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Maurizio Scarsella, un talento sprecato, ma da ricordare

Maurizio Scarsella ai più giovani dice poco o nulla, ma per noi appassionati di Lazio e di calcio dagli anni settanta ricorda un giovane calciatore dotato di un talento fuori dal comune, ma sfortunatissimo nella vita tanto da scomparire ad appena 31 anni nel 1993 . Figlio di due genitori malati, viene acquistato dalla Lazio ed è il leader della Primavera che vince la Coppa Italia nel 1979, ma soprattutto arriva in finale al torneo di Viareggio nel 1980, persa poi con il Dukla Praga, considerata all’epoca la fucina più all’avanguardia dei giovani calciatori europei.

Maurizio Scarsella, la carriera e l’amore per le donne

Dotato di una tecnica sopraffina e di un sinistro fragoroso, il buon Maurizio esordisce in Serie A nelle ultime partite del campionato 1979/1980 al posto dei calciatori della Lazio fermati per il calcio scommesse, disputando due partite. Ma l’anno successivo il nuovo tecnico della Lazio Castagner decide di puntare su giocatori di esperienza e Scarsella torna nella Primavera.  Per lui nulla sarà più come prima, in quanto avrebbe preferito scendere in Serie C per mantenere la sua famiglia con un contratto da professionista. Questo accadrà solo l’anno successivo.

Scarsella era anche un bel ragazzo e la passione per le donne influì non poco sul suo rendimento, tanto da restare sempre in Serie C nei primi anni ’80, fino a quando nel Messina del professor Scoglio, personaggio indimenticabile del calcio di quegli anni, tornò a essere protagonista, con una promozione della squadra siciliana in Serie B. Per lui sembrava la rinascita, ma l’anno successivo fu ceduto alla Puteolana, per poi concludere la carriera nel Foligno nell’anonimato. Una breve malattia, comune e diffusa in quegli anni, forse frutto degli eccessi fuori dal campo, lo fece scomparire prematuramente.

Lo vogliamo ricordare con affetto, perché le storie del calcio non sono solo quelle dei campioni affermati, ma anche di quelli che non ce la fanno, lasciando tanta amarezza anche in quelli come noi che speravano di veder rinascere la Lazio grazie a giocatori come lui.

Alessio Giordano

Sono un ragazzo romano di 18 anni, innamorato dello sport in generale, ma in particolar modo del calcio, con il sogno nel cassetto di lavorare un giorno come giornalista sportivo. Nonostante la mia giovane età, credo di aver anticipato nettamente i tempi. Attualmente infatti, collaboro per le seguenti testate giornalistiche: NoiBiancocelesti e SportPress24.

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