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ESCLUSIVA – Emilson Cribari: “Con l’Udinese non si può sbagliare. Champions? La Lazio ha grandi possibilità”

Archiviata la vittoria in Europa League contro il Cluj, che ha mantenuto vive le flebili speranze di passaggio del turno, la Lazio si rituffa in campionato. I biancocelesti nella giornata di domenica ospiteranno l’Udinese. Per analizzare il match dell’Olimpico, la redazione di ‘Noi Biancocelesti’ ha contattato Emilson Cribari, doppio ex e che i capitolini hanno acquistato proprio dai friulani.

Qual è il tuo giudizio sulla stagione attuale della Lazio?

Io penso che la Lazio stia facendo un ottimo campionato. Sarebbe potuto andare anche meglio se alcune partite fossero finite in altro modo. Il mio giudizio è comunque positivo. Bisogna continuare su questa strada, perché c’è la grandissima opportunità di tornare in Champions dopo tanti anni. I biancocelesti meritano quest’obiettivo per il lavoro svolto in questi anni, dove il traguardo è sfuggito per poco“.

Come ti spieghi questa differenza di rendimento tra campionato ed Europa League?

“Penso sia stato cruciale il match contro il Celtic in casa. Era una partita da non sbagliare, ma quella sconfitta ha compromesso tutto“.

Il problema della Lazio sembra essere la difesa. Secondo te è una questione di limiti di alcuni singoli o il gioco offensivo dei biancocelesti porta sempre a concedere qualcosa?

Quando si parla di fase difensiva bisogna vedere tutta la squadra. Nel calcio moderno l’organizzazione difensiva è un qualcosa di molto specifico. Le difficoltà della difesa della Lazio magari dipendono dall’organizzazione di tutta la squadra e non solo dal singolo e dal reparto arretrato. Sono comunque convinto che Inzaghi riuscirà a trovare qualche rimedio. I biancocelesti hanno ottimi difensori, di esperienza e di buon livello, che giocano in Nazionale. Parlo di Acerbi e di Luiz Felipe, che è una grandissima promessa. Insomma, per me non si tratta solo di difesa, ma di organizzazione difensiva di tutta la squadra, che bisogna cercare di perfezionare“.

Domenica ci sarà il match dell’Udinese. Quali possono le insidie di una partita che, sulla carta, vede la Lazio partire favorita?

In questo momento le insidie possono essere soprattutto mentali. Ora bisogna essere forti e concentrati. Siamo in un periodo importante della stagione e serve essere cattivi. Se la Lazio vuole rimanere tra le prime tre bisogna avere continuità di rendimento e di risultati. Quella con l’Udinese è una partita da non sbagliare. Tutte le sfide del campionato possono comunque nascondere delle difficoltà. I friulani sono una buona squadra e la Lazio deve sempre giocare come se fosse una finale“.

Simone Inzaghi, nonostante i grandi risultati, è sempre al centro di alcune critiche. Qual è il tuo giudizio sul lavoro del tecnico biancoceleste?

Nell’ambiente Lazio, ma in generale in quello romano, ci saranno sempre delle critiche. Si ha a che fare con una tifoseria appassionata, che vuole che la sua squadra riesca ad arrivare il più in alto possibile. Penso sia normale che quando ci sia qualche partita così così arrivino subito delle critiche. Io comunque credo molto in Inzaghi, che è un allenatore ancora giovane e che deve crescere. Lui ha la Lazio nel cuore e quindi dà tutto nel suo lavoro. Può soltanto migliorare e sono convinto che ci riuscirà“.

Quante possibilità dai alla Lazio di centrare l’obiettivo Champions?

La Lazio ha grandissime possibilità di arrivare in Champions. Stiamo parlando di una squadra con grandi potenzialità in tutti i reparti. Poi vedo molta fame e voglia di tornare a giocare in palcoscenici importanti. L’ambiente e i tifosi meritano di togliersi questa soddisfazione e secondo me quest’anno può essere quello giusto. I biancocelesti hanno davvero tutte le carte in regola“.

Pensi la rosa a disposizione di Inzaghi sia all’altezza o a gennaio servirebbe qualche innesto?

Io non ho mai creduto molto nella finestra di mercato di gennaio. Bisogna essere molto attenti e vedere come muoversi. Il rischio è che, cercando di migliorare, finisci per peggiorare le cose, andando a intaccare un gruppo unito e collaudato. Degli innesti importanti e di esperienza ben vengano. Però deve trattarsi di un qualcosa di molto mirato e studiato“.

Parlando di Champions, non può non venire in mente la partita di Bucarest, dove tu hai giocato con la mascherina, viti e placche. Che ricordo hai di quella serata?

La mia Lazio è stata l’ultima che ha giocato la Champions. La partita a Bucarest, per tanti motivi, è stata una delle più importanti della mia vita. In quella sfida, che è valsa la qualificazione ai gironi, sono entrato nel cuore di molti tifosi. Parliamo di un momento fondamentale della mia carriera, dove ero in crescita. Sentivo che in quel momento la squadra aveva bisogno di me e io mi sono sacrificato. La Lazio ha rappresentato il momento più alto della mia carriera. Ha creduto in me quando avevo delle difficoltà. Quella è davvero una partita che mi rimarrà per sempre nel cuore“.

Qual è il tuo ricordo dell’avventura a Roma? Senti ancora qualche tuo ex compagno?

Ho vissuto dei momenti bellissimi a Roma, ma anche altri meno belli. Oggi però mi ricordo solo quelli belli, come i derby vinti, soprattutto quello del 3-0 del 10 dicembre 2006. Non posso dimenticare poi i trofei: la Coppa Italia e la Supercoppa contro l’Inter di Mourinho. E poi quel girone di Champions, dove abbiamo affrontato il Real Madrid. All’Olimpico fu una serata incredibile, con lo stadio pieno. Il rapporto con i tifosi e con l’ambiente è stato un qualcosa di grande, che porto ancora con me. I miei ex compagni? Ho tanti amici in Italia. Con loro ho vissuto assieme anni di spogliatoio. Mi sento spesso con Manfredini, Tommaso Rocchi, Manuele Belleri, Del Nero e qualche altro. Poi a volte mi sento anche con magazzinieri e dottori e anche con qualche tifoso, che mi scrivono messaggi e mail. Non può che farmi piacere, perché è un legame che io terrò per sempre. Io tengo molto a questo“.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi biancocelesti, che ti ricordano sempre con grande affetto?

Ai tifosi della Lazio mando i miei più cari saluti. Al di là dei momenti vissuti, belli o meno belli, ho avuto un rapporto sincero con tanti tifosi. Ho dato tutto me stesso con questa maglia. Mi auguro che la squadra dia tante soddisfazione alla gente laziale, che se le merita. Auguro tutto il bene a questo grandissimo club che si chiama Lazio. Un saluto a tutti i tifosi“.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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