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Lazio, sempre più Inzaghicentrica: ora anche i cambi incidono

Nome: Simone, cognome: Inzaghi, professione: allenatore, grande allenatore, nonché ex giocatore della prima squadra della Capitale. Ha lasciato il segno da giocatore e lo sta facendo altrettanto come mister. Arriva in sordina, a detta dei più, come un traghettatore, al posto dell’ esonerato Pioli nell’aprile del 2016, dopo aver fatto la dovuta gavetta nel settore giovanile, dove vince due Coppe Italia ed una Supercoppa di categoria.

Simone di fatto alla fine della prima stagione, avrebbe dovuto lasciare la panchina al “Loco” Bielsa, che però si dimetterà prima dell’inizio del campionato per divergenze col presidente Lotito, che quindi riaffiderà la gestione della squadra al tecnico piacentino.

Nel primo anno conquista la qualificazione diretta ai gironi di Europa League piazzandosi quinto, e arriva in finale di Coppa Italia, persa con la Juventus. La rivincita con la Juve, avrà luogo ad agosto, a Roma, nella finale di Supercoppa Italiana, dove la Lazio si imporrà per 3 a 2 con un gol di Murgia nei minuti di recupero.

La stagione 2017/2018 si aprirà quindi nel migliore dei modi, con un trofeo prestigioso appena conquistato. Sarà l’anno della Lazio in versione macchina da gol, mettendo a segno 89 gol in 38 partite di campionato. Ma questo non basterà ad Inzaghi ed ai suoi ragazzi per l’accesso in Champions League, che sfilerà infatti l’ultima partita disponibile per l’accesso alla competizione contro l’Inter, diretta avversaria per quel posto, scrivendo così uno degli epiloghi più beffardi per la storia biancoceleste. Da ravvisare, di contro, che nella fase finale del campionato, sono mancati ad Inzaghi 4 titolari fondamentali e la loro assenza ha indubbiamente influito sul calo finale della compagine biancoceleste.

La mano del tecnico piacentino è cosa nota ormai. Il 3-5-1-1, con il quale esprime un gioco di alto livello, mette in difficoltà chiunque. Con mezzi modesti riesce comunque a fronteggiare le prime della classe ed essere su 3 fronti contemporaneamente. Forse con qualche ricambio in più, avrebbe potuto fare meglio, ma gli va dato il merito di aver recuperato vari profili, in primis su tutti Luis Alberto, anche lo stesso Immobile, veniva da annate difficili, ma nel gioco di Inzaghi trova la sua dimensione ideale. Inoltre dà fiducia a Luiz Felipe, facendone un titolare, e anche a Caicedo, trasformato nel jolly che può subentrare dalla panchina e risolverti la partita.

Nel 2018/2019 piazzamento al di sotto delle aspettative in campionato, con un ottavo posto, l’accesso all’Europa League passa per forza di cose, dalla Coppa Italia. In finale c’è l’Atalanta di Gasperini. I biancocelesti si imporranno per 2 a 1. Secondo trofeo della gestione Inzaghi e altra notte indimenticabile, che varrà l’ingresso in Europa.

La stagione attuale vede fuori la Lazio dall’Europa, ma terza in campionato a 3 punti dalle prime due, con una finale di Supercoppa da disputare. La squadra di Inzaghi viene da 8 vittorie consecutive, 11 risultati utili consecutivi in campionato, dove ha sempre segnato almeno 2 reti a partita. Statistica questa che segna un record personale per l’allenatore biancoceleste con 11 gare senza k.o.

Momento di grande salute in campionato, merito sicuramente dei ragazzi, ma soprattutto di chi e come li mette in campo: Simone Inzaghi ed il suo staff tecnico sono i veri artefici della fantastica corsa dei biancocelesti in questa stagione. Ieri sera a Cagliari ennesima riprova della grandezza di Simone, e se qualcuno prima poteva rimproverare scarsa riuscita nei cambi, ora può tranquillamente ricredersi, poiché tra l’altro va ricordato che i ricambi della Lazio, oggettivamente, non sono all’altezza dei titolari.

Altra nota di coraggio del tecnico e di conseguenza mentalità infusa nella squadra, va ravvisata nel non accontentarsi del pareggio maturato al 92esimo con il gran gol di Luis Alberto, ma bensì la ricerca della vittoria, arrivata poi grazie al ol di Caicedo.

Continuare con questa grinta, con questa voglia di non mollare mai, carattere dei laziali veri, accompagnerà i biancoazzurri finchè su quella panchina ci sarà un laziale vero.

Forza Simone, Forza Lazio.