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Quando un’immagine vale più di mille parole

La Lazio ha da poco battuto la Juventus per 3 a 1 allo Stadio Olimpico di Roma e l’allenatore biancoceleste, Simone Inzaghi, commentando la partita con i cronisti, ha parole di elogio per ogni singolo componente della sua squadra. “Spesso è molto più importante chi subentra rispetto a chi gioca dall’inizio”, sono le parole del tecnico piacentino. Ed il riferimento è ovviamente ai calciatori che in questa fantastica serata sono entrati in campo a sfida inoltrata, portando nuove energie in un momento particolarmente delicato, se non decisivo. Marco Parolo, Danilo Cataldi, ma soprattutto Felipe Caicedo. 

Proprio lui, al 90′, ha siglato il gol della sicurezza per i biancocelesti. Lui che, non a caso, è stato definito, da Igli Tare e da Simone Inzaghi, “il miglior vice Immobile possibile”. Sempre pronto, mai una parola fuori posto, mai un capriccio, risultando spesso decisivo. In questa stagione era già accaduto a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, quando l’ecuadoriano aveva siglato, in pieno recupero, il gol vittoria della Lazio. E si è ripetuto nuovamente ieri, contro la Juventus, quando la Lazio stava cercando di arginare gli ultimi disperati attacchi bianconeri e Szczęsny aveva appena compiuto l’ennesimo miracolo della serata.

Felipe è riuscito a stoppare il pallone al centro dell’area e ha trafitto, con un tiro potente e preciso, l’estremo difensore juventino. Per poi correre, pazzo di gioia, verso la tribuna, levandosi la maglia (si prenderà anche l’ammonizione per questo) ed esultando, inseguito da alcuni suoi compagni di squadra. Proprio come si evince nell’immagine che l’attaccante biancoceleste ha inteso pubblicare questa mattina sul proprio account twitter, augurando il buon giorno a tutti i tifosi della Lazio. Un’immagine che, per certi versi, vale più di mille parole. In questa foto, infatti, si vede chiaramente che i primi a raggiungere il panterone per festeggiare la sua rete sono Andrè Anderson e Jony. 

Il primo è un giovane di grandi prospettive, che però, per ovvie ragioni, non sta trovando moltissimo spazio in questa squadra. Il secondo invece era arrivato in quel di Formello pieno di aspettative, che al momento sono state del tutto (o quasi) disattese, per poi, purtroppo, regredire nelle attuali gerarchie di formazione. Ma nonostante tutto questo, nonostante le difficoltà o le numerose partite guardate semplicemente dalla panchina, sono loro due i primi a correre in campo per festeggiare il gol più importante di questa storica vittoria. Caicedo segna, e i primi ad esultare sono due giocatori spesso relegati in panchina. Due gregari, due delle seconde linee, che corrono e gioiscono come se fossero stati loro gli autori di quella rete. E testimoniando, ulteriormente, la graniticità di questo gruppo. Al di là del ruolo. Al di là dei minuti giocati. Al di là dell’età. Al di là dei leader, dentro e fuori dal campo. Remano tutti nella stessa direzione, sostenendosi l’un l’altro e facendosi trovare pronti quando è necessario. Proprio come Caicedo.

E se tutto questo è stato possibile, lo si deve, senza dubbio, a Simone Inzaghi ed al suo staff, che hanno fatto, e continuano a fare, un lavoro straordinario. Tatticamente, in termini di gioco, ma soprattutto dal punto di vista della solidità dello spogliatoio. Perchè, mi si permetta la piccola parafrasi di una canzone degli Sham 69 (o, se preferite, di un celebre striscione di alcuni anni or sono), “se i Laziali sono uniti, non saranno mai sconfitti”.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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