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Luis Alberto, una carriera alla Rocky Balboa: dall’addio al calcio fino all’ascesa nell’olimpo degli assist-man

“Nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Cosi sei un vincente!”

Questo uno dei tanti discorsi toccanti proveniente dalla bocca di Rocky Balboa, uno dei personaggi che ha profondamente segnato la storia del cinema, portando sul grande schermo una filosofia di vita cruda quanto reale. A noi questo discorso ha fatto venire in mente tanti ricordi. Alla fine non è forse questo il miglior riassunto possibile della nostra meravigliosa storia a tinte biancocelesti? Ma non solo, ancor più nello specifico ci ha fatto pensare ad un giocatore in particolare, stiamo parlando di Luis “Balboa” Alberto.

Tutte le strade portano a Roma

“Ho pensato di lasciare il calcio, ma ho lavorato sulla mia testa ed ho capito come andare avanti e migliorare. Ho lavorato tanto e adesso non mi voglio fermare più”. 

Solo due anni fa Luis Alberto rilasciava la seguente dichiarazione dopo un poker rifilato al Milan. Parole dure, che lasciano però trasparire il suo grande percorso, non solo come calciatore ma soprattutto come uomo. Un percorso lastricato di sacrifici e delusioni, rovesciato poi grazie ad una grandissima forza di volontà.

Nel 2013, Luis, ha solo 21 anni, ma nonostante ciò alcune big europee hanno già messo gli occhi sul di lui. Ecco quindi che arriva il Liverpool, che con appena 8 milioni di euro lo strappa da casa sua, a Siviglia, per portarlo sotto il grigio cielo inglese. Una svolta apparentemente rosa e fiori, ma che vedrà lo spagnolo sballottato continuamente in prestito, collezionando a malapena 13 presenze con la casacca dei reds.

Nel 2014 il mago torna dunque a casa, in Spagna, questa volta però con la maglia del Malaga. Dopo la brutta stagione con il Liverpool la testa non è delle migliori, tanto meno l’umore , risultato: gioca 20 partite fornendo a malapena 2 gol e 2 assist, per poi non venire riscattato e girato nuovamente in prestito, questa volta al Deportivo. Qui Luis decide che è il momento di rialzarsi e di dimostrare quanto realmente vale. Lo spagnolo, quell’anno, colleziona non solo 31 presenze, ma anche 6 gol ed 8 assist. Un bottino niente male.

Quella grande stagione con il Deportivo non solo gli vale una soddisfacente rivalsa personale, ma soprattutto l’interesse della dirigenza Laziale, che con poco meno di 5 milioni lo porterà a Roma, nella calda estate del 2016.

Da Flop a Top, la scalata in biancoceleste

Dopo la grande annata in Galizia, per lo spagnolo, arriva dunque un’altra grande occasione: la Lazio, ha da poco ceduto uno dei suoi pezzi più pregiati (Antonio Candreva), e decide di puntare proprio sul giovane ex Siviglia per colmare il vuoto lasciato.

Ecco però che tornano i fantasmi inglesi. Cosi come successe a Liverpool, Luis non riesce ad integrarsi, gioca male e appare un pesce fuor d’acqua. Il suo primo anno è un totale disastro: Inzaghi gli concede solo 4 partite da titolare, condite poi da qualche scampolo qui e lì. Nei quali però non incide mai come dovrebbe, anche se nelle ultime gare lo spagnolo comincia a mandare qualche piccolo segnale di ripresa. Quei piccoli segnali saranno solo il preambolo di quella che sarà l’ascesa del “Mago”.

Ci siamo, è la stagione 2017/2018, l’anno in cui Luis trova finalmente continuità tra giocate pazzesche e prestazioni di valore, che lo porteranno ad ergersi a vero e proprio pilastro nei biancocelesti.  Nasce cosi il Luis Alberto che noi tutti oggi conosciamo, che porta a termine una meravigliosa stagione, nella quale mette a segno 12 reti e ben 18 assist.

Caccia alla vetta

Ed eccoci arrivati ad oggi, in questo freddo Novembre del 2019, in cui Luis ci sta facendo letteralmente impazzire. Attualmente forse è il giocatore più brillante in una Lazio dall’immensa qualità. Non può quindi che essere caccia al record per lui. Lo spagnolo, ad oggi, ha fornito ben 9 assist ai propri compagni, tra Serie A ed Europa League, un dato che ha certamente dell’incredibile e che lo ha trascinato di diritto sul tetto d’Europa. Luis, infatti, è attualmente il secondo miglior assist-man del continente, secondo solo a De Bruyne che si trova a quota 10.

Non solo, quindi, la rincorsa di Ciro Immobile alla scarpa d’oro (di cui vi abbiamo parlato nel seguente articolo: link) ma anche quella di Luis Alberto come miglior assist-man. Noi, ovviamente, non potremo fare a meno di fare il tifo per lui, tra un tunnel magnifico e un filtrante perfetto.

Andrea Solazzi

Nato a Roma il 6 Luglio del 1998. Attualmente studente di filosofia e aspirante giornalista. Sono quell'amico che puoi svegliare nel cuore della notte per parlare del potenziale inespresso di Meghni.

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