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Lucas Leiva: leader silenzioso e pedina fondamentale della Lazio

Lucas Pezzini Leiva, arrivato nella Lazio nell’estate del 2017, ha sempre fornito prestazioni di altissimo livello, da campione blasonato, qual è. Non tutti però riescono a rendersi conto, purtroppo, della mole impressionante di lavoro che svolge in mezzo al campo, perché è uno di quei giocatori che non segna molto e fa pochi assist.

INIZIO SOTTO TONO

Indubbiamente, nelle prime uscite di questa stagione, sembrava addirittura che Lucas non avesse più la brillantezza che lo aveva contraddistinto nelle ultime due stagioni in maglia biancoceleste. Ora, però, pare abbia ritrovato la condizione ideale: fin dalla trasferta di Firenze, infatti, abbiamo potuto ammirare nuovamente il Leiva che noi tutti conosciamo.

ATTITUDINE DIFENSIVA

Corsa, lotta, pressing, giocate in verticale, caratteristica peculiare che, ad esempio, Biglia non aveva. Senza considerare il fatto che, nei tre del centrocampo biancoceleste,  il brasiliano è l’unico con l’attitudine difensiva e d’interdizione. Lodevole il sacrificio di Milinkovic e di Luis Alberto, ma loro non riescono comunque a dare il medesimo apporto che forniva Parolo, di fianco a Leiva, nelle scorse stagioni, in fase difensiva. Lucas, ora, quindi, si ritrova spesso ad arginare da solo gli avversari in mezzo al campo. Questo non vuole di certo essere un alibi, ma va da sé che lo scarso rendimento, sino ad ora, del mediano brasiliano, può anche essere frutto dell’adattamento fuori ruolo del Sergente e del Mago andaluso.

INSOSTITUIBILE

Nella trasferta di Reggio Emilia, si è visto chiaramente, Leiva è tornato padrone della zona mediana del campo. Ha letto le azioni con notevole anticipo rispetto agli avversari e si è sempre messo a disposizione della squadra. Orchestra il pressing, richiama i compagni fuori posizione, fornisce sempre lo scarico nella fase di uscita dal pressing avversario. E’ un vero e proprio maestro nella transizione. Insostituibile. Non a caso Mister Inzaghi ha provato a dargli riposo in alcune occasioni, ma né Parolo né Cataldi sembrano essere all’altezza della qualità e della quantità del brasiliano. Almeno per il momento.

ESPERIENZA

Insomma, Lucas ha le chiavi del centrocampo laziale. Un ragazzo, classe ’87, sempre umile e mai con una parola fuori posto. Un leader vero, ma silenzioso. E queste prestazioni potrebbero rappresentare l’effettiva, seppur tardiva, ripresa dell’ex calciatore Liverpool. Senza dimenticare, anzi a maggior ragione andrebbe evidenziato, che lui è uno dei pochi atleti in rosa ad aver giocato la Champions League, nel corso degli oltre 10 anni e le 346 presenze con il Liverpool. Un metronomo imprescindibile per Simone Inzaghi, figura fondamentale per la Lazio tutta.