire a suoi giocatori che comunque si ripartirà da zero e che quel successo non conta…

Io sono convinto che i giocatori scenderanno in campo con l’idea di poter battere la Juventus, visto che l’hanno già fatto. Il mister farà le sue valutazioni e saprà come stimolare i suoi calciatori. Inzaghi sta facendo un gran lavoro e sono sicuro che lo farà anche lì a Riyad“.

Chi possono essere, sia da una parte che dall’altra, i giocatori in grado di fare la differenza?

Io penso che i giocatori in grado di rompere gli equilibri siano sempre quelli offensivi. È successo in campionato e credo accadrà anche domenica. Quindi mi aspetto tanto da Immobile, Correa, Ronaldo e Dybala. Saranno loro i protagonisti“.

Quando si parla di Supercoppa con Sebastiano Siviglia non si può non parlare di quell’8 agosto 2009 e di quella vittoria sull’Inter di Mourinho. Che ricordi hai di quella giornata?

“Mi ricordo la grande attesa e uno stadio, a partire dal nome il ‘Nido dell’uccello’, che ci ha dato maggiore forza e maggiore coraggio. Giocare contro una corazzata del genere era uno stimolo in più. Davvero una grandissima emozione. Rappresentare l’Italia in Cina, con il simbolo del Colosseo sul petto, è stato un motivo di grande orgoglio e un vero e proprio onore. Vado davvero orgoglioso di esser stato tra i protagonisti”.

Ripensando alla tua esperienza di quel giorno, pensi che giocare all’estero, può essere più uno svantaggio, in quanto si sente meno il calore e la vicinanza dei propri tifosi, o un vantaggio, avendo probabilmente minori pressioni?

Non penso che calciatori di quel valore sentano la pressione. È uno svantaggio, perché si sente meno il senso di appartenenza, che condividi con la tua gente. Però allo stesso tempo è importante allargare gli orizzonti. Fai conoscere il tuo club al di fuori dell’Europa e per due società importanti come la Juventus e Lazio è un aspetto fondamentale. Il nostro calcio ha bisogno di riproporre il proprio prodotto all’estero“.

Tu sei stato tra i protagonisti dei primi due trofei dell’era Lotito, la Coppa Italia e appunto la Supercoppa 2009. A distanza di 10 anni, si può dire che la Lazio abbia comunque intrapreso un percorso di crescita graduale?

Sicuramente. Lotito e Tare hanno inciso in maniera decisiva in questa crescita. Il patron ha fatto un percorso con tante difficoltà, ma in maniera graduale. Oggi sta ottenendo ottimi risultati. Va riconosciuto il merito a tutti quelli che hanno partecipato, anche ai giocatori e a quelli che hanno lavorato dietro le quinte. È stata una crescita graduale, ma costante“.

Siamo in periodo natalizio. Secondo te quale potrebbe essere il regalo che vorrebbe la società Lazio?

Sicuramente penso che ci vorrebbe una contributo alla crescita di questo club, a partire magari dalla vittoria in Supercoppa“.

Qual è il tuo ricordo più bello negli anni vissuti a Roma? 

Con un ricordo in particolare sminuirei tutti gli altri, perché ne ho vissuti tanti. Per me è stato un periodo fantastico. Voglio però ricordare il momento in cui ho varcato il cancello di Formello. Per me sono stati sei anni meravigliosi, dove ho vinto anche dei trofei e mi sono levato soddisfazioni personali. Vado fiero di tutto quello che ho fatto in biancoceleste“.

Vuoi dire qualcosa ai tifosi della Lazio?

Faccio un grandissimo augurio di Natale a tutti i tifosi della Lazio. Spero che per loro il 2020 sia un anno stupendo e che arrivino quei traguardi che ogni sostenitore vorrebbe. Me lo auguro con tutto il cuore“.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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