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Da punto debole ad arma in più: Lazio, la metamorfosi difensiva

A fronte della poca concretezza sotto porta, di cui tanto si è parlato in questa prima parte della Serie A da parte della Lazio, c’è però da segnalare un dato molto positivo per quanto riguarda la retroguardia della formazione biancoceleste. Con appena 4 gol subiti nelle prime sei giornate di campionato, infatti, la squadra guidata da Simone Inzaghi risulta essere la seconda miglior difesa del torneo, subito dietro all’attuale capolista Inter, che di goal ne ha subiti solo 2.

Un dato che è sostanzialmente in controtendenza rispetto alla stagioni precedenti della formazione biancoceleste targata Inzaghi. Nel 2016-2017, infatti, i gol subiti dopo solo sei giornate erano già 6. Un dato ulteriormente incrementato nella stagione successiva, quella del 2017-2018, con ben 8 reti subite alla medesima giornata. Che diventano nuovamente 6 nelle prime sei giornate del campionato 2018-2019, quando, per altro, lo stesso Simone Inzaghi, aveva deciso di apportare delle modifiche al sistema di gioco della propria squadra, prediligendo una copertura maggiore della retroguardia, visto che, l’anno precedente, una delle note dolenti della Lazio che sfiorò la qualificazione in Champions League, fu proprio la difesa (in totale, quell’anno, furono ben 49 i gol subiti nel corso del campionato).

Il dato evidenziato in questa prima parte di stagione fa ben sperare anche da questo punto di vista, considerato che la Lazio crea moltissime occasioni da goal, ma subisce anche molto meno rispetto al passato. E questa tendenza è confermata anche dalla classifica della differenza reti, dove la formazioni di Inzaghi, anche in questo caso, risulta seconda, con un +7, subito dietro alla solita Inter, che è a quota +11.

Protagonisti di questo interessante risultato, in termini di prestazioni, sono certamente i giocatori impiegati dallo stesso Simone Inzaghi. Iniziando dall’estremo difensore, Thomas Strakosha, che anche in occasione dell’ultima partita di campionato, contro il Genoa, ha dimostrato le sue enormi qualità tra i pali: ottimi riflessi e buonissima reattività, sono tra le sue caratteristiche principali. C’è sicuramente ancora molto da migliorare nella fase relativa alle uscite, ma considerata anche la giovane età del portiere albanese, e i progressi dimostrati nel corso di queste stagioni alla Lazio, risulta davvero complicato mettere in discussione il suo apporto concreto alla squadra.

Al centro della difesa, poi, Francesco Acerbi non ha certamente bisogno di particolari presentazioni: autorevolezza, senso della posizione, tempestività e continuità. Un vero e proprio leader, sul rettangolo di gioco e al di fuori del campo. Tutte doti che gli hanno anche permesso di ritornare a fare parte del giro della Nazionale guidata da Roberto Mancini. E dove, per altro, ha ampiamente dimostrato di poter ambire, senza remora alcuna, alla maglia azzurra.

Ai suoi lati, nella Lazio, si sono alternati Stefan Radu, Luiz Felipe e Bastos. Per il calciatore rumeno il post-reintegro, dopo tutte le polemiche di questa estate, è sembrato, al momento, una sorta di seconda giovinezza. Le sue prestazioni, fino ad ora, sono state tutte molto positive, senza sbavature e giocate con molta concentrazione. Ed il gran gol segnato contro il Genoa è un vero e proprio suggello di questa “rinascita”.

Per il difensore italo-brasiliano, invece, persiste la maledizione degli infortuni, che intaccano le sue prestazioni, comunque positive, dal punto di vista della continuità. Quando è in forma, però, Luiz Felipe ha sempre avuto modo di dimostrare ampiamente il suo valore. E non solo in termini prettamente in fase di copertura. Il suo assist per Immobile, in occasione dell’ultima sfida di campionato, dopo aver driblato, di fatto, mezza squadra avversaria, ne è la riprova più che concreta.

Ma le note positive arrivano anche da Bastos. Il giocatore angolano, infatti, spesso al centro di critiche per le sue prestazioni altalenanti in mezzo al campo, ha iniziato questa nuova stagione nel migliore dei modi, siglando anche una rete nella trasferta rumena di Cluj, in Europa League, e portando a termine anche prestazioni significative, come in occasione della partita di Milano, contro l’Inter.

Resta da chiarire, a questo punto, solo l’incognita Denis Vavro. Il difensore slovacco, infatti, giunto a Roma con molte aspettative, al momento non ha dato le necessarie garanzie tali da spingere Inzaghi a puntare decisamente su di lui nel pacchetto arretrato. Il tecnico biancoceleste ha avuto modo, più volte, di parlare del difensore ex Copenaghen, sottolineando il fatto che un giocatore straniero che arriva nel nostro campionato, ha bisogno certamente di più tempo, rispetto agli altri, per ambientarsi, a causa, ad esempio, della lingua, oltre che per l’impostazione di gioco della squadra. Ci sarà comunque occasione per rivederlo in campo e per valutare appieno le sue caratteristiche.

In conclusione, tutto sommato, in questa stagione, l’arma in più della Lazio, potrebbe proprio essere il reparto arretrato. In fondo, anche Sun Tzu, (con tutte le dovute proporzioni, sia ben chiaro) nel suo celebre scritto “L’arte della guerra” soleva sostenere, ad esempio, che “l’invincibilità sta nella difesa” e che “se ti difendi sei più forte”. Certamente il filoso cinese, nei sui testi, non parlava assolutamente di calcio, ma speriamo che questo possa comunque essere di buon auspicio per la stagione della Lazio appena iniziata.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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