fbpx

Un abbraccio e poche parole: l’importanza di chiamarsi Parol…o

È il minuto 74 di Lazio-Juventus quando la partita gira in maniera definitiva. Luis Alberto inventa e pennella un assist al bacio per Sergej Milinkovic, che stoppa di destro e di sinistro batte Szczesny. Una giocata d’alta scuola. Arte applicata al calcio. Ma il gol che ha dato il là al trionfo biancoceleste è stato caratterizzato anche da un’altra immagine simbolo: l’abbraccio in panchina tra Simone Inzaghi e Marco Parolo. Un abbraccio che non serve spiegare. Un abbraccio che testimonia l’importanza, anche quando non gioca, del centrocampista 34enne.

Lazio, l’importanza di Parolo

Il nativo di Gallarate è, nonostante non sia più un titolare inamovibile, uno dei leader e delle figure di maggiore di riferimento all’interno dello spogliatoio della Lazio. Lo si capisce soprattutto nei momenti più difficili, quando è uno dei pochi a metterci sempre e comunque la faccia. Sono tanti gli episodi che, nei suoi anni di militanza in biancoceleste, potrebbero essere citati. Ma ci si può soffermare al più recente, quello dopo la sconfitta contro il Celtic. “Uscire dall’Europa League è un qualcosa di grave. Ed è solo colpa nostra“: queste le parole del buon Marco. Parole che forse avevano l’obiettivo di scuotere il gruppo. E, con il senno di poi, l’obiettivo è stato pienamente centrato. Insomma, quando c’è da assumersi le responsabilità nelle difficoltà, Parolo è uno di quelli che non si tira indietro.

Lazio, Parolo e Inzaghi come fratelli

Ma quell’abbraccio con Inzaghi ha ben altro dietro. È l’emblema di un rapporto che va oltre la professionalità e l’essere allenatore e giocatore. La stima dal punto di vista umano tra i due è cosa fin troppo nota. Lo testimoniano le dichiarazioni di entrambi. Lo testimonia un legame che dura dall’estate del 2016, quando dopo la querelle Bielsa, Simone si è ritrovato ricatapultato sulla panchina biancoceleste. E a dargli una mano in quei primi momenti sono stati proprio i senatori, tra cui appunto Parolo.

E chissà che dietro l’esultanza di sabato non ci sia, in un certo senso, anche questo. Il mister biancoceleste ha probabilmente voluto ringraziare chi gli è sempre stato accanto fin dal suo arrivo, nelle gioie e nei dolori. Un abbraccio può valere tanto. Il pensiero infatti va anche a quello con Ciro Immobile. La Lazio è come una famiglia è il mantra dalle parti di Formello. E chissà che, oltre a Ciro, anche il buon Marco non consideri Inzaghi come un fratello maggiore. In una squadra che si cementifica attorno al suo tecnico e ai suoi leader, e che dopo tante parole, ha deciso di far parlare i fatti. Perché per volare di parole ne servono poche. Di Parolo invece ne servono tanti.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

Gianpiero Farina ha 1812 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Gianpiero Farina