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Serata magica al Barbera: sempre più “Ciro D’Italia”

Semplicemente una serata perfetta quella di ieri sera. Una serata che ha visto, non solo, l’Italia segnare 9 gol all’Armenia, ma soprattutto recitare un gioco spumeggiante, intelligente, letale e armonioso. Un gioco che non si vedeva, appunto, dagli ultimi Europei, tornato giusto in tempo per la prossima edizione di questa competizione.

Ciro D’Italia

Quella di ieri è stata anche una serata che servirà a zittire chi non riteneva degno della nazionale un certo Ciro Immobile. Un giocatore che forse ha fatto fatica in zona gol nel momento più buio della nazionale italiana, ma che in fatto di prestazioni ha sempre dato tutto. Ieri Ciro è stato finalmente ripagato di tutti i suoi sforzi: non solo 2 gol stupendi, ma anche un assist messo a segno. Una doppietta e un assist che mettono dunque la parole fine a chi, in maniera becera, aveva criticato l’attaccante più forte di tutto il panorama italiano (a dirlo sono i numeri). Due gol, tra l’altro, con i quali Ciro scavalca nella classifica dei cannonieri all time Francesco Totti. Insomma, non uno qualunque. 

Tanti altri segni positivi

Non ci vogliamo però limitare a parlare solo di quanto accade in campo per sottolineare l’importanza di questo giocatore, anche se sarebbe comunque ampiamente sufficiente. Ma ci teniamo comunque a farlo, viste le notevoli critiche subite dall’attaccante biancoceleste negli ultimi tempi. Il fatto che Ciro Immobile sia, oggettivamente, un giocatore “nazionale” lo dicono anche altri piccoli ma importanti segnali, come per esempio i cori cantatigli dai tifosi della Bosnia in terra bosniaca (notoriamente patria di un certo Edin Dzeko). Oppure la fascia di capitano che Bonucci gli ha lasciato alla sua uscita dal campo. Senza dimenticare l’episodio dei piccoli tifosi palermitani, inquadrati anche dalle telecamere televisive, che si sono recati allo Stadio, per vedere Italia-Armenia, con un telone che recitava “Immobile dacci la maglia”.

Insomma, l’importanza che Ciro Immobile sta assumendo ormai non solo per la Lazio, ma anche per la nazionale italiana, sia come calciatore che come simbolo, è  incontrovertibile. Ed i tifosi biancocelesti non possono fare altro che goderne.

Andrea Solazzi

Nato a Roma il 6 Luglio del 1998. Attualmente studente di filosofia e aspirante giornalista. Sono quell'amico che puoi svegliare nel cuore della notte per parlare del potenziale inespresso di Meghni.

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