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Correa is on fire: superati anche Dzeko e Ronaldo

Si sa, Joaquin Correa è ormai considerato da tutti uno dei giocatori più talentuosi e tecnici del campionato italiano, ma che porta(va) con sé un grande difetto: la quasi totale mancanza del rapporto con il gol. Difficile dimenticare i tanti errori sotto porta. Il più lampante quello di qualche anno fa con la maglia della Sampdoria, contro l’Inter. Quando Joaquin, a pochi passi dalla porta completamente vuota, mise il pallone fuori ad un metro dal palo. Certamente, però, non si può dire che l’argentino non sia cresciuto in maniera esponenziale da quel momento, dato che ad oggi è arrivato non solo ad essere uno dei pilastri della Lazio, ma anche a vestire la maglia della famigerata nazionale argentina, scoprendo, inoltre, anche una discreta affinità con la rete negli ultimi tempi.

L’anno della svolta (?)

Nonostante l’argentino abbia sempre giocato con continuità, ovunque esso fosse, dimostrando anche (in parte) il suo indiscutibile talento, un record negativo lo ha sempre ostacolato dall’arrivare ad essere considerato un vero e proprio Top Player. Pensate, Joaquin Correa, prima di arrivare alla Lazio, non era mai andato oltre i 5 gol stagionali in campionato e oltre gli 8 tra tutte le competizioni.

Qualcosa però sembra essere cambiato, grazie agli ultimi trascorsi in biancoceleste. L’argentino, infatti, l’anno scorso, nonostante un avvio da seconda scelta, è riuscito a battere il suo “record” stagionale, segnando 9 reti con la casacca biancoceleste, tra Coppa Italia, Serie A ed Europa League. Anche se in campionato non è riuscito ad andare oltre i 5.

Come ben sappiamo, però, ad oggi (in sole 12 giornate), Joaquin ha già infranto il muro delle 5 reti in campionato. il Tucu, infatti, si trova a quota 6 nella classifica marcatori della massima serie italiana. Addirittura sopra a grandi bomber come Dzeko, Ronaldo e Lautaro Martinez, e a pari merito con il Gallo Belotti. Difficile immaginare che questo possa non essere l’anno dei tabù infranti.

Perché proprio adesso?

Visto quanto detto fino a qui, risulta veramente difficile immaginare che questo possa non essere l’anno dei tabù infranti per Correa. Ma perchè solo ora?

Che questa consacrazione sia frutto delle pregresse esperienze negative e quindi dell’esperienza? Certamente, ma non solo. È infatti innegabile il duro lavoro che Simone Inzaghi ha apportato sull’argentino. D’altro canto è anche vero che alla Lazio, il Tucu, si è  quasi reinventato nella posizione di seconda punta. Essendo, dunque, quasi “costretto” a migliorarsi nel rapporto con il gol. Il fatto che poi giochi vicino a calciatori come Ciro Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, portati per natura ad essere generosi, certamente non guasta.

L’unica cosa certa è che, grazie ad un connubio di cause, il Tucu sta finalmente sbocciando, e che la Lazio, ora, non può veramente più farne a meno.

Andrea Solazzi

Nato a Roma il 6 Luglio del 1998. Attualmente studente di filosofia e aspirante giornalista. Sono quell'amico che puoi svegliare nel cuore della notte per parlare del potenziale inespresso di Meghni.

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