fbpx

Milinkovic e le (ennesime) sirene di mercato: è meglio cederlo, per reinvestire, o trattenerlo, per costruire intorno a lui?

Il Sergente che tutti conoscevano è finalmente tornato. Il profilo di assoluto spessore tecnico e fisico, unito alle buone prestazioni di questo inizio di stagione, hanno riportato Milinkovic in cima alla lista dei desideri dei maggiori club europei. Specialmente da Madrid, che di campioni se ne intendono, arrivano le prime sirene per la Lazio e i suoi tifosi. Come riporta Don Balon, quotidiano sportivo spagnolo molto vicino a Barça e Real Madrid, Florentino Perez sarebbe intenzionato a mettere sul tavolo un’offerta da 105 milioni di Euro per il gioello serbo in forza ai biancocelesti.

Sergej ha un contratto che lo lega al club sino al 2024, difficile dunque portarlo via a Lotito, se non alle sue condizioni. Se mai dovesse andare in porto l’operazione, molto probabilmente non sarebbe una cosa imminente, ma eventualmente posticipata alla sessione di calciomercato estivo del 2020.

A tal proposito, Milinkovic potrebbe rappresentare la pedina “sacrificabile” per fare cassa per il futuro. Per costruire qualcosa di importante e consolidato nel tempo, come è successo, in pratica, in casa del Napoli che, a suo tempo, trovò giovamento e stabilità sia in Italia che in Europa, grazie alle cessioni dei vari Cavani e Lavezzi prima e di Higuain poi.

Questo ovviamente vorrebbe dire non poter vedere più con la maglia della Lazio quel ragazzone di quasi 2 metri, con un eleganza  fuori dal comune per quella stazza, capace di sovrastare gli avversari sul campo e nei duelli aerei. Indubbiamente sono pochissimi i profili simili a quelli del Sergente, che possono vantare tali doti fisiche, ma soprattutto tecniche. Davvero pochissimi.

L’altra ipotesi, in questo contesto, potrebbe essere quello di trattenerlo e mettere Milinkovic alla base di un progetto importante, facendo però attenzione e cercando di portare altri calciatori del suo calibro in rosa, puntando quindi, decisamente, a scenari prestigiosi e blasonati. Scenari che la piazza biancoceleste meriterebbe senza alcun dubbio. Scenari che non possono e non devono essere esclusivamente subordinati a determinati “miracoli” sportivi.

Negli anni passati il presidente Lotito, non avendo necessità di dover fare cassa, ha sempre cercato di trattenere i giocatori migliori, o per lo meno non si è mai seduto ad un tavolo di trattativa se non alle sue condizioni. Di conseguenza, davanti ad offerte cosiddette “indecenti”, le conclusioni potrebbere essere comunque molteplici.

Intanto Sergej, memore anche di quanto accaduto negli anni scorsi, mantiene alta la propria concentrazione, dichiarando apertamente di avere la “testa solamente alla Lazio”Evitando, quindi, di farsi distrarre dalle voci di mercato, così come era accaduto all’inizio della scorsa stagione. Il pensiero in questo momento è solo per la Lazio. Tanto più in questi giorni, visto che a breve la formazione biancoceleste, scenderà in campo per giocare la finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus e visto che, in campionato, la rincorsa per quella tanto agognata qualificazione alla Champions League è ormai lanciatissima. Di quello che accadrà in sede di calciomercato si avrà modo di pensare nel momento opportuno, quando e se ci saranno i presupposti.