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Francesco Acerbi, una vita da leone: il cancro, la rinascita e la Lazio

“Il passato può far male, ma a mio modo di vedere dal passato puoi scappare… oppure imparare qualcosa”

Questa una delle celebri frasi tratte da “Il Re Leone”, che però ben si sposa anche con un altro grande leone della formazione biancoceleste. Un giocatore grintoso, forte e arrembante, non solo sul campo ma sopratutto nella vita. Stiamo ovviamente parlando di Francesco Acerbi.

Una forza incredibile

Ci sarebbe tanto da dire sull’incredibile forza  di questo giocatore, cosi tanto che probabilmente non basterà questo articolo per descriverla, noi però ci proviamo.

Il percorso tra i grandi di Francesco Acerbi inizia a Reggio Calabria, dove a 22 anni gioca ben 43 partite da titolare, sfiorando tra l’altro anche una clamorosa promozione in Serie A. Promozione che in realtà arriva lo stesso, visto il suo approdo al Chievo nell’estate del 2011. Questo però per Ace non sarà un anno come gli altri: il 24 Febbraio 2012 il numero 33 biancoceleste subisce un grave lutto che gli sconvolge la vita. Francesco perde il papà. Nonostante ciò il leone, con il cuore a pezzi, due giorni dopo scende in campo contro il Cesena, giocando per 90′ minuti e portando a casa una vittoria importante.

La forza è tanta ma il dolore anche e abbandonarlo non è facile, neanche quando ha la grande occasione di vestire la maglia del Milan. Come rivela lui stesso in un’intervista a Repubblica, Francesco a Milano soffre tantissimo e comincia a bere. L’alcol lo distrugge, dimentica come si gioca e fallisce in quella che fin’ora era stata la più grande opportunità che avesse mai avuto nella sua vita calcistica. Solo sei mesi dopo, infatti, torna a vestire la maglia del Chievo, con il quale termina la stagione.

L’Emilia, il cancro e la rinascita

È l’estate del 2013, per Francesco si prospetta una stagione importante dopo il suo arrivo al Sassuolo. Qualcosa però non va come dovrebbe, e dopo le visite di rito di inizio stagione gli viene diagnosticato un tumore al testicolo sinistro.

Incredibilmente riesce a tornare in campo il 15 Settembre, contro l’Hellas Verona. Purtroppo, però, il calvario non è ancora finito. Il tumore torna e il giocatore nero-verde è costretto ad abbandonare il calcio fino alla stagione successiva.

Stagione 2014/15, la stagione della rinascita: Il tumore è stato sconfitto, ma lascia a Francesco quello che lui stesso definirà quasi come un dono: “Il cancro mi ha salvato. Perché mi ha dato di nuovo qualcosa per cui lottare”.  Infatti Francesco lotta, eccome se lotta. Da quell’anno in poi Ace colleziona ben 160 presenze con il Sassuolo, e mette in bacheca una storica qualificazione in Europa League, ergendosi cosi come uno dei difensori più forti del campionato e del panorama italiano. Cosa che non sfugge all’attento occhio della dirigenza biancoceleste, che nell’estate del 2017 decide di puntare fortemente sul giocatore, per rimpiazzare il partente Stefan De Vrij.

Un “finale” da film

Inutile dire quanto questo giocatore, ad oggi, sia importante per la Lazio e i suoi tifosi: praticamente un pilastro della formazione capitolina, che in un solo anno e pochi e mesi e riuscito ad entrare di diritto nel cuore di tutti i laziali, non solo grazie alle sue giocate, ma soprattutto grazie alla sua tigna, alla sua grinta e al suo immenso carisma. Tutte doti da sempre apprezzate nell’ambiente capitolino. Dove, tra l’altro, ha già collezionato un trofeo e ben 66 presenze in biancoceleste. 

Insomma, il percorso di Francesco Acerbi è forse uno dei più toccanti e significativi che si sia mai sentito, con un epilogo che per ora sembra giustamente premiare tutti i suoi sforzi. Da flop nel Milan a punto fermo nella Lazio e nella nazionale italiana, una scalata certamente niente male, fatta di dolore, forza e coraggio.

Noi non possiamo che gioire di tutti questi traguardi, e sperare che il leone continui a collezionarne il più possibile. Ovviamente sempre con i colori biancocelesti sulla pelle e nel cuore.

 

 

 

Andrea Solazzi

Nato a Roma il 6 Luglio del 1998. Attualmente studente di filosofia e aspirante giornalista. Sono quell'amico che puoi svegliare nel cuore della notte per parlare del potenziale inespresso di Meghni.

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