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Il ritorno al gol di Milinkovic: una zampata vincente, tra corsa, ripartenze e tanto sacrificio

Neanche il tempo di poter festeggiare il ritorno al gol ed il terzo posto in Serie A conquistato dalla squadra, che è subito dovuto ripartire per rispondere alla convocazione della propria nazionale. La Serbia, infatti, giocherà giovedì contro il Lussemburgo e domenica contro l’Ucraina: due sfide entrambe valide per le qualificazioni ai prossimi Europei. Due sfide decisive per la rincorsa al secondo posto del proprio gruppo, e Sergej Milinkovic-Savic desidera fortemente essere uno dei protagonisti di queste partite, per conquistare l’ambito pass ad Euro2020.

ZAMPATA VINCENTE

Protagonista proprio come accade nella Lazio, dove il Sergente è tornato finalmente nel tabellino dei marcatori, dopo la rete segnata contro il Genoa, sempre allo Stadio Olimpico di Roma. La sua zampata vincente, con il piede destro, sul bellissimo assist di Acerbi, ha riportato la Lazio avanti, sul Lecce, in un momento di difficoltà della formazione biancoceleste. La squadra di Simone Inzaghi, infatti, si era prima portata in vantaggio grazie a Correa, ma si era poi fatta raggiungere da Lapadula, chiudendo la prima frazione di gioco in perfetta parità. Grazie però al guizzo di Milinkovic, nel secondo tempo è arrivato il nuovo vantaggio della formazione capitolina, che poi ha avuto la meglio sulla squadra guidata dall’ex biancoceleste, Fabio Liverani, per 4 a 2.

NUOVI COMPITI

Inzaghi nei giorni scorsi aveva avuto modo di sottolinearlo più volte: “Dobbiamo cercare di portare più uomini in zona gol, l’obiettivo è quello di non essere dipendenti dai gol di Ciro”Detto, fatto. Ma Milinkovic non è solo questo, ovviamente. Ha nelle sue corde, certamente, la spiccata dote offensiva che gli consente, se in posizione avanzata, di creare non pochi pericoli alla retroguardia avversaria. Ma è evidente che il mister gli abbia chiesto anche dell’altro, soprattutto in fase di copertura e di supporto al centrocampo. Affinché la sua figura possa fare da raccordo tra la linea mediana ed il reparto offensivo.  Non a caso, in occasione della partita con i salentini, è risultato il giocatore con più chilometri percorsi (12,246) ed il top player per velocità media (8 km/h) e per singolo scatto (32,22 km/h). Oltre ad essere stato il migliore, insieme al centrale difensivo biancoceleste Luiz Felipe, per numero di anticipi effettuati sugli avversari: un dato, questo, che non fa che confermare il suo impiego anche e soprattutto in fase di rottura, per innescare la ripartenza dei propri compagni.

SACRIFICIO NECESSARIO

Tanta corsa e tanto sacrificio, quindi. A disposizione della squadra. Un ruolo nel quale Sergej si è calato perfettamente, ma che, ovviamente, non gli consente più di essere costantemente sotto porta. Una modifica necessaria, e di certo non l’unica, apportata da Simone Inzaghi, per evitare di sbilanciare ulteriormente una formazione già di per se prettamente offensiva, che vanta nel suo undici iniziale, quattro giocatori come Immobile, Correa, Luis Alberto e lo stesso Milinkovic. Pochi avrebbero scommesso sulla reale possibilità di far coesistere sul terreno di gioco, contemporaneamente ed in maniera proficua, questi quattro calciatori. Ma Inzaghi ci sta riuscendo, chiedendo ad ognuno di loro un pizzico di sacrificio in più rispetto al passato e rispetto al ruolo, in mezzo al campo, a cui loro stessi erano abituati. Proprio quello che è stato chiesto a Sergej. E lui, da buon Sergente, ha risposto presente.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

Daniele Caroleo ha 791 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daniele Caroleo

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